Zalib & i Ragazzi di Via della Gatta

La libreria Zalib: quando i millennials fanno rete

Dopo la chiusura dello spazio in via della Gatta, l'esperienza di Zalib continua a vivere grazie alla fondazione di un'associazione culturale, una rete solidale e trasversale e il sogno di una radio...

«A volte le cose migliori nascono dai momenti di crisi: per noi è stato così» dice Tommaso De Angelis. In seguito alla chiusura della libreria Zalib in via della Gatta dove erano soliti ritrovarsi, lui e gli altri ragazzi del quartiere hanno costituito un’associazione e continuato a fare attività culturale fuori, creando una rete con le altre realtà del territorio. Prossimi appuntamenti: il ciclo di 4 incontri Letteralmente Parlando al Lunga Vita Festival.

Quella di Zalib & i Ragazzi di Via della Gatta è la storia di una libreria del centro di Roma e degli studenti abituati a frequentarla non solo per acquistare libri ma anche come luogo di ritrovo. E poi è la storia di un libraio costretto alla chiusura e della mobilitazione nata per restituire al quartiere quel bene comune che di generazione in generazione (nell’arco di 17 anni) era sempre stato uno spazio di scambio, confronto e crescita umana ancor prima che culturale.

È quindi una storia di solidarietà, di affiatamento, di passione e valori sani condivisi, perché i millennials sono anche questo, nonostante si tenda a parlare di più del clima di sfiducia, rassegnazione, disinteresse e regressione che si respira tra loro.

La storia della libreria Zalib

Tra i protagonisti di questa vicenda c’è Tommaso De Angelis, uno dei tanti ragazzi coinvolti nell’eroica impresa di salvare la libreria Zalib gestita dal 2000 da Marco Zavaroni: ancora non si sa se sarà una storia a lieto fine la loro, ma di certo ciò che è accaduto negli ultimi mesi è qualcosa di positivo che sta dando dei frutti, benché nato in un momento buio e da un episodio tutt’altro che piacevole. Racconta De Angelis:

Il progetto nasce tra settembre e ottobre 2017 quando Marco, il libraio storico di Zalib, comunica l’imminente chiusura con un post su Facebook, senza dare ulteriori spiegazioni. Era una libreria scolastica, però veniva attraversata dai giovani di tutto il quartiere e si era creata una comunità intorno a questo spazio, proprio di fronte al Liceo Visconti, un punto di incontro e confronto, per studiare ma anche fare due chiacchiere tra amici. Marco ci ha detto di non riuscire più a sostenere le spese relative all’affitto e di essere costretto a chiudere. Da lì abbiamo deciso di dare vita ad un crowdfounding: abbiamo raccolto in tre settimane quasi 20 mila euro, di cui 13 mila sulla piattaforma. Abbiamo avuto una risposta pronta dalle istituzioni, abbiamo anche parlato telefonicamente con lo stesso Zingaretti, siamo riusciti a posticipare di un mese lo sfratto, ma nonostante il dialogo instaurato con Municipio e Regione poi siamo stati costretti ad uscire: lo stabile era di proprietà della famiglia Doria Pamphilj. A quel punto abbiamo costituito un’attività culturale, Zalib & i Ragazzi di Via della Gatta appunto, e organizzato attività culturali fuori: il primo evento è stato una mostra fotografica.

 

Vauro, vignetta

Vignetta di Vauro

 

E da quella prima mostra i ragazzi non si sono più fermati, portando avanti una serie di attività e stringendo legami con le altre realtà del territorio: Teatro Valle, Casa Internazionale delle Donne, Teatro dell’Orologio, Scomodo, Nemo, OZ Officine Zero, Sans Papiers, Libreria Fahrenheit. Tutto questo, senza mai dimenticare l’obiettivo iniziale che è tutt’ora in piedi: rimettere in attività la libreria Zalib. Attualmente sono in attesa di uno spazio dalla Regione, ma pochi giorni fa è stata loro concessa la gestione di un posto dove potersi appoggiare; anche se il materiale è stato smontato e messo negli scatoloni e la catalogazione è ancora in corso, il servizio di vendita libri e consultazione è garantito.

La rete solidale dei millennials 

«Facendo rete con altre realtà e altri spazi abbiamo scoperto un fermento culturale attivo, contrariamente a quanto si dice sui millennials, considerati generalmente svogliati, disattenti, poco legati al territorio. Stiamo facendo tutto questo per dimostrare che da parte dei giovani c’è partecipazione e voglia di fare. A volte le cose migliori nascono dai momenti di crisi: per noi è stato così», continua De Angelis.

Il concetto di rete solidale e trasversale è quello portante di tutta l’associazione (composta da ragazzi di età compresa tra i 15 e i 30 anni), che mira proprio allo scambio, alla crescita nel territorio fino a diventarne parte integrante riconosciuta, ma senza autoreferenzialità, perché quello che viene fatto è in nome della collettività, è un bene comune. E tutto questo passa anche attraverso un’apertura che va oltre i confini del quartiere e della stessa città, per guardarsi intorno e capire cosa c’è in giro e come migliorarsi: non a caso i ragazzi di Zalib sono entrati in contatto con realtà culturali eterogenee da Ferrara a Berlino a Londra.

Letteralmente parlando: 4 incontri al Lunga Vita Festival 

Dall’incontro con Davide Sacco e Ilaria Ceci, organizzatori del Lunga Vita Festival (che si terrà dal 13 al 20 luglio, presso l’Accademia Nazionale di Danza sul Colle Aventino) è nato il progetto Letteralmente Parlando.

Letteralmente Parlando  è un ciclo di 4 appuntamenti legati alla letteratura, ma di diverse aree tematiche: romanzo, cantautorato, fumetto e sceneggiatura. In questi incontri ci saranno esponenti del settore messi a confronto con giovani emergenti. Abbiamo preferito non puntare solo sui nomi grossi, ma cercare di creare uno scambio, di mettere in contatto un professionista e un esordiente. Tra i nomi confermati Tosca (cantautorato), Paola Mammini (sceneggiatura), Giacomo Bevilacqua (fumetto) - spiega De Angelis.

 

festival

Lunga Vita Festival

 

Gli incontri ruoteranno di volta in volta intorno ad uno specifico genere, analizzandone tecniche, tematiche, esperienze, così da essere occasioni di formazione e crescita, ma soprattutto incontro e scoperta reciproca, per gettare un ponte tra le due realtà (professionista ed artista alle prime armi) e anche uno sguardo condiviso verso il futuro. I quattro appuntamenti di Letteralmente parlando sono in programma il 13, 14, 18 e 20 luglio alle ore 18.30.

Progetti per il futuro

Ma non è tutto: i ragazzi dell’associazione stanno pensando anche ad un Festival di cortometraggi e (progetto a lungo termine) all’allestimento di una postazione radiofonica: insomma, non hanno alcuna voglia di arrendersi né di fare passi indietro, ma pensano in grande e credono in ciò che stanno portando avanti.

La chiusura di una piccola libreria di quartiere oggi non fa certo notizia e chissà se il fatto di trovarsi in pieno centro e in un clima politico particolare ha fatto sì che lo scorso autunno il faro su questa vicenda si accendesse con particolare insistenza. Certamente la mobilitazione collettiva ha permesso che a vincere non fossero il silenzio e l’indifferenza e che Zalib rinascesse sotto un’altra forma, continuando a garantire quel fare rete che va al di là dell’aiuto scolastico, ma che è soprattutto crescita umana e apertura mentale, scambio e confronto.

«Si potrebbe dire che è perché siamo i soliti figli di papà – ironizza Tommaso De Angelis – ma se così fosse allora per una volta si potrebbe dire che questo è stato sfruttato per una nobile causa».

 

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