[ph] Cecilia Cicci

Genitori & Figli

Generazioni a confronto apparentemente divise tra responsabilità, aspettative e aspirazioni diverse. La linea di confine non è così netta come si crede. Queste sono soltanto delle brevi riflessioni su due "mestieri" senza codice d'istruzione

Non tutti i mestieri si possono imparare con un apprendistato che ti svela tecniche e trucchi. La vita non è fatta solo di lavoro, ma di altri mille ruoli che le circostanze e la storia crea per noi.

Essere genitori è un mestiere, il più nobile di tutti e forse il più complesso. Hai la responsabilità dell’educazione (esiste una giusta educazione?) e soprattutto nessuno può indicarti la strada migliore da seguire. Spesso si sente dire dai genitori «come fai sbagli» e forse è vero, ma ci sono sbagli e sbagli e si può anche errare per troppo amore.

Come è vero che non esistono solo “cattive madri” e “cattivi padri”, quelli che inondano le pagine di cronaca nera ogni giorno; troppo poco si parla dei “buoni genitori”, un po’ insegnanti, un po’ amici, quelli che lavorano tutta la vita investendo sull’istruzione dei propri figli perché sperano che la loro vita sarà soltanto piena di soddisfazioni. Piccoli grandi eroi, perché no, quelli a cui nessuno conferirà una medaglia d’oro o un riconoscimento ufficiale, ma che sono lì sul campo della vita quotidiana a giocare la loro partita.

Anche essere figli è un mestiere senza codice d’istruzione. Si può essere figli capricciosi, arrivisti o obbedienti e sognatori; si può essere responsabili o irresponsabili, ci sono figli che si mettono sempre nei guai e quelli che se ne tengono alla larga. A volte non c’è confine né soluzione, si procede a tentativi mettendo in preventivo che comunque alcuni errori si commetteranno sempre.

Arriva anche il momento in cui non c’è troppa divisione tra il mestiere di genitori e quello di figli. Non accade sempre, ma può succedere. Magari non ci si potrà mai capire completamente perché ognuno di noi ha un mondo interiore inesplorato e non del tutto leggibile, però può arrivare il tempo in cui si smette di sentirsi protagonisti di due “professioni” opposte – genitore e figlio – ma semplicemente uomini.

E quando il genitore scopre l’umanità del figlio, fatta di ricchezze e fragilità, e il figlio riconosce quella del genitore, che non è un super eroe ma un uomo forte e debole come lui, allora qualcosa di magico succede e un nuovo legame si crea. Nessuno può spiegarlo, nessuno può trasmetterlo, tutto rimane avvolto nel mistero.

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Storico dell’arte, archivista e curatore. 

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Cresciuta in una tranquilla città di mare, ho sempre mirato lo sguardo verso orizzonti indefiniti. Poi è arrivata la frenetica e caotica Roma e qui adoro perdermi tra i vicoli e le storie di quartiere. Non riesco a stare ferma, ho bisogno di fare più cose contemporaneamente, sempre credendoci! Sognatrice e idealista, amo mixare le mie passioni: arte, fotografia, poesia, cinema e teatro... altrimenti mi annoio. 

Come un cannibale di notte divoro libri e serie tv, oppure scrivo tutto quello che mi passa per la testa e che non farò mai leggere a nessuno. Raccolgo oggetti trovati per strada, sono sempre alla ricerca di nuovi amuleti.   

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