ph. Ginevra Sammartino

Guide invisibili, passeggiate sonore con occhi (e orecchie) nuovi

Due itinerari, Esquilino e centro, per riscoprire la città attraverso i racconti dei nuovi cittadini. Un laboratorio con 15 migranti ha confezionato delle audioguide per raccontare una Roma trasformata dal loro sguardo che si sofferma sui particolari e torna ai ricordi d'Africa. I prossimi appuntamenti sono il 14, il 27 e il 28 ottobre e si cercano anche nuove guide

 

Ci sono angoli di Roma che ti sorprendono perché un giorno, per caso, li guardi da una prospettiva diversa: sposti lo sguardo più in alto, più in basso, sei più attento o sei in compagnia di qualcuno che ti dice "guarda là". Oppure lo si può mettere in atto - questo scarto, nuovo sguardo, cambio di posizione e percezione - mettendosi alle orecchie un paio di cuffie per ascoltare la voce - ma anche le musiche e le indicazioni per non perdersi - di una guida invisibile.

Marco Stefanelli, cura per Laboratorio 53 il progetto RifugiART che organizza laboratori di teatro dell’oppresso, arte, radio e ludopedagogia e di cui Le guide invisibili sono una parte (curata da Echis l’associazione partner che si è occupata della parte radiofonica del tutto). «È un’attività legata alla narrazione che rientra in un progetto artistico che vuole utilizzare l’arte come intervento su un disagio sociale» ci spiega.

Le passeggiate sonore

Quindici migranti, suddivisi in due gruppi, si sono concentrati su un quartiere. La scelta è caduta sul centro storico, la zona “da cartolina” che va da piazza di Spagna a piazza santi Apostoli. E sull’Esquilino, dal parco al mercato, area simbolo di una città attraversata ormai da tutto il mondo. La prima fase è stata l’andare in giro per guardare e raccontare poi le storie sono state scritte ed editate. E infine registrate, pronte per diventare le guide invisibile di chi vuole scoprire questi itinerari nuovi. Gli appuntamento sono in piazza Sant’Eusebio per il giro all’Esquilino e in piazza di Spagna per quello in centro, nei giorni indicati. Si devono portare delle cuffie, si cammina a coppie dopo aver scaricato la traccia che dura 45 minuti.

Stefanelli racconta:

Nella traccia ci sono parti musicali, indicazioni stradali per far seguire il percorso, interviste a persone del luogo e le storie dei ragazzi. Ad esempio Lassana racconta quando ha visto per la prima volta una siepe di bambù che non fosse in Senegal e da lì prosegue narrando l’uso che ne fa la medicina tradizionale del suo Paese.

E il punto è proprio questo: uno spazio narrato da occhi diversi cambia, per ognuno di noi è qualcosa di diverso e così è anche per questi nuovi cittadini. È uno storytelling dello spazio che parte da Roma ma torna spesso all’Africa e alle terre d’origine di queste voci. Che sguardo emerge? Chiediamo a Stefanelli che risponde:

Uno sguardo silenziato che viene finalmente alla luce, volevamo dare la parola a chi spesso viene considerato “ospite indesiderato”. Ne viene fuori un racconto diverso che aggiunge qualcosa di nuovo anche a chi vive questi luoghi da tutta una vita.

E aggiunge:

Vengono fuori riflessioni che ti fanno capire, per dirla con un luogo comune, che “tutto il mondo è paese”: Abdul per esempio riflette sul centro e le periferie, anche ad Accra, dice, il centro è splendente e ripulito e le periferie sono lasciate all’abbandono. Scopriamo così un’assonanza e dei meccanismi universali, la complessità dei paesi di provenienza di questi ragazzi. 

Sono passeggiate molto centrate sui dettagli, magari su scritte nascoste che neanche un romano aveva mai notato e raccontano una città in piena trasformazione, se non altro perché attraversata da nuovi corpi e nuovi occhi.

Ma portano anche una visione sofferente - prosegue Stefanelli -  perché sono cittadini non trattati da cittadini e guardati con occhi diversi. Bakary, per esempio, viene dal Mali e nota come all’Esquilino i capannelli di stranieri vengano fermati molto più spesso, alcuni spacciano, è vero, ma in questo modo anche chi non lo fa viene continuamente fermato per il colore della sua pelle.

Il pubblico delle passeggiate è molto vario ed è un’attività adatta anche ai più piccoli. I laboratori andranno avanti e si ripeteranno quest’anno grazie a un nuovo finanziamento della fondazione Alta Mane Italia. Si cercano quindi nuovi partecipanti.

 

Info pratiche

Le prossime passeggiate sono il 14 ottobre alle 10.00 per la zona dell’Esquilino, il 27 ottobre alle 16.00 e il 28 ottobre alle 11.00 per il centro.

info@laboratorio53.it per iscriversi ai laboratori o avere informazioni 

info@echis.org per prenotarsi per le passeggiate  

 

Ascolta il trailer della passeggiata all'Esquilino 

Ascolta il trailer della passeggiata in centro

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Caterina Grignani è il direttore responsabile di Roma Italia Lab. 

Per contattarla direttamente, scrivi a: caterinagrignani@romaitalialab.it

Fatto: studi letterari, viaggi con la scusa dello studio, stage e contro stage, insegnare italiano nonostante una incorreggibile "r" moscia, miglia di navigazione a vela, scampare a una tempesta, coltivare odori per cucinare, scrivere racconti, sopravvivere a un inseguimento di cinghiali

Da fare: rendere celebre Roma Italia Lab, tornare in Polinesia, scrivere un libro, avere una cucciolata di cani in salotto, suonare la pianola con le basi registrate ai matrimoni, andare all'isola di Pasqua e a Mosca e alle Azzorre, pimpare la 500 di mia nonna


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