Volonté, la dimenticata militanza

Esistono oggi intellettuali impegnati? Artisti, scrittori, attori che accanto al loro mestiere portano avanti una lotta politica, una militanza appunto, che oggi sembra sbiadita. Patrizio Partino, dopo un cortometraggio per il Premio Zavattini, ha deciso di proseguire la sua indagine su Gian Maria Volonté con un documentario più ampio. E per farlo ha lanciato una campagna di crowdfunding

Il solo vero artista impegnato è colui che, senza nulla rifiutare della lotta, rifiuta però di unirsi all’esercito regolare, ai franchi tiratori. La lezione che risiede nella bellezza, se è recepita con onestà, non è una lezione d’egoismo ma di fratellanza.

Questo diceva Camus, nell’anno del Nobel e a tre dalla propria morte, alla platea dell’università di Upsala. L’impegno dell’autore de Lo Straniero era più motivato dal suo appartenere al genere umano che a una chiesa o partito. Pungolato in vita - in contrapposizione al più manicheo Sartre - e tirato per la giacchetta anche da morto, Camus è spesso citato come intellettuale engagé, impegnato. Impegno, militanza, partecipazione, sono concetti che oggi mal si coniugano con le figure dell’intellettuale della contemporaneità e mentre ciclicamente si cerca di capire chi siano questi riferimenti della società, - se esistono - questi maître à penser fuori dall’esercito regolare: si guarda indietro. 

Le pietre miliari di ieri sono un rifugio ma anche uno stimolo e nel mondo del cinema c’è un nome nobile anche se non spesso udito ed è quello di Gian Maria Volonté. Che leggeva Camus, precisiamo.

A riannodare le fila della militanza dell’attore ci ha pensato Patrizio Partino, ideatore e regista di Dimenticata Militanza un corto (co-prodotto da Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico e da Zi&Pa Pictures) premiato nell'ambito del Premio Zavattini. E adesso il progetto si fa più grande perché l’indagine si vuole estendere ad un lungometraggio per fare un «ritratto prettamente politico di uno dei più grandi attori di sempre» spiega Partino nel lancio di una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Ulule che, al momento, sfiora il 70% dei fondi richiesti. (Per partecipare alla raccolta https://it.ulule.com/dimenticatamilitanza/)

In pochi conoscono l’altra faccia del mestiere di Volonté, i suoi cineracconti sul Vietnam oppure La tenda in piazza sulle lotte operaie del 1971. E ancora le tre ipotesi sulla morte dell’anarchico Pinelli (che trovate su YouTube).

Tutto è iniziato con il concorso e con «la caccia al tesoro» nell’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico e poi è la voce di Oreste Scalzone, fondatore di Potere Operaio, a regalare aneddoti e descrizioni inedite e preziose. «Schivo, esigente, non teatrale» lo definisce Scalzone. Nel corto la sua voce è inframezzata dalle mobilitazioni e dal lavoro, anche di cronaca, fatto da Volontà sull’occupazione della fabbrica Apolloni o con un canto per i 3.600 operai morti a Iquique nei primi anni del '900. Il “rivoluzionario in divisa d’attore” era pure un marinaio, lo sa bene Scalzone che con lui ha navigato fuggendo. Il racconto di una notte in mare, a motore, cantando come pazzi e senza motivo Va, pensiero è un ricordo tutto umano che esalta il lato comico, ridanciano, quello del fou rire dell’attore. 

Le vent se lève il faut tenter de vivre

È la scritta impressa sullo scafo della barca a vela di Volonté, un verso di Paul Valery da Le Cimetière marin, che può suonare anche come monito d’azione per vivere e non sopravvivere, incidere sul reale con l’arte ma anche con la politica, la richiesta, la mobilitazione, la rivendicazione concreta di un diritto, la critica, il disallinearsi per un vento migliore che faccia navigare meglio, tutti, a vele più piene.

ARTICOLI CORRELATI

avatar

Caterina Grignani è il direttore responsabile di Roma Italia Lab.

Per contattarla direttamente, scrivi a: caterinagrignani@romaitalialab.it.

Fatto: studi letterari, viaggi con la scusa dello studio, stage e contro stage, insegnare italiano nonostante una incorreggibile "r" moscia, miglia di navigazione a vela, scampare a una tempesta, coltivare odori per cucinare, scrivere racconti, sopravvivere a un inseguimento di cinghiali

Da fare: rendere celebre Roma Italia Lab, tornare in Polinesia, scrivere un libro, avere una cucciolata di cani in salotto, suonare la pianola con le basi registrate ai matrimoni, andare all'isola di Pasqua e a Mosca e alle Azzorre, pimpare la 500 di mia nonna


Roma Italia lab srl

Autorizzazione Tribunale di Roma n.60 del 23 marzo 2017

Sede legale: Via Festo Avieno 59, 00136

Sede operativa: Viale Castro Pretorio 25, 00185

Tel. 06 85352463

P.I. e C.F. 11448611001

Direttore Responsabile: Caterina Grignani

Redazione: Simona Pandolfi & Allegra Mondello

newsletter

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione