Arte sostantivo femminile, 8 premi per 8 donne

Alla Galleria nazionale di arte moderna è stato consegnato il Premio Arte: Sostantivo Femminile. Giunto alla sua decima edizione ha incoronato donne artiste e lavoratrici e ha ricordato quanto ancora la società ha da imparare sul femminile

Un premio per le donne

Con le donne e per le donne. Il Premio Arte: sostantivo femminile, è arrivato alla sua X edizione, è e organizzato dall’associazione A3M – Associazione Amici dell’Arte Moderna a Valle Giulia. La premiazione, svoltasi domenica 11 marzo nel Salone Centrale della Galleria Nazionale d'arte moderna e contemporanea, ha avuto un’incontrastata partecipazione di pubblico femminile: «Un premio fatto, pensato vissuto con affetto e con semplicità, in un momento in cui le donne stanno ancora con più forza affermando la loro individualità uno spazio che meritano tutti e che non è uno spazio competitivo, ma insieme» ha affermato il presidente onorario dell’associazione Angelo Buccarelli.

L’associazione, che da anni collabora con l’attività della Galleria Nazionale, è impegnata a valorizzare l’arte femminile in ogni campo, con lo scopo di ridurre il divario che affida il mondo creativo e lavorativo quasi esclusivamente all’universo maschile. Valori, idee e forme di pensiero che si sono incarnati nella consegna di otto premi ad otto donne che hanno fatto dell’arte e della cultura un impegno di vita. Otto sono anche le diversificate ragioni per cui sono state premiate le carriere, le vite e i pensieri di persone che la vita femminile la rivendicano ogni giorno.

Svolgono vite e mestieri diversi: dal campo del giornalismo a quelle del cinema e dello spettacolo, ma anche letterate e studiose, critiche d’arte, direttrici di importanti istituzioni pubbliche. Un omaggio per coloro che, al di là di ogni pregiudizio, svolgono ruoli di rilievo e danno linfa ogni giorno ad un femminissimo modus operandi.

Le 8 vincitrici

Tra le vincitrici, nell’ambito cinematografico, Francesca Archibugi, regista e sceneggiatrice e Piera Detassis, Direttrice di CIAK, Presidente della Fondazione Cinema per Roma, Presidente Accademia David di Donatello: «Ho portato delle lezioni di cinema in questo meraviglioso spazio e spero che l’iniziativa continui. Mi hanno dato una forza, che è il senso del pensiero femminile».

Sul palco, la Presidente Detassis porta con sé una maglietta bianca scritta con il pennarello: «Con il festival di Pesaro stiamo redigendo un elenco sul ruolo femminile. Ho scritto su questa maglietta con i nomi delle registe che hanno fatto il cinema italiano. Sono arrivata a 72. Dieci, quindici sono molto conosciute ma il dato è che sono lo 0,5%. La mia speranza è di arrivare a riempire anche il retro», ha affermato la Direttrice di Ciak.

E come associazione dedita alla promozione dell’arte non poteva non premiare chi, con l’arte, ha costruito una carriera e una vita: Valeria Giuliani, collezionista e creatrice con il marito della Fondazione Giuliani, sita in una casa popolare degli anni ’40 nel quartiere di Testaccio – in via Gustavo Bianchi 1 - «conosciuta come una raffinata realtà all’interno della città di Roma». Insieme a lei, Teresa Macrì, critica e docente.

C’è anche chi, con una forma di protesta nei confronti dei privilegi del mondo maschile, ha cambiato il suo nome, vestendo gli abiti di un uomo: Bianca Menna, in arte Tomaso Binga, che nel lontano 1972 riscriveva il verbo essere, pubblicando un’opera sulla grammatica italiana: «Io sono/ Tu sei/ Ella è/ Noi siamo/ Voi siete/ Esse sono». Premiata anche Myrta Merlino, giornalista, conduttrice del programma L’aria che tira su La7, donna in carriera, madre di tre figli: «Sono molto preoccupata, anche se poi la maternità è una scelta. Non dobbiamo rinunciare a fare figli». E nel parlare del suo lavoro, della leggerezza con cui quotidianamente racconta la realtà: «Credo che essere donne debba essere un modo per fare il proprio lavoro. Non credo esistano lavori per donne e lavori per uomini. Credo che le donne per fare bene il loro lavoro debbano essere donne fino in fondo» ha affermato la Merlino.

Tra le vincitrici, altre due lavoratrici, dirigenti che fanno delle loro carriera un merito di genere: Daniela Porro, Direttrice del Museo Nazionale Romano e cavaliere della Repubblica Italiana e Federica Pirani, dirigente e funzionario direttivo Beni Culturali Comune di Roma: «Ricordo che questo museo è stato il primo in Italia ad essere diretto da una donna», l'indimenticabile Palma Bucarelli.

Molti i ringraziamenti: a Cristiana Collu, attuale direttrice della Galleria «che ha compiuto una grande rivoluzione della Galleria, portando nuovo pubblico alla Galleria, dopo un periodo di rallentamento», a Silvana Coveri e Lavinia Biagiotti per gli omaggi dei premi 2018. Nessun fiore, nessuna mimosa, solo doni sinceri e appassionati, e volti sorridenti di speranza e solidarietà, voci unanimi che hanno parlato e parlano ad una società, che ha ancora molto da imparare sul femminile.

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Classe '92, leggermente iperattiva. Appassionata alla scrittura sin da piccola, redigevo, per pura pignoleria personale, schede e recensioni dei miei primi libri di lettura. La scrittura poi si è abbinata alla musica. Per comporre un pezzo o per prendere ispirazione. Appassionata amante del rock e prog anni '60 e '70 italiano e straniero, sono collezionista di vinili, unico supporto disponibile nella mia abitazione. Da sempre attiva su tematiche sociali e di pubblica utilità, ho vissuto una lunga esperienza lavorativa nel territorio di Corviale a Roma. Le idee e la creatività non mancano, anzi, corrono ogni giorno. La mia scrivania è sempre coperta di post it e memo. Ma nel cassetto c'è un romanzo (ancora) da completare.  

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