Acquedotto Alessandrino [ph] Cecilia Cicci

Giornate del Territorio per una rigenerazione partecipativa

Dal 10 al 12 novembre la terza edizione delle Giornate del Territorio: tre giorni per confrontarsi in maniera costruttiva sulla salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale

È nelle cosiddette periferie che si lanciano le nuove sfide. Sfide positive, costruttive, che nascono dal bisogno di parlare di questi contesti urbani con un linguaggio o linguaggi completamente rinnovati.

Dal 10 al 12 Novembre tornano le Giornate del Territorio alla Casa della Cultura di Villa De Sanctis. Per questa terza edizione l’Ecomuseo Casilino ad Duas Lauros ha organizzato tre giornate dedicate al confronto sui temi della salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale locale con 27 ospiti e 32 organizzazioni coinvolte. Un evento importante dell’agenda romana, nato dal basso, ma con una forte idea di politica culturale.

L’interesse si focalizzerà sulla questione della “rigenerazione territoriale”, il principio che da anni guida l’attuazione di progetti e ricerche strategiche sulle periferie. Saranno coinvolti diversi esperti della materia, associazioni, enti e cittadini; un’occasione importante per riflettere insieme sulle possibili iniziative da ideare e concretizzare in nome di un nuovo modello di rigenerazione territoriale, sostenibile, inclusiva e partecipativa.

Le storie di un quartiere

Con la storica Stefania Ficacci, Roma Italia Lab ha fatto in anteprima una passeggiata in alcuni dei punti chiave dell'Ecomuseo. Uno degli itinerari che anche voi potrete seguire partecipando alle passeggiate culturali in programma nel week end. Dalla Pisacane che porta ancora la traccia di un altro nome all'Acquedotto Alessandrino, le pietre d'inciampo e molto altro.

 

Abbiamo incontrato Claudio Gnessi, presidente dell’Ecomuseo Casilino ad Duas Lauros, durante i preparativi delle gionate.

Mancano pochi giorni alla terza edizione delle Giornate del Territorio. È momento di fare bilanci: quali sono i riscontri positivi e soprattutto cosa vi aspettate da questo nuovo ciclo di incontri?

I riscontri sono stati davvero ottimi. La campagna di comunicazione ha avuto un ottima penetrazione e nei vari territori su cui lavoriamo sappiamo che c'è stato un intenso passaparola. C'è stato poi un grande entusiasmo da parte degli ospiti che abbiamo invitato a partecipare a questa tre giorni di studio. Segnale evidente che in questi anni abbiamo lavorato bene, facendo rete e disseminando contatti ed esperienze in giro per l'Italia. Ci aspettiamo quindi un evento denso, una discussione franca è aperta e soprattutto concreta: vogliamo davvero riuscire a sintetizzare delle linee guida per un nuovo modello di rigenerazione dei territori periferici (urbani e non). La nostra ambizione è quella di riuscire a dare un contributo importante al dibattito pubblico intorno ai nuovi modelli di sviluppo locale e alle politiche necessarie per sostenerli.

Ancora una volta al centro del dibattitto il tema della rigenerazione del territorio e l’idea della periferia come laboratorio sperimentale e inclusivo. In base alla sua esperienza, quali sono le iniziative culturali da voi proposte che negli ultimi anni sono riuscite in questo intento?

Le periferie da tempo si stanno dimostrando non delle polveriere pronte ad esplodere quanto, come dice giustamente lei, dei veri e propri laboratori su cui si stanno disegnando le nuove prospettive di una città diversa: policentrica, inclusiva, solidale. Da questo punto di vista le esperienze che abbiamo portato avanti in questi anni sono molto significative. Puntare sulla costruzione di una coscienza condivisa dell'importanza dei territori che le diverse comunità abitano è per noi un gesto politico quasi rivoluzionario. Anni anni di abbandono, di contrazione dei servizi e dei diritti, della sistematica frammentazione dei territori non centrali hanno portato le comunità residenti a sentirsi estranei in patria. Uno scollamento che determina tensioni, conflitti e che impoverisce il tessuto sociale culturale ed anche economico. Noi pensiamo di aver dato un contributo importante con la nostra ricerca, i nostri laboratori di partecipazione, la nostra costante attività di racconto diverso del territorio che abitiamo. Non posso, ovviamente, non citare anche il progetto delle domeniche dell'Ecomuseo Casilino.

La grandissima partecipazione che c'è stata in termini numerici, soprattutto di cittadini provenienti da altri territori di Roma, testimonia il fatto che c'è la possibilità di creare un nuovo sistema economico fondato sul turismo lento, responsabile, consapevole in cui il visitatore divento residenza temporaneo, spende il proprio tempo nel territorio con una dinamica lontanissima dal mordi e fuggi del turismo che purtroppo soffoca il centro di questa nostra splendida città. Le ricadute di questo esperimento sono state importantissime, soprattutto perché il tessuto commerciale e produttivo ha cominciato seriamente a ragionare sulla possibilità che ci siano modelli di sviluppo diversi da quelli tradizionali a cui le politiche pubbliche avevano abituato i nostri quartieri. C'è un fermento e un movimento positivo che sta ridisegnando la mappa di questa città a partire dalle periferie, che non possono essere più essere rappresentate come paludi infette, luoghi dello scontro e del degrado. Sono la spina dorsale della nuova città e in quanto tali vanno sostenute con politiche adeguate.

 

Il programma

Il 10 Novembre le Giornate del Territorio si aprono con un tavola rotonda sulla recente Legge sugli Ecomusei della Regione Lazio, un’importante opportunità di crescita per i territori regionali, approvata la scorsa primavera. Saranno presenti Luca Bergamo (Assessore alla Crescita Culturale del Comune di Roma), Eugenio Patanè (Consigliere Regionale del Lazio), Marta Bonafoni (Consigliera Regionale del Lazio), Eleonora Guadagno (Presidentessa della Commissione Cultura del Comune di Roma) e Maria Teresa Brunetti (Assessora alla Cultura del Municipio Roma 5). A seguire la presentazione del libro Ripensare i margini: l’Ecomuseo Casilino per la periferia di Roma, curato da Alessandra Broccolini e Vincenzo Padiglione, realizzato dall’Associazione dell’Ecomuseo Casilino ed edito da Aracne. Interessante anche la rassegna di filmati d’epoca provenienti dall’ dall’Archivio dell’Istituto Luce nella sezione speciale Ecomuseo in “Luce”, presentata da Patrizia Cacciani, responsabile della Mediateca Archivio Storico Istituto Luce.

L’11 Novembre in mattinata è previsto un tour del quartiere e dalle 12.00 si proseguirà con la presentazione dei progetti di rigenerazione locale presentati nella call Co.Heritage. Si tratta di 5 progetti realizzati da cittadini, associazioni ed enti che hanno valorizzato le comunità locali e la cultura territoriale. I cinque vincitori avranno a disposizione per tutta la durata della giornata un desk per promuovere il proprio progetto e fare network. Il pomeriggio, dalle 15.30, parte la maratona Patrimoni locali e rigenerazione con 11 progetti, divisi in tre panel secondo una visione regionale, nazionale e internazionale.

Il 12 Novembre, dopo il tour del quartiere insieme ad Agostino Riitano, Luigi Corvo, Ledo Prato, Giovanni Barni ed Elena de Nictolis, si parlerà di Patrimoni locali e turismo sostenibile; a seguire, dalle ore alle 16.00, l’Associazione per l’Ecomuseo Casilino presenterà i propri progetti, con particolare riguardo a quelli rivolti alla sistematizzazione del patrimonio delle comunità migranti e alla diffusione della conoscenza dei valori culturali del territorio presso le scuole del Municipio V. Si concluderà con una tavola rotonda finalizzata alla stesura delle linee guida per la rigenerazione dei territori, partendo dai principi di sostenibilità ambientale, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale e dalle ore 18.00 con il laboratorio partecipativo condotto da Leonardo Zaccone (Roma Makers) per individuare i temi di esplorazione e le principali risorse culturali dei quartieri Pigneto, Centocelle e Quadraro Vecchio.

Durante i tre i giorni saranno attivi uno stand della libreria La Rocca Fortezza Culturale, l’esposizione e l’infopoint del Phototelling Project.

 

 

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