La repubblica della fantasia

Si intitola “Rainbow Republic” il nuovo romanzo “distopico” di Fabio Canino, showman molto popolare della tv italiana, attore teatrale e conduttore radiofonico. Lo abbiamo intervistato perché il suo libro è un piacevole esempio di come la fantasia possa essere non solo divertente ma anche formativa.

Il romanzo prende spunto da una triste realtà, la crisi economica che ha colpito la Grecia in questi ultimi anni, per poi portarci lontano, sulle ali della fantasia o meglio sui colori dell’arcobaleno, colori che per Fabio Canino possono essere la soluzione a molti dei problemi dei nostri tempi: economici, culturali e umani.

La nuova repubblica greca che Canino ci fa scoprire capitolo dopo capitolo, colore dopo colore, è nata dalle ceneri di quella impoverita e spopolata dal default, una nazione uguale a nessun’altra, una repubblica basata sul rispetto di tutte le diversità senza alcuna eccezione, sulla costante ricerca della felicità dei propri cittadini e della bellezza.

Seguendo questi principi e applicando un po’ di strategia marketing la Grecia - Rainbow Republic - ha anche raggiunto un benessere economico senza precedenti, tanto da attrarre investitori e turisti da tutto il mondo. Questo benessere si basa sulla Pink Economy, dove sono i gay a capo e al centro di tutto, insieme a lesbiche, trans e tutte le possibili sfumature di orientamento e gender.

La Repubblica è governata da politici illuminati, democraticamente eletti dal popolo, che guidano ministeri innovativi come quello delle Icone Gay. Questo ministero ha il dovere di far conoscere alle nuove generazioni le grandi leggende da Maria Callas (che non a caso è sulla copertina del romanzo) a Edith Piaf, senza trascurare le italianissime Patty Pravo, Mina e Raffaella Carrà (alla quale Fabio Canino ha dedicato un altro romanzo, ndr), e tantissimi altri nomi della cultura, della musica, del cinema. Nel romanzo sono citate tantissime icone alle quali sono intitolate le piazze, le strade e gli edifici pubblici della nuova e florida Atene. Senza dubbio perdersi in questa nuova Grecia e nei suoi cittadini è un viaggio divertente, spassoso e molto colorato.

Tra una battuta e l’altra, una festa a base di vini squisiti dai nomi esilaranti come Vinocchio e Uvagina (e non sono nomi inventati!), grandi spettacoli all’Opera e la grande celebrazione del 28 giugno (qui il gay pride è diventato festa nazionale), amori eterni e amori di una notte, Canino ci fa anche riflettere sulla politica italiana, sull’omofobia, sulle unioni civili, le adozioni, l’influenza di una Chiesa a volte ingombrante e la grande opportunità che forse l’Italia si sta perdendo. Perché il pensiero che sta dietro questa fantasiosa storia è molto, molto concreto: garantendo più diritti a tutte le persone, senza alcuna distinzione, si avrebbero cittadini più felici, e da questa felicità diffusa arriverebbe presto anche il benessere economico.

Sono certo che in molti amiamo la Grecia e abbiamo ricordi di vacanze trascorse sulle meravigliose isolette e sicuramente molti di voi che ora state leggendo siete appena tornati da una di queste isole, eppure di questa nuova Grecia tutta colorata di arcobaleno, io me ne sono innamorato ancora di più. Per fortuna non è stato difficile riuscire a raggiungere (telefonicamente) Fabio Canino per porgli direttamente le domande che mi ronzavano in testa dopo aver concluso di leggere (divorare) il suo libro.

Per rompere il ghiaccio gli ho chiesto come era possibile che non avesse inserito nella lunga lista delle icone Gianna Nannini, Milva e Ornella Vanoni e dopo un attimo di silenzio, durante il quale io mi sono morso la lingua temendo di essermi preso troppa confidenza, Canino si è fatto una risata e mi ha risposto che per ricordarle proprio tutte sarebbe stato necessario dividere il romanzo in più volumi.

La ricerca fatta su Atene e sul resto del paese è stata molto lunga e impegnativa perché, mi ha raccontato l’autore, in fondo la Grecia è un paese molto vasto, con luoghi bellissimi poco conosciuti, e una miscela culturale affascinante, che voleva valorizzare. Per questo, anche se in alcuni passaggi il romanzo è volutamente “esagerato”, ci sono numerose “cartoline” di luoghi incantevoli e ritratti più fedeli alla realtà greca. Per restare sul tema della fantasia gli ho chiesto quale attore, per una ipotetica trasposizione cinematografica del romanzo, fosse più giusto per la parte del protagonista Ulisse Amedei (il giornalista milanese che vivrà la scoperta della Rainbow Republic in prima persona, ndr) e mi ha sorpreso con la sua risposta prontissima: Alessandro Gassman. «Perché ci sono tanti attori belli e bravi nel cinema italiano, ma lui piace perché ha tanto fascino… proprio come il mio Ulisse, che non è belloccio eppure nessuna donna può resistergli», mi ha spiegato lo showman.

Stavo per salutarlo e chiudere la telefonata per non abusare troppo della sua disponibilità, quando mi sono reso conto di non avergli chiesto nulla sull’altra vita professionale, quella di showman e attore. La sua riposta, la riporto testualmente, mi ha dato l’ennesima dimostrazione di quanto il messaggio del suo romanzo fosse sentito e sincero. «Il mio unico progetto per il futuro è trovare la felicità».

Fabio Canino, “Rainbow Republic”, 244 pagg, Mondadori

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