16/08/2022

Mancanza di autisti: un mestiere poco scelto

Mancanza di autisti: un mestiere poco scelto

Sono più di 15.000 i posti vacanti alla guida di camion e autobus in Italia. Il settore dei trasporti fa molta fatica a soddisfare la domanda crescente a fronte di lavoratori sempre meno interessati alla professione. La crisi di personale non è una novità per i conducenti, ma negli ultimi anni si è inasprita particolarmente. il Covid ha giocato un grande ruolo in questo, con i lockdown e le restrizioni agli spostamenti internazionali. Più recentemente, anche la crisi tra Russia e Ucraina non ha certamente aiutato.

Una gran parte del deficit di lavoratori in questo settore veniva infatti colmato da persone provenienti dall’Est e dall’Africa che oggi sono meno favorite a cercare lavoro nel nostro Paese. A fronte di questa emergenza, il presidente di Federtrasporti Claudio Villa è stato ascoltato alla Camera dei Deputati dove ha suggerito 5 azioni da intraprendere per risolvere la situazione.

Oggi per diventare autista di camion, autobus e mezzi pesanti bisogna soddisfare due requisiti: ottenere la patente CQC e completare il corso cronotachigrafo.

La prima si può ottenere tramite un corso in autoscuola e superando i relativi esami; il secondo può essere frequentato presso enti accreditati dal Ministero dei Trasporti, soggetti che collaborano direttamente con le aziende mantenendo il personale sempre formato.

Autisti cercasi: la crisi in Italia

Oggi l’età media dei conducenti di mezzi pesanti è molto alta. Solo gli over 50 rappresentano ben il 33.3% dei lavoratori (il dato è cresciuto di 8 punti percentuale in soli 5 anni). Questo è un problema soprattutto nel lungo termine: queste persone andranno sostituite e non ci sarà nessuno per farlo. Ad oggi infatti il 40.9% delle offerte di lavoro per conducenti non trova nessuna candidatura. Pochi lavoratori per un settore che da anni soffre la carenza di personale nonostante stia diventando sempre più centrale nelle economie occidentali.

Il processo per diventare camionisti prevede due step fondamentali:

  1. Avere la patente CQC, ovvero la Carta di Qualifica Conducente che abilita all’esercizio della professione. Si può ottenere dai 18 anni per il trasporto di merci e dai 21 per quello di persone.
  2. Completare il corso sul tachigrafo digitale, un corso di formazione autisti che insegna l’utilizzo corretto del cronotachigrafo e le regole per una guida sana e sicura.

Entrambi i certificati hanno validità di 5 anni; una volta trascorsi, bisogna rinnovarli. Gli autisti in Italia hanno una retribuzione media di 1.700 euro al mese, con picchi anche più alti in base alle tratte percorse e alle merci trasportate.

Snellire l’iter formativo e le altre proposte di Claudio Villa

Per risolvere il problema delle assunzioni dei conducenti, il presidente di Federtrasporti Claudio Villa ha parlato alla Camera dei Deputati. Lì ha suggerito 5 azioni efficaci facili da attivare nel breve periodo. La prima e quella più semplice è portare a 20 anni l’età minima per ottenere tutte le patenti superiori. In questo modo si ridurrà il tempo tra la fine della formazione e l’inizio del lavoro in azienda.

Poi, si dovranno abbattere i costi della CQC, permettendo di conseguirla in gran parte già praticando la guida in azienda. Villa propone poi di aggiungere un corso di logistica e trasporto merci negli istituti professionali dando la possibilità di partecipare anche a tirocini presso consorzi e cooperative del settore. La quarta proposta è di assumere dipendenti di aziende in crisi, attivando un passaggio preferenziale da quei settori che stanno perdendo forza economica e lavoro.

Infine, il presidente di Federtrasporti propone un credito di imposta del 50% a chi sceglierà di produrre opere cinematografiche in cui il settore dei trasporti è protagonista. In questo modo si aiuterà la società a cambiare la percezione della mansione che diverrà più attraente per le nuove generazioni.

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