Il Nome di Ogni Brivido

Decidono gli occhi 

o qualche attimo 

ma comanda un momento esatto 

che fa muovere la pelle 

e scandisce il bivio 

del non ritorno 

Quando ci innamoriamo

in fondo 

balliamo l’unico walzer in cui siamo vivi 

su fili di seta che chiedono    

pavimenti di fantasie 

e sentieri immaginati con le mani 

in un secondo infinito

con tutti quei come sarebbe 

e i come sarebbe se 

e quelle immagini rubate da rivedere e annusare in segreto 

mille volte   

su morbide onde  

di pelle sconfinata e sacra

che sa d’orizzonte profumato   

che non sa smettere di danzarti davanti 

che urla così forte nella testa 

da esplodere 

di silenzio e di specchi 

e ti somigli così tanto

che ti riconosci di nuovo   

e ti viene voglia di essere stupido da capo

o nudo come un violino

che suona piano 

ma da così vicino 

che il legno vibra 

e rompe ogni vetro del cuore 

rosso

vivo 

così forte 

che batte sottovoce 

e si nasconde da quella luce 

che saprebbe già come accarezzare 

che conosce già 

il nome di ogni brivido 

così sconosciuto e familiare 

che non ci fa resistere 

e ci fa mangiare 

tutto quel silenzio assordante 

intimo e segreto 

a cui non sappiamo dare un nome se non quello  

sempre quello 

e solo quello  

il sogno ogni notte come un sasso rompe la calma del lago 

e l’amore rimane a guardarci

senza pentirsi 

è una candela che ci mangia la vita 

danza a forma di respiri 

sempre diversi  

e passi svelti 

frette e battiti 

e occhi straripanti 

di disperata speranza  

di un sussurro 

anche

solo uno  

in cambio di mille lacrime

che diventano scie di freddo sottile e salato 

dentro al quale è un privilegio nuotare 

in questo così poco di eterno 

che abbiamo 

e che per fortuna 

nessuno 

ancora  

potrà insegnarci a contare  

 

M. Medensky 

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