Innamoratissime dipendenze - parte 3

I Segni di Fuoco, in nome di una passione - rincorsa per l'Ariete, inscenata per il Leone e sublimata per il Centauro - possono finire alle dipendenze del loro stesso ardore e in relazioni lunghe e inconcludenti. Tanto fuoco per nulla! Scrivete a tiroalsegno@romaitalialab.it

Terzo appuntamento con il romantico, struggente, faticoso, dispendioso, inutile e devastante universo delle dipendenze amorose, ovvero quando anni di vita vengono dilapidati in un rapporto che non si è in grado di concludere. Storie uniche ed irripetibili, nel bene e nel male, a detta dei protagonisti; ed invece così simili. Può l'Astrologia esser d'aiuto?

Se l'ottica è quella di esaminare con un pizzico di autocritica determinati impulsi, allora sì, può essere molto utile. Ma inevitabilmente scomoda perché rende il tutto meno unico e molto meno romantico. Amore, passione sono parole che piacciano. Uh quanto piacciono! Più sono calde e più accendono l'immaginario, incendiario pertanto sarà il dardo di questa settimana dopo il focus sui Segni di Aria e Segni di Terra delle precedenti settimane.

Segni di Fuoco

Si apra allora un sipario rosso scarlatto sui Segni di Fuoco. Fiamme diverse e diverso modus operandi, ma il fine è lo stesso: il centro della scena. Per un ego gigantesco (e spesso complessato) che in amore allestisce relazioni titaniche dalle proporzionate sciagurate conseguenze. Per sé e per gli altri. Il tutto sempre e comunque in nome della passione. Una parola ripetuta fino alla nausea da codesti caratteri.

Un coperchio per tutte le pentole. Eppure a tutti coloro che issano orgogliosi e spavaldi la bandiera della passionalità, bisognerebbe rinfrescare la memoria e ricordare che passione deriva dal participio passato del latino pati, ovvero patire, soffrire. Da cui la Passione di Cristo. Si tratta di amori allora? No, calvari appunto. Ma ammetterlo è difficile. Molto più comodo e divistico rintronare se stessi e gli altri con la tuonante e retorica parola Amore!

Ariete

L'Ariete, al maschile o al femminile, è assertore indomabile del mantra «Io Amo!». In nome di questo comandamento, tutta sbilanciato sulla prima parola, l'Ariete si lancia in inseguimenti alla conquista di qualcuno che c'è e non c'è, ci fa ma non ci resta; profumiere e profumieri di ogni sorta e specie di cui l'Ariete si innamora follemente. E si fissa! Eccome se si fissa!

Una Vergine o un Capricorno al confronto sembrano farfalle primaverili che svolazzano di fiore in fiore. Ovviamente in questo caso si tratta di una fissazione spacciata per sentimento. Un ardore incontenibile che rende impossibile la vita senza quella persona, alla cui presenza tutto si accende. Uno stereotipo da romanzetto in stile Liala che resta, seppur deriso, assai seducente nella fantasia di tanti. Peccato però che quando scandagliamo nella vita di certi Arieti ritroviamo anni sprecati in autocombustioni verso qualcuno che tutto era tranne che innamorato del povero Ariete. Ma l'Ariete deve conquistare, costi quel che costi! La sua arroganza, perché di questo si tratta, non sente ragioni ed il suo ego mai accetterà che qualcuno non soggiaccia al comando del suo cuore, collocato in prossimità dei genitali però. Ed ecco servita la focosa tragedia. Fra liti disumane, lacrime, addii e riconciliazioni. Purtroppo a volte sconfinanti nell'indecente violenza. E intanto il tempo se ne va.

C'è poi un altro tipo di Ariete, più difficile da sgamare, il quale manda avanti lunghe relazioni con soggetti larvatici. Si tratta di quegli Arieti che scelgono un partner dominabile per restare leader indiscusso in una cristallizzata e triste adolescenza. Peccato però che in queste coppie a dettar legge non è l'Ariete, ma la larva!

Leone

Un'operazione per certi aspetti simile la compie il Leone e dietro rocambolesche situazioni degne del più assurdo copione hollywoodiano, ritroviamo soltanto la necessità di primeggiare. Questo tipo di Leone infatti sceglie sempre un partner da esibire. Il movente dell'esibizione può essere il più disparato e non sempre associato a bellezza, danaro o roba simile. Possono esserci più subdole, buoniste e funzionali caratteristiche da ostentare in pubblico. Mentre il Leone, a ben guardare, resta furbamente un gradino sopra il partner. Perché? Ma come perché?! Nessuno deve offuscare il divo. Ovviamente la trama funziona se la vicenda è tormentata, così Sua Maestà può ambire all'Oscar come miglior protagonista. Applausi a me perché soffro e perché amo tanto! Più di voi tutti!

Peccato che sotto, sotto cova un profondo senso di inadeguatezza, tutto attorcigliato attorno ad nodo che ogni Leone porta con sé: il dubbio di non esser in grado di esprimere l'intensità del proprio amore. Dubbio pericolosissimo, che può portare a conseguenze davvero disastrose. Ma questo tipo di Leone negherà, tirando in ballo la trita e ritrita passionalità di cui sopra. Bisogna allora analizzare la solarità del Leone sotto ben altro aspetto. Non a caso Robin Norwood, più volte citata in questi articoli, è del segno del Leone. Soltanto un acuta leonessa poteva scrivere Le donne che amano troppo.

Sagittario

Infine il Sagittario. L'atteggiamento di quest'ultimo è di apparente distacco da cotali futili e romanzesche vicende. Il Sagittario semmai insegna e difatti il Sagittario Flaubert scrisse l'Educazione sentimentale. Autore immenso, ma la sua vita privata fu un disastro. «Madame Bovary c'est moi» dichiarò egli stesso. Genio letterario o meno, il Centauro che cade nella dipendenza amorosa verso qualcuno è spesso un soggetto del tutto scisso fra erotismo ed intelletto. Una delle due parti vorrebbe andar via, l'altra resta morbosamente attaccata ad un partner assente quanto basta: per non intaccare la libertà, in questi casi inconcludente, del Sagittario, e per non avere troppe responsabilità.

Da buon segno di Fuoco, il Centauro non gradisce sottostare alle esigenze di nessuno. Il Gran Maestro è lui. Nessun altro. Si tratta di un protagonismo diverso da quello dei suoi precedenti focosi colleghi, ma altrettanto ingombrante. Così questo Sagittario non si abbasserà mai al per lui vile compromesso della passione, tuttavia non riuscirà a farne a meno. Non gli resta allora che imbellettarla. E quando parlerà con parenti e amici della sua pietosa situazione sentimentale, la spaccerà come una scelta, spiegando il perché non si tratta di dipendenza, ma di un legame giusto, sofferto e profondo che... a quel punto gli astanti o dormono o sono fuggiti. Resta attento l'ingenuo che ci casca.

Quello del Sagittario è un gioco di potere, arrogante né più e né meno quanto quello di un Ariete o di un Leone. E tutti e tre, così apparentemente diversi, in nome di una passione rincorsa, inscenata, sublimata, possono finire alle dipendenze del loro stesso ardore e fra le mani un pugno di mosche. Incenerite. Non è meglio un roba più soft? Qualcuno accanto che ci voglia bene? Troppo normale?

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Nasce a Palermo nel 1976 dove si laurea in Lettere. 

Attore e autore sia televisivo (Zelig, Zelig Off, Stiamo tutti bene, Tintoria, Maurizio Costanzo Show, ed altri programmiche teatrale. Fra le commedie più fortunate: La famiglia Lo Cicero, Un problema alla volta, Serata omicidio, The Wedding planner.

 Autore del libro Io Vergine, tu Pesci? edito nel 2016 da Salani Editore

Roma Italia lab srl

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