Passaporto Nansen, un flash mob per riflettere

La rivista letteraria Passaporto Nansen e la rassegna “Controfestival” organizzano un'iniziativa per distribuire un facsimile del passaporto ideato da Nansen per apolidi e rifugiati. Un modo per riflettere su confini e diritti

Era l’altro secolo, il Novecento, i rapporti tra Svezia e Norvegia si facevano aspri, le nazioni si avvicinavano al conflitto mondiale, e il norvegese Fridtjof Nansen fermò i suoi studi sul moto per dedicarsi a quanti, invece venivano bloccati, agli spostamenti che venivano impediti, agli ingressi negati, alle prigionie forzate. 

Il Passaporto Nansen, un documento internazionale nato nel 1922 e in vent’anni riconosciuto da oltre cinquanta Paesi, avrebbe aiutato innanzitutto i rifugiati sovietici, e poi gli esuli greci e armeni, i profughi apolidi. A decine di migliaia di persone comuni, famiglie, e moltissimi intellettuali fu consentito emigrare grazie a quel foglio di carta: tra loro, il pittore Marc Chagall, il compositore Igor Stravinsky, il fotografo Robert Capa, la ballerina Anna Pavlova, lo scrittore Vladimir Nabokov.

La rivista letteraria Passaporto Nansen e la rassegna “Controfestival” organizza per mercoledì 4 luglio dalle 17 un flash mobdavanti al Teatro Argentina. Saranno distribuiti ai passanti un facsimile del passaporto ideato da Nansen per apolidi e rifugiati, per riflettere e far riflettere su confini, frontiere, dogane, su come rischiamo di mettere in discussione diritti umani inalienabili. Che spesso crediamo riguardino solo gli altri, e invece riguardano anche noi.  Hanno aderito: Ascanio Celsetini, Eraldo Affinati, Igiaba Scego, Giulio Cavalli, Helena Janeczek, i ragazzi del Cinema America, Emiliano Sbaraglia, Francesca Bellino, Carola Susani, Gianfranco Pannone, Lino Guanciale Due.

passaporto Nansen

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