Tavole e artisti per il Baobab a 2 anni dalla chiusura di via cupa

Un'asta di tavole firmate tra gli altri da Mauro Biani e Fabio Magnasciutti per finanziare il Baobab a due anni dallo sgombero di via Cupa. In una Roma ancora prova di un centro di prima accoglienza ecco il lavoro di ong, associazioni e cittadini e la storia di Cristopher che ha vinto una borsa di studio alla Business School dell’Università Cattolica di Milano

Il ministro dell’Interno Marco Minniti raffigurato dietro le sbarre in una cella con alcuni migranti e la scritta «vicino a chi a paura». Un uomo seduto su una sedia a sdraio in spiaggia che dice a un venditore ambulante carico di borse «mi hai svegliato cazzo, stavo sognando per te un mondo migliore». Una barca disegnata in mezzo al Mediterraneo, piena di esseri umani, con le stelle cadute in acqua dal cielo e un migrante che domanda agli altri «chi ha espresso questo desiderio?». La prua spezzata di una barca e la didascalia che recita: «forse era meglio venire in aereo o in nave, ma abbiamo preferito il taxi»

Decine di tavole originali con le vignette satiriche di Mauro Biani e Fabio Magnasciutti - disegnatori per Il Manifesto, Left, L’Espresso e altri importanti quotidiani e periodici nazionali - ieri sera sono state vendute all’asta allo Yeah al Pigneto in una sorta di “migrante in fiera”. Una raccolta fondi organizzata dai volontari del Baobab Experience per sostenere le attività del presidio di Piazzale Maslax, alle spalle della stazione Tiburtina, dove da prima dell’estate oltre cento migranti sono accampati nelle tende, al caldo afoso d’estate e al gelo d’inverno. 

La storia del Baobab

Il 6 dicembre 2015, esattamente due anni fa, il centro di accoglienza di via Cupa fu sgomberato, eravamo nell'epoca post Marino con l'allora commissario pro tempore Francesco Paolo Tronca. Da quel giorno, dopo quasi 20 sgomberi subiti dai migranti, accampati nei pressi della nuovissima stazione Tiburtina, la “casa” delle donne e degli uomini giunti a Roma dal continente africano è il presidio, o meglio, la tendopoli allestita in via Gerardo Chiaromonte. Con i gazebo e le tende da campeggio donate da diverse associazioni capitoline. Questo perché, come denunciano i volontari:

«La città di Roma, pur essendo una capitale europea, è sprovvista di un centro di primissima accoglienza per i profughi». 

Ma al Baobab non demordono. Oltre al sostegno dell’associazionismo e di numerosi privati cittadini, godono anche di quello degli artisti e proprio all’ingresso del Piazzale Maslax c’è uno striscione firmato dallo stesso Biani, con un piccolo Cristoforo Colombo e una migrante in piedi su una barchetta di carta, che scrutano l’orizzonte in mezzo al mare. La scritta accanto a caratteri cubitali recita: «Siamo tutti sulla stessa barca». 

«Mi affascina il coraggio degli immigrati, che si mettono in viaggio in cerca di speranza – spiega il disegnatore romano - con la satira tento di offrire un punto di vista altro di questo fenomeno, una veduta più larga e non solo ombelicale del problema. Cerco di darne una lettura umana».

La borsa di studio di Cristopher

Rivolgendosi ai partecipanti dell’asta dice: «Non capisco perché ancora oggi il Comune di Roma non usufruisca del servizio del Baobab, che tra l’altro è volontario». E con un po’ di ironia, riferendosi agli ultimi fatti di cronaca, aggiunge: «Venendo qui stasera temevo arrivasse anche un gruppo di naziskin». Oltre alla raccolta fondi per il presidio che offre assistenza legale e sanitaria. Il Baobab ha avviato anche una raccolta ad hoc per Christopher, «un ragazzo speciale» spiegano i volontari.

La campagna si chiama Baobab for jobs e mira ad aiutare gli immigrati a ottenere il riconoscimento dei loro titoli di studio, per avere più opportunità di formazione e di lavoro. «Christopher viene dalla Nigeria e si è diplomato alla E.C.W.A Staff Secondary School nella città di Jos, capitale del Plateau State. E ha conseguito il diploma di laurea in Contabilità finanziaria nel 2012 presso la Univeristy of Maiduguri, nel Borno State» spiegano. Poi è arrivato a Roma dove da gennaio 2017 si è offerto come volontario del Baobab. 

«Ma voleva proseguire i suoi studi – raccontano i ragazzi che lo hanno supportato – . Dunque, con l’aiuto del gruppo formazione e lavoro del Baobab ha redatto il proprio curriculum e ha ottenuto una borsa di studio alla Business School dell’Università Cattolica di Milano per specializzarsi in Risorse Umane. Assegno che con 12mila euro, però, non copre le spese di affitto». Così da un mese è stata lanciata un’altra campagna di raccolta fondi online, obiettivo 9.600 euro per aiutare Christopher, e nel giro di poche settimane sono stati raccolti circa 4mila euro.

I dati

Questa mattina, intanto, a Piazzale Maslax in conferenza stampa insieme alla ong Medici per i Diritti Umani, che con un’unità mobile fornisce le cure sanitarie a chi è escluso dal Sistema Sanitario Nazionale, è stato presentato il report con i dati sulle attività del Baobab da aprile a ottobre 2017. «Il flusso dei transitanti nella Capitale si è nuovamente intensificato. Oltre 2000 persone sono giunte al presidio dalla fine dell’autunno» ha spiegato Andrea Costa, tra i rappresentanti dell’organizzazione.

«È allarmante l’aumento dei ‘Dublinati’ – ha evidenziato Giovanna Cavallo di Action - cioè coloro che erano in Italia solo di passaggio, diretti verso altri Paesi e sono stati rispediti in Italia. Il dato è di un più 97% a livello nazionale, il 33% dei quali sono passati dal Baobab». Ciò significa che il sistema di accoglienza in Italia e nella stessa città di Roma è fallace. «Non c’è un reale investimento in politiche di integrazione e, tra l’altro, chi esce dai percorsi Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati ), e soprattutto dai Cas (Centri di accoglienza straordinaria), non è adeguatamente formato e pronto a inserirsi nella società e nel mercato del lavoro – ammonisce Cavallo - il 40% resta nella povertà». Per tentare di arginare questa emergenza, c’è anche l’assistenza sanitaria di Medu. «Finora il nostro personale ha svolto 1524 visite a 878 pazienti non raggiunti dal Sistema sanitario, di cui 784 proprio in questo presidio – ha detto Adelaide Massimi, illustrando il lavoro della ong- e ci troviamo di fronte a soggetti le cui patologie sono causate dall’emarginazione sociale, spesso dall’impossibilità di curare infezioni».

Il prossimo appuntamento sarà la manifestazione nazionale del 16 dicembre, nel centro di Roma, per chiedere investimenti nelle politiche di accoglienza a livello europeo e la revisione del regolamento di Dublino. 

 

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Sono nato nel lontano 1987 a Cosenza, nella Calabria nowhere land, per rubare alcuni versi di John Lennon. Mi sono laureato in Scienze Politiche tra l'Unical, Valencia e Roma Tre. E sono tra quei matti che considerano il giornalismo la professione più bella del mondo. Ma dato che «la realtà è una merda», come canta Dario Brunori, se la raccontiamo forse «può essere migliore di così».

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