Caro Giuseppe, mio marito mi tradisce

E «vissero per sempre felici e contenti» spesso è solo una favola. Accettalo con la sovversiva prospettiva di cui è capace lo Scorpione, con la praticità del Toro e con l'acutezza del Capricorno. Le storie finiscono... e poi cos'è la fedeltà?

Caro Giuseppe buongiorno, 
ti leggo spesso e finalmente mi sono decisa anche a scrivere. Ho Sole in Scorpione, ascendente Toro e una pesante Luna capricornina; mi appassiona l'astrologia e quindi ti aggiungo che i miei elementi sono Acqua e Fuoco in parti uguali e pochissima Aria, e sono sposata con un Ariete, ascendente e Luna in Leone, Fuoco, Fuoco e ancora Fuoco.

Questi ultimi tre anni di vita, ho 42 anni, sono stati l'inferno e il paradiso, la morte e la vita, il buio e la luce della mia esistenza. Tre anni fa ho scoperto il tradimento di mio marito, dopo 20 anni di vita insieme. Ad oggi non sono ancora riuscita a dare la svolta definitiva. Ho pianto, supplicato, pregato, preteso, minacciato per il primo anno e mezzo della sua relazione con l'altra, senza ottenere nulla, né l'allontanamento da lei, né da me. Nel successivo anno e mezzo, ho iniziato a dare spazio a me stessa e a quanto mi facesse piacere, quindi nuovi interessi, nuove amicizie, nuovi impegni e nuovi spazi, e anche con buoni risultati direi. Ma sul suo fronte...tutto uguale.

Lui sostiene che la cosa si risolverà, che noi (cioè io e nostro figlio) siamo la sua famiglia, che deve capire, che deve sistemare le cose, ma lei in fondo è sempre lì. E lui è sempre nel mio orizzonte, e questa cosa mi sta dilaniando. Né dentro, né fuori, oggi lo odio e domani magari no, e poi torno ad odiarlo. E non riesco a dimenticarlo, a metterlo completamente da parte, a tagliarlo via, come proprio uno Scorpione dovrebbe saper far bene. Ho conosciuto altri uomini in tutto questo tempo, ma credo di non essere stata dotata alla nascita del gene del colpo di fulmine o quello dell'innamoramento veloce, e lui resta sempre sullo sfondo, a ricordarmi chi eravamo.

Ormai credo di soffrire di un disturbo psicologico serio, nonostante tutte le prove, le evidenze, il dolore, l'ansia, le cattiverie pubbliche sui social da parte di lei, sono ancora qui che spero e mi dispero contemporaneamente. La soluzione del "semplicemente andermene da casa" l'ho valutata mille volte, ma per principio non voglio togliere nostro figlio dal suo contesto e economicamente non ce la farei a raddoppiare l'ambiente di vita familiare. So perfettamente che se mai mi dovessi rispondere, non sarebbe una soluzione quella che otterrei, ma leggere una diversa interpretazione delle variabili, a volte regala una nuova prospettiva. 
Grazie e un caro saluto. 

Fabiana

La risposta di Giuseppe Sorgi

Ciao Fabiana, scrivi in modo che la tua sofferenza giunge chiara. Nessun fronzolo, nessun orpello emotivo, soltanto una donna sfibrata dalla situazione che vive. Come tu stessa affermi, io non posso che darti un'opinione personale da prendere con le pinze. «Nella mia fine è il mio principio», scrive Agatha Christie. Così nella frase con cui concludi, ovvero nella positiva eventualità di osservare i fatti da una prospettiva diversa, ritrovo un ottimo inizio, quello di una persona che desidera mettersi in discussione. Chi vuole ristagnare nei propri problemi, parla, si lamenta, piange, ma dal di fuori non vuole osservarsi, non desidera altri punti di vista se non quello che già impone tacitamente al suo interlocutore. Tu no. E questo, insisto, è già il miglior punto di partenza.

La mappa astrale

Usando il pretesto dell'astrologia vorrei analizzare un dato di fatto che tu stessa sottolinei: la pesante Luna in Capricorno in un profilo con Sole in Scorpione e Toro in ascendente. È chiaro che l'inclinazione al torturarti mentalmente è in te. Una tendenza "naturale" a cui sfuggire si può mettendo in gioco la volontà di evolversi da ciò che si è in prima istanza. Un logorio mentale, legato tutto al femminile della Luna; una tortura che prende poi le tinte autopunitive dello Scorpione, tanto mentale quanto emotivo e sessuale. Dello Scorpione traspare poi la drammaticità, quell'eros acceso dalle scosse del dramma: la placidità taurina non ce la fa a prendere il sopravvento.

D'altronde il godimento erotico drammatico è potentissimo e spazza via con un sussulto la quotidiana bonarietà taurina. Del Toro tuttavia a mio avviso hai tanto, molto più di quanto sembri: innanzitutto il sano istinto verso una vita tranquilla. È quella la parte di te che vuole uscirne davvero, che sa che la vita non può consumarsi in questo dissidio eterno di possesso, controllo ed erotismo. Perché di questo si tratta con brutale sintesi. Forse, senza la parte epicurea che alberga in te, godresti a tal punto del tuo dramma da non chiedere altro. Nessuna via di fuga.

Per fortuna ogni mappa astrale presenta i contrasti necessari per affrontare il nostro dramma personale. Del Toro vorrei sottolineare un altro aspetto: la tua preoccupazione economica. Tipico del Toro. Un aspetto caratteriale che di certo si aggancia alla Luna in Capricorno, la quale di instabilità materiali non ne vuol sapere e il soldo conta. Permettimi di dirti che tuo figlio forse sarebbe più felice con livello di vita economicamente più basso ma tanto più sereno. Non deve essere facile per lui vivere in un inferno simile. Tanto più da figlio unico: andategli poi a spiegare che non è colpa sua! Gli state gettando addosso una pioggia di nodi, non suoi!, che dovrà poi sciogliere da solo. «Per principio» non vuoi sottrarlo al suo ambiente familiare. Di che «principio» parli?

Tipico del Capricorno avere principi simili a granitiche impuntature; così come è tipico del Toro restare immobile ed ottuso, usando l'espressione «per principio» per giustificare tale fossilizzazione. Ho un'amica del Toro che ha sprecato anni e denaro, nonché la sua serenità, per un conflitto economico con i fratelli ed i genitori. Tutte le volte che noi amici più cari le dicevamo: «Basta, molla!» lei ha sempre risposto: «No, è un fatto di principio». Il Toro utilizza questa frase perché è quella che la sua ottusità preferisce per esprimere quel vuoto emotivo che altrimenti non sa verbalizzare. Non è un fatto di principio, è l'intignarsi in una situazione e chiedere e richiedere e ancora chiedere quell'affetto negato.

Le storie finiscono... lo Scorpione lo sa

Lo Scorpione che in te invece è consapevole che le cose finiscono, gli amori muoiono ed il senso delle profonde vicende umane non è poi così spiegabile e così valutabile secondo principi.«Per principio» anzi lo Scorpione se ne fotte altamente di quel che è giusto e corretto per comune definizione. E credo che tu sia tanto Scorpione! Eppure parrebbe che in te prevalga la parte erotica, nel senso più alto e complesso del termine, e a chi non è successo. Deve succedere.

«Questi ultimi tre anni di vita, ho 42 anni, sono stati l'inferno e il paradiso, la morte e la vita, il buio e la luce della mia esistenza». Più Scorpione di così. Delitto e castigo, dello Scorpione Dostoevskij. Ma lo Scorpione è anche visione poco convenzionale (e quindi capricornina e taurina) della sessualità.

Fedeli/infedeli

E qui, giocando con l'astrologia, ma andando oltre, ti pongo una domanda che ha il sapore di una provocazione, ma non lo è: cos'è la fedeltà? Se vuoi una mia personalissima opinione, devo confessarti che secondo me di questi tempi è sopravvalutata e ipocritamente strumentalizzata. Perché sono tempi di solitudine e di sesso svilito e volgarizzato. Quanto sarebbe diverso se tu riuscissi a trarre libertà dal tradimento" di tuo marito! Come ti divertiresti e come correrebbe lui da te!

Non ti sto invitando a rendere pan per focaccia, ma a pensare in modo sovversivo come uno Scorpione sa fare e non come donna tradita dal maschio che può fare ciò che vuole. Femminismo spicciolo? Per carità. Mi nausea. Ma tuo marito rappresenta un classico maschile: la famiglia e l'altra. Storia vecchia come il mondo e che esiste finché esisterà il mondo. Naturale per certi aspetti, sì naturale. Lo affermo sapendo di attirarmi addosso fior di critiche. Perché la fedeltà è innaturale. Che poi in alcuni casi esista, mentre in molti altri viene semplicemente offesa in nome di una vergognosa immaturità sessuale, questo è un altro paio di maniche.

Ma «vissero per sempre felici e contenti» desiderando mai nessun altro è una balla! Accettalo, con la sovversiva prospettiva di cui è capace lo Scorpione, con la praticità del Toro e con l'acutezza del Capricorno. E ammetti quali corde nascoste tocca in te il dover scardinare il concetto di fedeltà e possesso dell'altro; un possesso inviolabile per il Capricorno ed il Toro, perché sovverte la solidità, anche economica, della vita; ed un possesso con cui lo Scorpione gioca come il gatto col topo. C'è da andare più su. Salire ancora un gradino oltre il godimento in stile Delitto e castigo.

Il dolore provoca dipendenza

Un tradimento può essere la scintilla di un dramma come per Otello e Desdemona, oppure può assumere le tinte comiche di una commedia all'italiana. Pensaci. La tragedia di chi ancora uccide e si uccide per amore e le corna in un film di Lino Banfi con Edwige Fenech. Ti sembra assurdo quello che scrivo? L'animo umano ha elaborato due risposte diverse per la stessa cosa fin dai tempi del teatro greco. Da un lato le commedie di Plauto, dall'altro Medea. Dipende il punto di vista. Non è vero che la sofferenza è più elevata per definizione. Non è affatto vero. Puoi ridere di questa tua situazione, tenendoti tuo marito oppure lasciandolo. Non lasciare che la parte autodistruttiva fortemente presente nello Scorpione, ben corroborata dal cervellotico torturare del Capricorno e dal recinto in cui il Toro può chiudere la vita, prenda il sopravvento. Il dolore diventa un'inclinazione. Un banale vizio e una dozzinale dipendenza. Agganciati alla necessità di guardare le cose dal di fuori e tirati fuori da queste sabbie mobili.

Per farlo Fabiana non basta la tua mail e non basta la mia risposta. Non basta un giorno. «Un uomo che non è passato attraverso l'inferno delle sue passioni non le ha mai superate», afferma Jung. Ai nostri figli vogliamo insegnare la libertà e la gioia di vivere o preferiamo consegnarli il decalogo di come torturarsi e recludersi nel dolore? Un caro saluto.

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Nasce a Palermo nel 1976 dove si laurea in Lettere. 

Attore e autore sia televisivo (Zelig, Zelig Off, Stiamo tutti bene, Tintoria, Maurizio Costanzo Show, ed altri programmiche teatrale. Fra le commedie più fortunate: La famiglia Lo Cicero, Un problema alla volta, Serata omicidio, The Wedding planner.

 Autore del libro Io Vergine, tu Pesci? edito nel 2016 da Salani Editore

Roma Italia lab srl

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