Disegno di Massimiliano Zatini

«Io mi libro» sorridendo

«Il risveglio dell'animo dopo una caduta è vitale, come lo è riuscire a ridere di se stessi dopo un fallimento, ed è una dimostrazione di grande maturità riconoscere i propri limiti per cercare di superarli, magari col sorriso»

«Essere o non essere, questo è il dilemma».... ancora l'eterna domanda che affligge l'uomo da sempre, mai stata decifrata. Una delle frasi del mio libro recita invece: «Tessere o non tessere, questo è il problema». Certo per un ragno costruire la tela è questione di sopravvivenza (al contrario della tessera d'un militante politico, la cui sopravvivenza ormai prescinde dall'affiliazione a ragion di stato). Forse perché sono crollati gli ideali di mezzo mondo, o per il fatto che non esistono più le mezze quattro stagioni (ma le capricciose ancora sì), fatto sta che la parola risveglio sembra richiamare più l'idea d'una favola che la realtà, visto che pochi al mondo riescono a svegliarsi dal loro letargo cosmico.

Diciamolo chiaro e tondo, all'italiano medio non piace svegliarsi al mattino presto, cosa che invece (lo dice uno studio condotto dall'Università di Toronto) renderebbe più felici, sani ed energici. «Ehi amico, ma non è di questo risveglio che stiamo parlando!» - «Scusa, hai ragione».

Qui adesso stiamo affrontando la parola risveglio intesa come ripresa, rinascita, nuovo slancio reattivo dopo un momento di abbandono, la risposta ad una situazione complessa quando sembrava tutto compromesso. Di sicuro qualcuno confonderà ancora il luogo più comune legato a questo termine, ovvero quello della primavera dopo il grigiore dell'autunno e il buio dell'inverno, classificando di default queste stagioni come morte, lugubri e tetre; niente di più sbagliato, anche l'autunno e l'inverno sono fasi del tempo vive e colorate, che ugualmente posseggono un fascino tutto loro, seppur malinconico, languido e sospeso nel tempo. E comunque, se non ci fosse l'ombra, non potrebbe esistere la luce, altrettanto così se inizialmente non ci fosse una una fase d'assopimento, non potrebbe manifestarsi nessun tipo di risveglio.

Nella consapevolezza d'ogni rinnovamento, in questo momento cruciale della vita di ognuno, mi piace pensare che trovi posto quello che in apparenza può sembrare leggero, ma che forse non lo è. Parlo dell'autoironia, della satira e della comicità, di quell'arte ritenuta da alcuni di seconda fascia e relegata o delegata ad intrattenitori del genere e a buffoni della risata, ma che in realtà non lo sono affatto. Chi usa la comicità come deterrente nella vita conosce bene i suoi risvolti: la tristezza, la sofferenza ed il dolore non sono altro che aspetti del nostro essere, e come tali possono essere esorcizzati e vinti prima di cedere a tragiche autodistruzioni. Immaginate cosa sarebbe vivere senza lasciarsi andare ad una risata liberatoria, ad una genuina complicità d'intenti, alla condivisione d'un sorriso, ad un salto fantastico nel buon umore.

 

Pagani

 

Nel mio ultimo volume dal titolo Io mi libro, uscito a febbraio di quest'anno per l'editore 96 Rue de la Fontaine, ho cercato di analizzare proprio questo tema, accostando comicità ed enigmistica in una chiave di lettura originale, intesa a stemperare gli affanni e le dinamiche del nostro tempo attraverso l'ironia, la satira, l'umorismo a 360 gradi. Senza risparmiare nessuno - visto che nel bene e nel male siamo tutti attori di una trama chiamata quotidianità - perché non sdrammatizzare sorridendo sui fatti della vita? Nel libro si spazia dal costume alla religione, dalla mondanità ai problemi legati al lavoro e alla famiglia, dagli eventi personali e pubblici - talvolta anche difficili - agli stereotipi che ben conosciamo, tutto visto in maniera autoironica, ma che fa riflettere, anche nei paradossi più estremi.

Il risveglio dell'animo dopo una caduta è vitale, come lo è riuscire a ridere di se stessi dopo un fallimento, ed è una dimostrazione di grande maturità riconoscere i propri limiti per cercare di superarli, magari col sorriso. Così niente più risvegli di vulcani, d'appetito, di fiamma o dalle illusioni, ma solo rinascite dell'intelletto, per regalare a noi stessi e al mondo una probabilità in più di vivere al massimo. O quantomeno, per addormentarsi più tardi degli altri.

 

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