Retake, (S)bianca la notte nel centro di Roma

Vanno in giro a pulire la città e a cancellare le tag dei writers e a staccare adesivi, sono i Retakers, i volontari pulitori. Ma chi stabilisce il confine tra arte e vandalismo? È giusto sostituirsi all'amministrazione per un servizio che i cittadini pagano con le tasse? E le parole "degrado" e "decoro" hanno senso o rischiano di far perdere di vista altre rivendicazioni? Abbiamo incontrato Simone Vellucci, presidente della onlus, che si prepara ad una notte in piedi per sbiancare il centro della città

Retake, volontari per la pulizia di Roma

Si aggirano dal 2010 per le strade di Roma con le loro inconfondibili pettorine blu e la scritta «volontari per il bene comune» ben visibile sulle spalle. E giovedì 13 luglio saranno nel centro di Roma, di sera, per “La notte sBianca”, una speciale azione di pulizia nel cuore della capitale. Stiamo parlando dei volontari di Retake Roma, la onlus nata ufficialmente nel 2014 (ma attiva già dal 2010) che ha come scopo principale la lotta al degrado (una parola-idea molto discussa) e la diffusione del senso civico sul territorio. Negli ultimi anni l’associazione ha fatto proseliti, complice anche l’oggettivo peggioramento del decoro urbano che ha investito la città nell’ultima decade. Così i gruppi di quartiere col tempo sono diventati 82, e ogni settimana vengono organizzati 15 eventi di riqualificazione. Tanti i follower su Facebook, ben 42mila, segno che il tema è molto sentito dai romani. Tra le principali attività di Retake Roma la cancellazione delle scritte murarie, la raccolta di rifiuti abbandonati e la rimozione di adesivi abusivi. 

In questa città c’è tanta energia che può essere spesa e incanalata positivamente e questo è quello che proviamo a fare

spiega Simone Vellucci, il 27enne presidente dell’associazione. 

La notte sBianca

Con La notte sBianca Retake torna dopo tanto tempo ad occuparsi del centro storico di Roma, quello che dovrebbe essere il «salotto della città», il fulcro del patrimonio Unesco, riconoscimento che Roma detiene dal 1980. Il 13 luglio i volontari partiranno alle 19 da Largo Argentina, là dove Giulio Cesare trovò la morte per mano del figlio adottivo Bruto, per poi spostarsi in via delle Botteghe Oscure ed arrivare a Piazza Venezia. Toglieranno adesivi, puliranno le cassette Acea, raccoglieranno rifiuti. 

Le persone che si impegnano in Retake Roma – spiega Vellucci - non lo fanno semplicemente per pulire, ma perché sono indignate per la condizione in cui si trova Roma: la loro ribellione a questo stato di cose le porta ad attivarsi. 

L’associazione, per il servizio che svolge, è chiamata a confrontarsi spesso con Ama e Comune di Roma. I rapporti con l’amministrazione Raggi sono di confronto e buona collaborazione, ma la situazione è tutt’altro che positiva. 

Purtroppo non abbiamo visto grandi miglioramenti negli ultimi mesi – spiega il presidente di Retake - Roma continua a non avere un servizio di cancellazione delle scritte murarie dopo che questo è uscito dal contratto di servizio di Ama: l’amministrazione non ha ancora fatto un bando per affidarlo ad una ditta esterna. Anche sul verde pubblico pochi miglioramenti. Dopo un anno i risultati dell’amministrazione non sono soddisfacenti. La situazione del decoro è in stallo, ma così la città va indietro. 

Una situazione che stride ancora di più se paragonata a quella di Milano, dove la cancellazione delle scritte è gestita dal comune.

La direzione della città sulla manutenzione dei beni comuni  - continua ancora Vellucci - non è chiara. La nostra, che dovrebbe essere un’azione di emergenza e di stimolo, sta diventando un’azione strutturale perché la città non vede l’amministrazione fare passi avanti.

Le reazioni

L’obiettivo di Retake è ambizioso, perché punta a stimolare sia la cittadinanza che il governo della città. Ma deve lottare anche contro l’inerzia dei romani, forse ormai rassegnati a vedere i cassonetti traboccanti di rifiuti e le strade sporche. I volontari devono fronteggiare due tipi di reazioni: c’è chi dice «è inutile, tanto domani lo rifanno», o chi protesta dicendo «io pago le tasse, perché devo pulire?». Ma non la pensano così i retakers:

Bisogna invertire questo circolo vizioso nel quale Roma si trova. L’altro giorno  - racconta Vellucci - un signore ha buttato per terra un intero pacchetto di sigarette e io l’ho invitato a raccoglierlo. Lui mi dice: «ma che è tua la strada?». Io gli ho risposto: «sì, la strada è mia». È proprio questo atteggiamento che bisogna contrastare. Non è vero, come sostiene qualcuno, che i romani sono incivili per natura, al contrario a Roma è nata la civiltà. Aumentare la bellezza di un luogo, portandolo da uno stato di degrado a uno stato di riqualificazione, è un grosso disincentivo alla vandalizzazione. 

Retake ha visto anche il contributo di qualche personaggio noto, come Carlo Verdone e Nancy Brilli, ma dall’associazione ci tengono a sottolineare che: «non c’è la fila di vip, spesso si limitano ad encomi sul web ma poi pochi vengono a pulire»

Oltre il "degrado" e il "decoro"

Non tutti però condividono il concetto di decoro di associazioni come Retake. Nel 2015 una graphic novel del celebre disegnatore Zerocalcare dal titolo La città del decoro, pubblicata sulle pagine culturali della Repubblica, metteva in guardia dal rischio che il senso civico imperante a volte possa tracimare ed entrare nella sfera dell’intolleranza e della lotta contro chi è diverso o ha avuto meno possibilità. La parola decoro è inflazionata e rischia di diventare un obiettivo di facciata, una pulizia e un ordine che non possono però nascondere disuguaglianza e disagio. Per i quali ci vuole ben altro che acqua e sapone. Dall’altro lato, in passato, è accaduto che la cancellazione di alcuni graffiti abbia sollevato polemiche. Si apre così la questione della scelta e dell’autorità che si ha o meno nel farla: cosa è arte? Cosa è vandalismo? Dove può stare una scritta e dove no? 

Difendendo gli spazi pubblici si difende la dignità delle persone più deboli, che sono quelle che usufruiscono di più dei servizi pubblici – è la replica di Vellucci – Un bambino che entra in una scuola totalmente vandalizzata riceve il messaggio che ciò che appartiene a tutti può essere fatto proprio da qualcuno senza che la comunità reagisca. È un messaggio sbagliato. Spesso sentiamo dire: i problemi sono altri. Ma non bisogna contrapporre i problemi. Per alcuni soggetti, come una persona anziana, la cura di uno spazio verde incide in modo fondamentale sulla qualità della vita e sulla stessa possibilità di sentirsi parte di una società che offre protezione. 

Retake non si ferma qua: oltre a La notte sBianca, in programma c’è la creazione di un progetto con i negozi di Roma, una sorta di tripadvisor del decoro. Le attività commerciali saranno mappate e sarà dato un riconoscimento a tutti quei negozi che tengono la loro serranda e il loro ingresso puliti. Le grandi rivoluzioni partono sempre da piccoli gesti. 

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Nato e cresciuto a Roma, sono giornalista professionista dal 2012. Da sempre appassionato di storia, perché non possiamo capire il presente se non conosciamo il passato.

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