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Leuca, la località più a sud del Salento

Leuca, la località più a sud del Salento

Una volta abbandonato il centro Salento, ormai all’altezza di Tricase e delle sue marine, principia il territorio del capo di Leuca, estremo meridionale raggiungibile anche tramite strada ferrata, a bordo delle caratteristiche carrozze della Ferrovia del Sud-Est, nei percorsi fra la campagna di ulivi, fichi d’india, muretti a secco.

Sulla via per Leuca

Sulla via per Leuca ci si inoltra nel grande parco che, dall’area otrantina sino all’ultimo promontorio della penisola salentina, passando per il territorio di Castro e Tricase, raccoglie al suo interno diversi tipi di habitat naturali; dalla campagna dalla vegetazione rigogliosa, alla pineta limitrofa la fascia costiera, sino all’area arida e selvaggia che caratterizza certa parte della costa rocciosa, digradante sul mare.

Sulla via per Leuca ci si imbatte in diversi caratteristici paesini, alcuni silenziosi, in cui trovare ancora molte tracce del passato, dell’antico artigianato e delle sue storie e leggende; dove poter ammirare chiese e costruzioni tipiche. S’incontrano certo abitati più grandi, come la bella Tricase, dove perdersi nel suo centro storico, visitandone la Chiesa della Natività della Beata Vergine, il Castello Gallone, così come il Convento dei Cappuccini.

Per poi pensare alla vicina Specchia Gallone, piccola e straordinaria nelle bellezze del suo cuore antico, dove ogni estate prende vita il famoso festival cinematografico “Cinema del Reale”; o fermarsi a Castiglione, sede di un’importante rassegna estiva, dedicata all’agricoltura naturale, ossia La Notte Verde.

In questa terra che converge verso le acque del Faro di Leuca, il mare è sempre presente, vicino; e la costa sorprende con chiari lidi di sabbia e l’impervia scogliera, modellata da grotte; ciascuna individuata da un nome, spesso legata a poetiche storie e leggende. 

Lungo la costa, da Marina di Novaglie a Santa Maria di Leuca

Sono grotte come quelle delle Cipolliane, all’altezza della favolosa Mariana di Novaglie; o la Grotta Aspro, la Grande del Ciolo, o le bocche del sistema delle Mannute. Seguite, più a sud, dalla grotta Purraru, sino ad arrivare, superate altre caverne marine, a Punta Mèliso: promontorio che delimita ad est Santa Maria di Leuca.

La quale, segnata dal suo alto faro – il secondo, per altezza, d’Europa – s’affaccia dall’alta scogliera dai bianchi riflessi (dal greco leukos = bianco). Qui, il santuario di Santa Maria di Finibus Terraeè antica meta dei pellegrini: sorto sull’area di un tempio dedicato a Minerva, veglia sul mare e sui naviganti. Accanto ad esso si snoda la lunga Scalinata Monumentale, con i suoi due bracci, i quali accompagnano da entrambi i lati la Cascata: flusso d’acqua che, partendo dal capolinea dell’Acquedotto Pugliese, scende verso il porto, dove trova felice sbocco (è bene specificare come la cascata sia messa in funzione in determinate occasioni, durante il periodo dei bagni).

Scorci di Leuca: la vita di mare, la fantasia nella pietra

Giunti sul lungomare del piccolo comune, è possibile trovare spiagge tranquille, dove poter godere del chiaro braccio di mare. Santa Maria di Leuca è un ridente centro marittimo, che regala all’osservatore il fascino delle attività della pesca, il romanticismo del mare. Bello nella particolarità delle sue vie e nei colori delle abitazioni, esso si fa ulteriormente ammirare per il gusto particolare di diverse residenze estive, ville costruite dopo la metà del XIX secolo; le quali attraggono l’occhio per estro architettonico, per tonalità delle superfici, per i diversi stili cui si ispirano (fra i quali liberty, moresco, classico, ecc.)

Ancora mare: in escursione lungo la costa

La permanenza in seno alla bianca località si arricchisce della scoperta dei suoi fondali – per gli esperti appassionati – e delle visite guidate in barca; oltre che di attività di trekking lungo scogliera e campagna.

Oltre Punta Ristola, promontorio più a ovest del comune, ci si imbatte in una serie di altre grotte (come grotta della Porcinara, del Drago), rilevanti non solo per bellezza naturale, ma anche per segni e reperti che giungono da molto lontano, da età preistoriche – vedi ad esempio la Caverna dei Giganti, sito di rinvenimento di fossili di maestosi mammiferi, e antichissimi manufatti. Storia e natura, come accade di frequente, ci meravigliano intrecciandosi inscindibilmente, invitandoci a bellezza e riflessione.