L'open studio di Ak2deru

In occasione della Rome Art Week, dal 25 al 28 ottobre dalle ore 15.00 alle 19.00, Ak2deru apre il suo studio, in via Innocenzo X - 21, al pubblico. 

 

Mancano pochi giorni all’inizio di Raw, come ti senti all’idea di aprire le porte del tuo studio privato, perché hai deciso di farlo e cosa ti aspetti da questo scambio?

La condivisione è per me uno dei principi fondamentali, nel lavoro come nella vita.

Sono felice di aprire il mio studio in occasione di questa prima edizione di Rome Art Week, a cui partecipo con molta curiosità, specialmente riguardo alle sinergie che potrebbe innescare.

In generale, cerco in tutti i modi di non crearmi mai troppe aspettative, specialmente riguardo alle nuove esperienze, non per mancanza di fiducia ma, al contrario, per rimanere il più possibile aperto alle possibilità di ciò che può avvenire.

Spero possano crearsi nuove occasioni di incontro e di confronto con persone interessate all’arte, addetti ai lavori o semplici curiosi e appassionati.

 

 Qual è il tuo personale punto di vista sull’arte contemporanea a Roma?

Personalmente ho la sensazione che questa nostra amata città, un po’ santa e un po’ mignotta in tutte le sue manifestazioni (arte contemporanea inclusa), probabilmente a causa della sua storia - e quindi della sua energia, della sua forza - in qualche modo sia “fisiologicamente” destinata ad essere, per sempre, una grande fucina di talenti e creatività, un luogo mitico e prediletto (tanto magnifico quanto incasinato) in cui vivere l’arte.

Da parte degli artisti, oltre ad una produzione per me straordinaria in termini di varietà, quantità e qualità, noto, al tempo stesso, anche una certa difficoltà a “far squadra”, ad unire le forze in progetti condivisi e duraturi, capaci di valorizzare e dar forza alle proprie proposte. Anche se alcune realtà sono già una felice eccezione a questa tendenza: penso, ad esempio, agli amici di Spazio Y, un progetto che già da due anni crea interrelazioni creative veramente molto interessanti.

Da parte delle “strutture”, sia pubbliche che private, pur apprezzando l’evidente mole di lavoro che sta alla base di una così intensa attività espositiva di cui sono entusiasta e grato fruitore (considerando oltretutto gli ultimi anni complicatissimi dal punto di vista economico), disapprovo fermamente l’ancora troppo diffusa esterofilia e l’insufficiente attenzione alla produzione artistica del territorio.

 

Trovi che nelle tue opere siano presenti forze contrastanti da cui trae origine la tua ispirazione?

…proprio l’altro giorno leggevo di come in realtà - il magnetismo - con le sue dinamiche di relazione fra le forze dei due poli, sorregge l’intero universo!

Nelle mie opere, non solo sono presenti "forze contrastanti", ma piuttosto direi che l’intero mio lavoro è essenzialmente fondato su di esse, “in costante ricerca di equilibrio, fra istinto e razionalità, fra caos e armonia”…

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