Villa Ada

Trieste-salario: cannibali ed elefanti lungo l’Aniene

Le radici preistoriche del quartiere romano raccontate in un volume pubblicato da Typimedia editore, a cura di Sara Fabrizi e Simona Dolce, che ripercorre le vicende più interessanti e misteriose di questa zona della Capitale, dall’antichità all’epoca contemporanea

Recentemente è stato pubblicato da Typimedia editore un interessante volume intitolato La Storia del Trieste-Salario, dalla preistoria ai giorni nostri, una sorta di viaggio a ritroso sulla macchina del tempo alla riscoperta delle radici arcaiche ma anche di quelle più recenti del Trieste-Salario, quartiere romano dove spesso passeggiamo tra monumenti, chiese e resti archeologici senza conoscerne le origini e la sua evoluzione.

Trieste-salario è una porzione del popoloso Secondo Municipio, quella fascia di “Roma Nord” che comprende rigogliosi parchi, come Villa Ada e Villa Borghese, ma anche monumenti storici, catacombe, residenze di personaggi famosi che «hanno segnato la memoria collettiva sia per ragioni storiche che socio-culturali».

Il volume, che fa parte della collana “CommunityBook”, è curato da Sara Fabrizi e Simona Dolce, con foto originali e un’attenta ricerca storiografica. Attraverso i capitoli si percorrono cronologicamente le diverse epoche e si scoprono dettagli ed aneddoti insoliti di vari episodi, dal Ratto delle Sabine al martirio di Sant’Agnese, dall’eroismo anti-nazista del piccolo Ugo Forno alle vittime degli anni di piombo. Un’indagine a tutto tondo che dagli albori preistorici affronta le vicende più interessanti dell’Impero romano, per passare dal Medioevo al Rinascimento e alla storia moderna, fino ad approdare agli sviluppi più recenti.

Il testo presenta una ricostruzione puntuale e approfondita dei fatti storici, riportati con uno stile scorrevole che non annoia il lettore, anzi appassiona capitolo dopo capitolo. E proprio sul primo capitolo vogliamo soffermarci, perché qui si narrano le origini preistoriche del quartiere.

Come scrivono le autrici, «alle origini della storia del Trieste-Salario c’è una natura rigogliosa […] nei dintorni della Sedia del Diavolo (oggi piazza Elio Callistio) la vita si muoveva già 250.000 anni fa». Ed ecco che si apprendono meravigliose notizie, come la presenza di «alberi maestosi dalle ampie foglie verdi, che oggi si potrebbero ammirare soltanto in alcune aree dell’Asia, ai piedi del Caucaso».

Siamo in piena Era Pleistocenica e in tutta l’area della bassa valle dell’Aniene si aggirano creature estinte e animali da savana africana: soprattutto elefanti, ma anche ippopotami, leoni e lupi fanno da padroni, mentre nelle radure pascolano cervi, daini, buoi e cavalli selvatici. 

Informazioni e dettagli sorprendenti che ci stupiscono mostrandoci un passato dimenticato. Come le vicende legate alla cava per estrazione di ghiaia su via di Sacco Pastore, nel Novecento tenuta del duca Mario Grazioli, dove nel maggio 1929 riemerse un cranio umano. Come viene spiegato nel volume, l’antropologo Sergi Sergi vi riconobbe i caratteri del tipo di Neanderthal.

Eppure il teschio rinvenuto, battezzato “Uomo di Saccopastore” e inizialmente datato a 125.000 anni fa, aveva delle caratteristiche primitive tutte sue, ad esempio una capacità cranica ridotta e un differente aspetto del volto. Stupisce soprattutto il fatto che ci volle molto tempo prima che si scoprisse che questo cranio in realtà era di una donna - la “Donna di Saccopastore” - e che inoltre presentava un foro precisissimo effettuato con strumenti chirurgici primitivi.

«Lo scopo? Prelevare il cervello e mangiarlo. Sulle rive dell’Aniene, tra la caccia al cervo e la raccolta delle bacche, il nostro progenitore forse praticava il cannibalismo» o una procedura rituale «regolarizzata ad arte al momento della morte per estrarre il cervello», viene spiegato nel capitolo.

Grazie a studi recenti e a un confronto con l'“Uomo di Altamura” ritrovato in Puglia, i crani di Saccopastore (quello della donna sopraindicato e un altro maschile rinvenuto nel 1935 su via Nomentana) sono stati datati a 250.000 anni fa. Sappiamo che il più antico “romano” da noi conosciuto è un Neanderthal, ma proprio tra via Salaria e via Nomentana si trovava il suo più antico insediamento europeo

Se volete conoscere altri dettagli e approfondimenti storici su questo misterioso quartiere, dalle vergini e sante del Monte Antenne alle vicende della famosa Sedia del Trono, monumento funebre della Roma Antica, per poi ripercorrere tutti gli episodi più importanti tra il Medioevo e il Rinascimento o gli emblemi barocchi della Fontana delle Rane in piazza Mincio, fino ad arrivare al Coppedè e alla storia contemporanea, vi consigliamo la lettura dei successivi capitoli. Si rivelano segreti inaspettati di luoghi senza tempo, come il Mausoleo di Santa Costanza e i giardini verdeggianti della Basilica Costantiniana, si riscoprono gli ideali e le atmosfere di epoche passate e si respira l'aria buona di uno dei quartieri più verdi di Roma con le sue ville, parchi, boschi e prati immensi (Villa Borghese, Villa Chigi, Villa Paganini, Villa Albani, Parco Nemorense).

Ogni quartiere di Roma custodisce la propria memoria, fatta di ricordi, storie, personaggi, aneddoti, superstizioni e verità nascoste che vale la pena di svelare. 

Per maggiori informazioni sul volume La Storia del Trieste-Salario, dalla preistoria ai giorni nostri si rinvia al sito dell'editore.

 

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