ph. Cecilia Cicci

#Mestieri è il tema di novembre

Mestieri di un tempo, riscoperti e rinnovati. Mestieri nuovi di startupper e inventori di app. Vogliamo esplorare le storie di lavoro, manuale e di ingegno, in un tempo in cui il lavoro cambia e manca. Scriveteci e partecipate: The Lab è lo spazio scritto da voi

#Mestieri in un tempo di lavoro che manca, che è sempre più precario e spesso sfruttato. Ai mestieri, magari quelli dei nonni, si torna. Si riscoprono quello del falegname, del fabbro o di colui che, in un’epoca usa e getta, possiede la preziosa arte del riparare. E così si aggiustano scarpe, tubi, giradischi ora che sono tornati di moda i vinili. Si cuce o si fanno filare veloci le mani tra le reti da pesca.

Si torna nei campi, pensando sia facile quel tanto vituperato «vai a zappare la terra» e lo si fa con le nuove sensibilità eco, bio eccetera. E ancora si panifica, si frigge su truck restaurant, si cucina in nome di una mania per i fornelli e un amore per il cibo esotico dilaganti. Altri mestieri si sono smarriti, pochi li insegnano e pochi hanno voglia di impararli, sono i mestieri perduti, cose del secolo scorso. Anche le botteghe e i negozi stentano «eh signora mia ormai la gente compra tutto al supermercato». Che apre la domenica e di notte e che ne è del riposo?

E poi c’è l’arte che è anche un mestiere fatto di colori o materiali concreti da plasmare, scegliere, curare, accostare. Si incide, si stampa, si scolpisce o si applica tutto questo alla moda di abiti e gioielli.

C’è anche chi sostiene che il giornalismo è un mestiere perché, come dicono i vecchi delle redazioni, si esce a consumare le scarpe sui marciapiedi. E c’è chi scatta le foto, un mestiere tanto ambito. E tutti gli altri delle professioni d’ingegno o i creativi che le nonne, anche se glielo hanno spiegato cento volte, mica hanno ben capito che lavoro fanno.

I professori del centro e delle periferie o i ricercatori che scappano. 

E poi i nuovi mestieri. Perché oggi costruendo una app costruisci un mondo (e se poi lo vendi puoi anche andare in vacanza per sempre). E che siano gli startupper gli inventori del nuovo millennio? E come se la passano? I nostri figli o nipoti invece vogliono fare gli Youtuber, un mondo di piccoli guru adolescenziali che il marketing aziendale conosce bene. E i nuovi mestieri della gig economy di chi corre in bicicletta con il tuo pranzo o ti accompagna nella casa che hai prenotato con un’app. Un abbaglio o il futuro?

E ancora i mestieri nascosti, ruoli invisibili, personaggi del backstage. Fare lo scrittore, il sogno di molti, e poi gli imprenditori, quelli che partono e quelli che restano. E il mestiere più antico del mondo, perché no, poco in crisi magari ma sfruttato in barba ai diritti umani. Infine il mestiere di vivere, quello di Pavese o quello di ognuno di noi.

 

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