Genitori/Figli e la visione dell'Eros: i segni di Terra e i segni di Fuoco - I parte

L'educazione che riceviamo in famiglia lascia una forte impronta in noi anche sul piano erotico. I genitori dei segni di Terra risultano spesso castranti e maniaci del controllo assoluto sui figli attraverso la sfera economica. I dominanti segni di Fuoco, invece, educano i figli al sacrificio, ognuno giocando la sua carta, quella dell'ansia il Leone, quella della sfida l'Ariete e quella del senso della morale il Sagittario

In queste ultime settimane le freccette del nostro Tiro al segno, grazie sopratutto alle vostre lettere, hanno preso di mira aspetti più seri della sfera erotica. Avete inoltre risposto con particolare attenzione ai recenti articoli inerenti gli errori in cui i genitori, in base al loro segno, possono incorrere. Insomma, pur citando spesso Jung, mi sono reso conto che ci ritroviamo a fiutare una pista tutta fruediana. Pertanto, lungi dal prenderci troppo sul serio, ma non dovendo per forza risultare divertenti a tutti i costi, vi propongo oggi la prima parte di un articolo dove tenterò di prendere in considerazione la parte erotica del rapporto genitori/figli, sottolineandone le espressioni negative. Premessa indispensabile: la solita, ribadita fino allo strenuo, ovvero si parla in modo molto generico poiché il singolo segno è uno dei tanti tasselli di cui si compone una mappa astrale e quindi un carattere.

I segni di Terra, Vergine, Capricorno e Toro, in una parola possono risultare castranti. Termine usato con voluta precisione. Per questi soggetti, più spesso di quanto si immagini, l'evoluzione del figlio passa attraverso un controllo assoluto. Di conseguenza ben poca evoluzione può esserci e l'obiettivo è proprio questo: il figlio non deve mai cessare di essere tale, non agli occhi, bensì nei fatti di questi genitori. E la solida immobilità della famiglia passa così dalla cristallizzazione del figlio, giocando il tutto su di un piano non emotivo, ma pratico. Il Toro presenta una sfumatura diversa; apparentemente più affettuoso, per lui il bene materiale assume il valore di nutrimento ed il Toro, nel nutrire, può tranquillamente fagocitare! Affermazioni poco affettuose per il caldo focolare domestico, ma le pulsioni espresse dallo Zodiaco, come ci ricorda Lisa Morpurgo, non parlano di morale. Sono forze che si agitano dentro di noi; a noi il compito di gestirle. Ecco che nei segni di Terra l'amministrazione del soldo, camuffato da solidità, risulta il più castrante metodo per impedire ogni evoluzione. Si tratta di un amore potente quello di questi genitori, perché possiede. Ed il figlio infatti è proprietà privata, così come i beni. Non ci vuole Freud per intuire le conseguenze di questi insani errori di fondo: quante persone si sono ritrovate a riproporre col partner il nodo irrisolto coi genitori. E beato chi se ne accorge! Ha avuto la possibilità di affrontare la faccenda e tornare se stesso. Altri invece non scorgono l'ombra proiettata dalla famiglia e la loro sfera erotica (in senso ampio, affettivo) viene così condizionata da un modello comportamentale da cui non riescono a liberarsi. I meccanismi che scattano sono innumerevoli. Mi viene in mente il caso di una Leonessa, figlia di padre Vergine e di una mamma Capricorno. Pervasa dal tipico teatrale senso del sacrificio proprio di alcune donne del Leone e affamata di quel calore affettivo mai percepito in famiglia, la ruggente felina ha sposato un Pesci, padre dei suoi figli, tenero, infedele e perennemente squattrinato. Ma lei, con sacrificio, se lo tiene da una vita e soprattutto lo mantiene! D'altronde a questa Leonessa hanno insegnato che amare vuol dire controllare il soldo e lei ha applicato a questo linguaggio le sue modalità leonine. Infatti in casa, in nome dei soldi e di una certa magnificenza, ha sempre e soltanto comandato lei. Con sacrificio però...

Il caso in questione spinge l'argomento sui segni di Fuoco. Il senso di sacrificio del genitore Leone, come accennato, rasenta vette cinematografiche, tanto eclatanti quanto non richieste dai figli. E sotto strati di sacrifici, il figlio è spesso uno strumento di potere. Qui sono certo che si solleveranno cori di proteste da parte degli esponenti del segno; tuttavia è ovvio che si tratta di casi - non sporadici - e non della regola. Se nel caso dei segni Terra il potere dell'amore è il potere del danaro o comunque del materiale, per il Leone non c'è bisogno di un tramite oggettivo: il potere è già nel Leone, che di per sé si crede il migliore, nonché fonte della migliore espressione di potere. Pertanto la prole nasce già sotto questo regno divino. Purtroppo però proprio il Leone nello Zodiaco è anche il re dell'ansia; e su chi quest'ansia, in tutte le devastanti declinazioni che questa piccola parolina può assumere, verrà riversata? Ma sui figli! In nome dell'amore e del sacrificio. L'ardore arietino, spinto all'eccesso, nei confronti dei figli assume invece i toni della veemenza militaresca. Ed in quanto tale è truce e ottusa. La passionalità del sentimento cammina di pari passo con un senso della disciplina del tutto approssimato, grossolano e persino violento. Il figlio può e deve crescere, sano e forte, ma non deve mettere in discussione chi comanda. Un atteggiamento questo tipicamente maschilista a cui tuttavia non si sottraggono alcune mamme Ariete, del tutto falliche direbbe Freud. Inoltre madri e padri dell'Ariete, sono spesso genitori competitivi o, meglio ancora, provocatori. Cercano la lite, la aizzano. E quindi il rapporto affettivo coi figli è caratterizzato e costruito in nome del conflitto. Rilassante no? Meno stressante a primo impatto risulta il genitore Sagittario. Tuttavia bisogna sempre ricordare gli insegnamenti di Lisa Morpurgo: il Leone chiede per sé sudditi, l'Ariete soldatini, il Sagittario discepoli. Pertanto, ne abbiamo parlato in precedenza, col Sagittario il concetto di libertà può risultare del tutto apparente: figli liberi, sì ma di credere ciò in cui crede il Padre! E qui si apre un mondo. Il genitore Sagittario difatti gioca spesso la castrazione su di un piano morale, etico, direi quasi escatologico, in nome della conoscenza. Mi rendo conto che mi sono dilungato eppure tutto resta superficiale. Fin troppo. Mi sembra di generalizzare in modo raccapricciante. È il limite di una freccetta. Ma abbiamo tempo. Scrivetemi, affinché le vostre lettere ancora una volta possano essere l'autentico, vissuto approfondimento.

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Nasce a Palermo nel 1976 dove si laurea in Lettere. 

Attore e autore sia televisivo (Zelig, Zelig Off, Stiamo tutti bene, Tintoria, Maurizio Costanzo Show, ed altri programmiche teatrale. Fra le commedie più fortunate: La famiglia Lo Cicero, Un problema alla volta, Serata omicidio, The Wedding planner.

 Autore del libro Io Vergine, tu Pesci? edito nel 2016 da Salani Editore

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