Isabella Nurigiani, Il canto dell'anima, installazione a Villa Celimontana [ph] Ernesto Ruscio

Isabella Nurigiani, il mestiere di sporcarsi le mani

I gioielli della scultrice, in mostra alla Galleria Laboratorio Alea Contemporary Art fino al 25 novembre, sono delle micro sculture. La Nurigiani si considera sia artista che artigiano, che piega i materiali al volere della mente

Mi sono a lungo soffermata a riflettere sulla differenza fra arte e artigianato e su quale effettivamente fosse la diversità fra i due. La difficoltà nel comprendere se si è davanti a un artista o a un artigiano risiede, a mio avviso, nell’individuare nelle opere un’intuizione e una ricerca continua su se stessi e sulla propria tecnica: solo allora esse si possono ritenere opere d’arte. Quando invece si riscontra una riproduzione quasi seriale, senza sviluppo tecnico ed interiore alle spalle, ecco allora non si può parlare di arte ma di artigianato. Seguendo questa linea allora molti artisti andrebbero ritenuti artigiani così come, al contempo molti artigiani dovrebbero essere considerati artisti.

Giunta a questo banalizzante risultato sono entrata in conversazione con Isabella Nurigiani, scultrice risiedente a Roma, le cui opere saranno esposte, fino al 25 novembre, alla Galleria Laboratorio Alea Contemporary Art durante la mostra Four Jewelers. Frigerio, Materi, Nurigiani, Verga. Facendo vacillare ogni certezza raggiunta in seno alle mie riflessioni, lei si definisce sia artista che artigiana, non vendendosi propendere verso nessuna delle due “definizioni”. Ho così ricominciato sistematicamente a pensare alle caratteristiche proprie di ognuna delle due figure professionali.

Se come dice Hegel l’arte deve essere mezzo per percepire l’assoluto e l’interiorità dell’artista, viene facile delineare le caratteristiche del primo mestiere, l’artista: egli riesce a trasporre la sua interiorità e il suo pensiero in un medium, una tela, una scultura, un’installazione o una performance e sopratutto in un materiale. E questo è perfettamente visibile nel lavoro della Nurigiani, la quale si fa ispirare da tutto quello che ha intorno e crea le sue opere in modo istintivo, entrando in sintonia con il materiale che utilizza fino a piegarlo alla sua volontà. Si faccia ad esempio riferimento alle sue sculture in ferro, materiale che lei usa e piega come fosse carta, le quali sembrano in un perpetuo movimento, avvicinandosi così a rappresentare un pensiero nel suo intero svolgimento.

Un artigiano invece, è una persona che usa una straordinaria perizia in quello che crea, sviluppa una tecnica ed una precisione a cui spesso gli artisti non si avvicinano. Fatta questa considerazione, però, ancora una volta la si può applicare al lavoro della Nurigiani; essa stessa afferma che parte integrante del suo lavoro è svolta al fianco e negli studi degli artigiani, dai quali ha imparato e tutt’ora impara le diverse tecniche necessarie per plasmare i materiali che lei utilizza, come il ferro o il marmo. Centrale è infatti lo «sporcarsi le mani», il non delegare l’esecuzione ad artigiani esperti ma il diventare in prima persona esperta esecutrice di ogni tecnica.

Così i suoi gioielli, definiti micro sculture, sono opere eseguite con estrema padronanza della tecnica, le cui forme rimangono non perfettamente finite per volontà dell’artista stessa. Isabella Nurigiani è quindi una personalità che abbraccia le caratteristiche di entrambi le professioni, sviluppandole e integrandole in un percorso artistico che non esclude nulla, che è introspezione, istinto e di conseguenza diventa uno sporcarsi le mani per far parlare e per piegare i materiali al volere delle mente.

Se è vero, come dice Croce, che la trasposizione materiale non è che un espediente comunicativo, nelle opere di Isabella la comunicazione è sviluppata ai suoi livelli più alti tanto che sia la sinuosità della scultura che la geometria dei sui ultimi gioielli esprimono l’istinto di un’artista che grazie alla continuità fra pensiero e realizzazione materiale, può definirsi artigiana oltre che artista.

Mi ritrovo ad aver stravolto le mie credenze e a credere fermamente che esistano artisti che non sono effettivamente tali come così artigiani che non sono tali, ma una divisione netta non può essere effettuate grazie ad individui, come Isabella Nurigiani, che cercando di completarsi arrivano alla ricerca su ambo i fronti, divenendo quindi personalità molto più complesse e articolate di quelle del singolo artista o artigiano.

Per maggiori informazioni sulla collettiva Four Jewelers. Frigerio, Materi, NurigianiVerga presso la Galleria Laboratorio Alea Contemporary Art vedi qui.

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