[ph] Elisa Longo

Tulipark, il tulipano è il fiore dell'amore

«Altro che rosa, il vero fiore dell’amore è il tulipano» afferma uno dei gestori del «giardino you pick» inaugurato in via della Giustiniana. Salvatore ci racconta come un pezzo di Olanda è arrivato nella Capitale, i danni ai fiori e le attività culturali in programma

«Parlano tra loro i tuli, tuli, tuli, tulipan, mormoran in coro i tuli tuli tuli tulipan» cantava il Trio Lescano negli anni Quaranta. E a soffermarsi bene dentro al grande giardino in via della Giustiniana, sembra davvero sia così. Alcuni sono più alti, altri più bassi, altri hanno i petali più aperti, altri sono chiusi nel bocciolo.

Arrivano a Roma 75 specie di tulipani

L’Olanda, patria del più famoso bulbo di stagione, si trasferisce a Roma. Inaugurato il 30 marzo, Tulipark è un appezzamento di terreno coltivato, è un giardino you pick (tu cogli), un «un self-service dei fiori». Nato dall’esperienza di una famiglia siciliana, Tulipark ha avuto un grande successo di pubblico: nel weekend di Pasqua ha accolto più di 5000 visitatori: «Noi abbiamo un’azienda floricola in Sicilia, fondata da nostro padre nel 1980 – si chiama FloraNixena ndr - abbiamo 35 anni di esperienza con i miei fratelli. Lo stretto rapporto che abbiamo avuto con gli olandesi negli anni è diventato un legame di amicizia e abbiamo a cuore l’Olanda. Tutti questi bulbi provengono dall’Olanda».

E poi i colori, tutti diversi: 75 specie di tulipani per un totale di 300 mila esemplari. «Parlano d’amore i tuli, tuli, tuli, tulipan» lo conferma anche Salvatore, uno dei gestori di Tulipark: «Tutti pensano che il fiore dell’amore sia la rosa. Il fiore dell’amore è il tulipano. Nella canzone del Trio Lescano parlano d’amore eterno».

tulipani, Roma

 [ph] Elisa Longo

I danni dei visitatori 

Tre giorni dopo l’inaugurazione, il parco però aveva già subito un maltrattamento da parte dei visitatori: «Perché magari durante il tragitto, prendevano dei fiori e poi li buttavano trovandone di altri colori. In pochi giorni abbiamo buttato 7000 tulipani. Sicuramente abbiamo avuto una perdita economica ma a fronte dei 300 mila è una piccola percentuale». 

Il metodo you pick permette di creare dei veri e propri bouquet personalizzati. Una volta colti i fiori – basta tirare energicamente la base dello stelo – si possono portare a casa e cambiargli l’acqua ogni giorno con del ghiaccio.

Roma, però, non è l’Olanda: è stato difficile organizzarsi?

Scegliere il terreno non era così semplice: il tulipano prevede un campo drenante e sabbioso e prima di sceglierlo abbiamo fatto sopralluoghi. Il terreno deve essere sempre asciutto. La fioritura avviene sempre in primavera, i bulbi trapiantati a ottobre, un lavoro di molti mesi e il ciclo non è così lungo, dura poco più di tre settimane, afferma Salvatore.

 

tulipani, Roma

 [ph] Elisa Longo

 

Tulipark non ha scadenze. Ci penserà la natura e le condizioni metereologiche dei prossimi giorni a determinare l’effettiva chiusura del parco:

Il campo rimane aperto per alcune settimane, ogni giorno ne fioriscono altri. Se rimangono queste temperature il tulipano fiorirà velocemente e pensiamo di chiudere intorno al 20 di aprile. Quando capitano giornate di forte sole, il fiore si apre molto più velocemente, è difficile determinare la data esatta di chiusura, conclude Salvatore. 

 

tulipani, Roma

 [ph] Elisa Longo

Tulipark è anche cultura

Vengono infatti organizzati corsi di fotografia e serate folkloristiche con balli olandesi e tante curiosità all’interno del campo: «Abbiamo voluto ricreare una piccola Olanda: il mulino a vento, gli zoccoli olandesi, la famosa mucca frisona che produce oltre 30 mila litri di latte l’anno. Lì, quando arriva la primavera le mucche vengono lasciate libere al pascolo ed è una festa per tutti, si va nei campi. Abbiamo portato gli zoccoli olandesi, i “klompen”. In fondo, c’è un’area relax dove si può fare il pic nic».

Con la primavera che incalza, non resta che andare alla scoperta del parco più colorato della capitale.

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Classe '92, leggermente iperattiva. Appassionata alla scrittura sin da piccola, redigevo, per pura pignoleria personale, schede e recensioni dei miei primi libri di lettura. La scrittura poi si è abbinata alla musica. Per comporre un pezzo o per prendere ispirazione. Appassionata amante del rock e prog anni '60 e '70 italiano e straniero, sono collezionista di vinili, unico supporto disponibile nella mia abitazione. Da sempre attiva su tematiche sociali e di pubblica utilità, ho vissuto una lunga esperienza lavorativa nel territorio di Corviale a Roma. Le idee e la creatività non mancano, anzi, corrono ogni giorno. La mia scrivania è sempre coperta di post it e memo. Ma nel cassetto c'è un romanzo (ancora) da completare.  

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