Roma capitale dell’Arte Contemporanea, un tavolo ad hoc

Tra Roma e il Contemporaneo non sempre il rapporto è stato facile. A parte qualche lodevole eccezione, la città continua a guardare a quel passato classico da cui non vuole o non può liberarsi e che di fatto limita le possibilità di crescita artistica della città. Un problema che l’assessore alla Crescita Culturale del Comune di Roma Luca Bergamo ha ben presente, come ha ricordato pochi giorni fa all’inaugurazione della mostra Google Grand Tour al Macro Testaccio, quando ha "bacchettato" Google che attraverso i suoi algoritmi associa Roma sempre e solo alle sue antiche meraviglie. Un’immagine «troppo legata al passato che non corrisponde alla realtà»

Da tempo ormai Bergamo è passato all’azione. A dicembre 2016 la Giunta capitolina ha varato il Polo del Contemporaneo, che fa capo all’azienda speciale Palaexpo e ha sotto di sé il Palazzo delle Esposizioni, il Macro (in entrambe le sue sedi), la Pelanda e lo spazio espositivo dell’Ara Pacis. Alla guida del Macro da gennaio 2018 potrebbe arrivare Giorgio De Finis, il creatore del museo Maam sulla Prenestina, una nomina accolta positivamente da alcuni e contestata da altri. E intanto il Campidoglio ha lanciato la seconda edizione di Contemporaneamente Roma (www.contemporaneamenteroma.it), una rassegna di cultura contemporanea con eventi di arte, teatro, cinema e musica selezionati attraverso un avviso pubblico. Una sorta di Estate romana spostata in autunno e dedicata al Contemporaneo.

L’obiettivo, ambizioso, della Giunta Raggi è quello di elevare Roma a Capitale della cultura contemporanea. A questo proposito, Bergamo ha anche pensato di creare un tavolo tecnico ad hoc composto dai rappresentanti delle istituzioni ed enti capitolini: nello specifico dell’Azienda Speciale Palaexpo, dell'associazione Teatro di Roma, della Fondazione Teatro dell'Opera di Roma, della fondazione Roma Europa Arte e Cultura, della Fondazione Musica per Roma, della fondazione Accademia Santa Cecilia, della fondazione Cinema per Roma e del sistema delle biblioteche. Una collaborazione tra istituzioni che punta ad essere stabile e che mira a «diffondere la conoscenza della loro offerta culturale» e a «perseguire un riposizionamento di Roma quale Capitale della cultura del contemporaneo»

Ma le novità non sono finite qua. Nei giorni scorsi si è andato a completare un altro tassello della rinascita della Roma contemporanea. Il Consiglio di Amministrazione della Quadriennale di Roma (partecipata anche dal Comune di Roma) presieduto da Franco Bernabè, ha nominato Sarah Cosulich direttore artistico della Fondazione con lo specifico incarico di coordinare la programmazione culturale nel prossimo triennio che culminerà nella 17a Quadriennale d’arte del 2020. A Sara Cosulich, che viene dall’esperienza alla guida di Artissima a Torino, il compito di rafforzare l'intervento della Quadriennale nella documentazione del panorama artistico nazionale e favorire la notorietà dell'arte italiana all'estero. 

 

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Nato e cresciuto a Roma, sono giornalista professionista dal 2012. Da sempre appassionato di storia, perché non possiamo capire il presente se non conosciamo il passato.

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