Il viaggio, così si risveglia la libertà

Robyn Davidson e Christopher Johnson McCandless meglio noto come Alexander Supertramp, due esempi di scrittura per raccontare come partire può essere l'inizio per scoprirsi e rinascere

Il risveglio può essere inteso non solo come il passaggio dal sonno alla veglia, ma anche come rinascita. Scrollarsi di dosso tutto ciò che non ci appartiene equivale a riuscire a capire il nostro punto di vista sulle cose. Esistono vari modi per raggiungere questa meta: il viaggio, può esserne uno.

Robyn Davidson non si è semplicemente risvegliata da una classica dormita notturna, bensì da una sonnolenza esistenziale che si potrebbe definire un letargo della consapevolezza. Australiana, classe 1950, scrittrice. A 27 anni decide di risvegliarsi, di rinascere, di liberarsi dalla quotidianità diventata ormai troppo stretta. Armata di quattro cammelli ed un cane, decide di attraversare il deserto australiano partendo da Alice Springs fino a raggiungere l’Oceano Indiano.
Un viaggio finalizzato al viaggio stesso, senza alcuna pretesa, se non quella di ritrovarsi sola ma con se stessa. Una compagnia che mette a dura prova l’animo umano da sempre considerando che il nostro vero nemico, molte volte, siamo noi stessi. La Davidson scrive:

E così avevo preso una decisione che si portava dietro molte altre cose che al momento non ero ancora in grado di definire bene. La scelta era stata istintiva e solo in un secondo momento ero riuscita a dare a essa un significato preciso. Questo viaggio non era mai stato pensato, nella mia testa, come un'avventura, intesa come qualcosa da dover sperimentare, e mi colpì allora che la cosa più difficile era stata proprio la decisione di agire. Il resto era stato solo una questione di tenacia: le paure sono tigri di carta. Capii che le persone, se volevano, potevano scegliere di fare quello che avevano deciso: cambiare lavoro, trasferirsi in un’altra città, divorziare, o che so io; si poteva davvero agire per cambiare e verificare le proprie scelte: e la ricompensa era proprio nello svolgersi dell’azione, nel suo portarsi a compimento.

Il risveglio è stato decisivo. Aprire gli occhi, realmente, rendendosi conto di essere stata troppo tempo ad osservare il mondo con le palpebre abbassate. La “signora dei cammelli”, scrisse di essere entrata in uno spazio, in un tempo e in una dimensione completamente nuovi. Una nuova realtà dove poter ricominciare, dove poter capire chi si è veramente e cosa si è in grado di fare. Ali tarpate, adesso rigenerate per poter volare via con la coscienza e con la consapevolezza del proprio essere. Chi ha aperto la “gabbia”? L’istinto.

L’istinto ha portato ad un risveglio simile un altro personaggio, il quale, nonostante fosse benestante, decise di vagare nell’Ovest degli Stati Uniti per poi terminare il suo viaggio nella selvaggia Alaska. Christopher Johnson McCandless, noto ad alcuni come Alexander Supertramp. Storia analoga a quella precedente, che separò l’opinione pubblica riguardo le gesta del ragazzo. Ci fu chi lo ritenne un coraggioso e chi soltanto un ragazzino incosciente. Solo una cosa è certa: Chris aveva dentro di sé un idealismo che lo portò, già prima di intraprendere il suo viaggio, a vivere rinunciando a qualsiasi tipo di comodità.  
Sapeva benissimo a cosa andava incontro ma la paura di rimanere incastrato in una realtà a lui non conforme, era molto più grande. Il suo non era un addio alla società ma solo una temporanea assenza durante la quale riuscire a gestire questo suo risveglio. Purtroppo, però, la fame e il freddo (forse anche l’inesperienza sul campo) sono stati fatali per lui infatti morì a ventiquattro anni.
Nel Magic Bus, diventato per lui una casa, vennero trovati una macchina fotografica con cui aveva effettuato degli autoscatti, vari utensili, stivali in plastica marrone e alcuni libri di Lev Tolstoj, Jack London e Henry David Thoreau. «Intendeva inventarsi una vita nuova, una vita in cui fosse possibile immergersi nelle esperienze senza filtri di alcun genere» scrive Krakauer, autore del libro Nelle Terre Estreme (1996).

Ecco come il viaggio può essere un motivo che spinge una persona a volersi risvegliare. Il risveglio può essere inteso come presa di coscienza di se stessi, riuscire a capire chi siamo e cosa vogliamo fare in questa vita. Avere il coraggio di farlo non è da eroi né tantomeno da sognatori sprovveduti, vuol dire semplicemente avere sete di conoscersi, voglia di stare soli con se stessi per capire veramente cosa vogliamo dagli altri.

 

 

 

 

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