[ph] Federico Toraldo

Wrongonyou: «il mio nuovo viaggio parte da Roma»

Wrongonyou è tornato a casa e lo abbiamo incontrato, stasera salirà sul palco dell'Ex Dogana e poi replicherà con un secret concert il 20 settembre. Ma presto lo vedremo anche al cinema nella veste di attore nel nuovo film di Alessandro Gassmann

Viaggi lunghi e interminabili, tante esperienze da fare per arricchirsi artisticamente e umanamente e poi quel bisogno quasi naturale di riconnettersi con le proprie radici e tornare dove tutto è iniziato. Dopo un anno di soddisfazioni e riconoscimenti Wrongonyou è pronto a percorrere altre strade, ma ancora una volta ha scelto di cominciare questo nuovo percorso partendo da Roma: l’8 settembre lo vedremo sul palco dell’Ex Dogana insieme ad altri artisti per l’evento Alice Fest. Tutte le musiche portano a Roma, mentre per il 20 settembre è stata annunciata la sua partecipazione a un secret concert per Give a Home, in collaborazione con Amnesty International e Sofar Sounds in supporto a tutti i rifugiati nel mondo.

Wrongonyou è lo pseudonimo di Marco Zitelli, musicista romano, classe 1990. Appassionato di musica folk, da John Frusciante a Justin Vernon, inizia a scrivere i primi brani nel 2013 e a pubblicarli sul suo profilo Soundcloud. Sin dal primo ascolto si percepisce qualcosa di insolito e autentico nel suo modo di fare musica e viene subito notato dalla Sound Technology dell’Università di Oxford, che lo invita a registrare quattro brani nei recording studios, proprio dove nel ’91 avevano registrato gli Shinding, oggi conosciuti come Radiohead. 

È soltanto l’inizio per Wrongonyou; l’ambiente musicale romano lo apprezza immediatamente e arrivano anche i primi inviti ai più importanti festival europei. Nel 2016, con Carosello Records, presenta i singoli Rodeo, Killer e The Lake, che successivamente faranno parte del primo EP dal titolo The Mountain Man.

 

La popolarità e la stima di altri artisti italiani e stranieri - da Nicolò Fabi a Daniele Silvestri, da Austra ai The Lumineers - è immediata, come la sua musica che «arriva dritta al cuore». Ascoltando questi brani si viene catapultati in un’atmosfera quasi incantata. In un attimo si immaginano lunghi fiumi da attraversare e grandi spazi verdi in cui perdersi; intensità e malinconia, profondità e allo stesso tempo energia cosmica sembrano caratterizzare le sue canzoni.

 

Nel 2017 Wrongonyou pubblica I don’t Want To Get Down, singolo che apre ufficialmente i lavori al nuovo album, che vedrà la luce nel 2017 per Carosello con la produzione di Michele Canova. Il video del brano è stato girato nel deserto della California; ancora una volta la natura è la vera protagonista, una natura pulsante anche in un luogo roccioso.

  

Importante anche l’impegno sociale mostrato in questi anni da Wrongonyou, come la partecipazione al progetto #EveryChildisMyChild – Live for Syria a Vulci (VT), evento organizzato da molti artisti italiani per la costruzione di una scuola in Siria e adesso la sua adesione a #Giveahome.

Abbiamo incontrato il musicista prima del concerto previsto a Roma all'Ex Dogana per chiedergli alcune curiosità, aspettando anche il suo debutto cinematografico nel film di Alessandro Gassmann, Il premio, con Gigi Proietti, Anna Foglietta, Rocco Papaleo, Matilda De Angelis ed Erica Blanc.

Scrivi testi in inglese, ormai le tue canzoni stanno facendo il giro del mondo, però sei romano e in questa città hai iniziato a fare musica. In quale quartiere sei cresciuto? 

Più che romano sono dei castelli romani, precisamente di Grottaferrata, che in pratica sarebbe la campagna romana! Dopo un periodo abbastanza lungo in cui ho vissuto in America ho deciso di tornare in Italia per cominciare questo viaggio. E pensavo fosse giusto che questo viaggio partisse da casa. 

Negli ultimi anni, rispetto a quando hai iniziato a suonare, cosa è cambiato secondo te nell’ambiente musicale romano? Presto ti ritroveremo sui palchi romani per due eventi in programma. C'è un posto simbolico e per te rappresentativo di Roma dove torneresti sempre volentieri a suonare?

Beh la musica qui a Roma comincia finalmente ad essere considerata. Noto che la gente va sempre più volentieri ai concerti, quasi come se fosse un fenomeno cresciuto all’improvviso. Il posto dove tornerei sempre volentieri è il Pierrot le fou, un locale di Roma dove ho cominciato a suonare e che porto nel cuore da sempre. 

È stato un anno ricco di importanti riconoscimenti e soddisfazioni, prima con The Lake e ora con I don’t Want To Get Down. Più volte è stato sottolineato che la tua musica «arriva dritta al cuore»; quali sono gli “ingredienti” che rendono i tuoi brani così autentici e immediati?  

Non penso molto quando scrivo o quando suono, forse queste cose che dicono di me vengono dette perché cerco di scrivere con il cuore, cercando di evitare una contaminazione della mente che potrebbe solo rovinare il risultato che cerco. E poi la maggior parte delle volte scrivo d'amore e di natura, che sono secondo me le cose più VERE che esistano.

A breve ti vedremo anche al cinema nel film Il premio di Alessandro Gassmann. Vuoi raccontarci qualche aneddoto di questa nuova esperienza artistica? 

È stata un’esperienza successa puramente per caso: un giorno mi squilla il telefono e dall'altra parte a parlare era Gassmann. Lì per lì mi è preso un colpo! Ha iniziato a spiegarmi che avrebbe voluto farmi fare le colonne sonore e le musiche del film, poi invece mi ha proposto di fare la parte di uno dei protagonisti. Ci mettiamo a ridere, ma senza pensarci due volte ho accettato! È stata un’esperienza fantastica e quando tra dieci anni ci ripenserò mi farò una grande risata. 

 

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Storico dell’arte, archivista e curatore. 

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Cresciuta in una tranquilla città di mare, ho sempre mirato lo sguardo verso orizzonti indefiniti. Poi è arrivata la frenetica e caotica Roma e qui adoro perdermi tra i vicoli e le storie di quartiere. Non riesco a stare ferma, ho bisogno di fare più cose contemporaneamente, sempre credendoci! Sognatrice e idealista, amo mixare le mie passioni: arte, fotografia, poesia, cinema e teatro... altrimenti mi annoio. 

Come un cannibale di notte divoro libri e serie tv, oppure scrivo tutto quello che mi passa per la testa e che non farò mai leggere a nessuno. Raccolgo oggetti trovati per strada, sono sempre alla ricerca di nuovi amuleti.   

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