Il punto di vista di Ilaria Schiaffini

L’arte contemporanea a Roma secondo Ilaria Schiaffini: la street art, le manifestazioni culturali degli ultimi anni e le proposte artistiche e didattiche del MLAC

Per la sezione Punti di vista di Raw - Rome Art Week è stata intervistata Ilaria Schiaffini, docente di storia dell’arte contemporanea e storia della fotografia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università La Sapienza di Roma.

Nella capitale Ilaria Schiaffini ha individuato diverse iniziative e attività, non per forza istituzionali, che stanno alimentando la nascita di nuove ed alternative proposte per l’arte contemporanea romana e non solo. Innanzitutto la street art, fenomeno esploso negli ultimi anni e che ha cambiato il volto della città, riqualificando e arricchendo il tessuto urbano di molti quartieri come il Pigneto, la Garbatella, Tor Pignattara, il Quadraro, Testaccio e Tor Marancia, spesso richiamando l’attenzione di noti artisti internazionali.

E poi le numerose e vitali iniziative presenti a Roma, quali l’Outdoor Festival all’ex Caserma Guido Reni, il Maam – Museo dell’Altro e dell’Altrove, l’Ex Dogana di San Lorenzo, che uniscono diversi aspetti del panorama artistico coevo ricercando un dialogo multidisciplinare.

La città ha la sua storia, le mura antiche e le solide istituzioni, ma anche tante realtà nascoste e vivaci. L’arte contemporanea, soprattutto dove mancano finanziamenti o progetti ad hoc, cerca posti alternativi per sperimentare nuove idee ed energie; le associazioni di giovani studiosi, le case private e i negozi, vedi il recente caso di Mas – Magazzini allo Statuto, sostengono e ospitano manifestazioni artistiche spontanee e aggreganti, che grazie alla rete dei social network ottengono partecipazione e visibilità.

Ilaria Schiaffini delinea un quadro ben preciso dell’arte contemporanea a Roma, grazie alla sua esperienza come docente e al contatto con gli studenti de La Sapienza. All’interno dell’università, interessanti le attività proposte dal Mlac - Museo Laboratorio di arte contemporanea, fondato nel 1985 da Simonetta Lux e oggi diretto dal professore Claudio Zambianchi. Il Mlac ha l’intento di far conoscere, promuovere, tutelare, studiare e valorizzare l'arte contemporanea internazionale rivolgendosi non soltanto agli studenti, studiosi e specialisti, ma agli artisti stessi ed al più vasto pubblico. Dopo i lavori del 2015, il Mlac ha avviato collaborazioni per progetti espositivi, didattici e culturali con altre istituzioni attive nel territorio: la Galleria nazionale d’arte moderna per la mostra fotografica e documentaria e il convegno su Irene Brin e la Galleria L’Obelisco; l’Accademia di Belle Arti di Roma per il workshop creativo di grafica gestito dall’artista Marina Bindella, che ha visto la collaborazione degli studenti della stessa accademia con quelli de La Sapienza, collaborazione proficua confluita nell’organizzazione di una mostra sulle opere di Marina Bindella e di un convegno sull’incisione dal titolo Il segno inciso nell’arte contemporanea; l'Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata – Isfci di San Lorenzo per la realizzazione della mostra fotografica 1974-2015 - I ruoli del femminile di Marcella Campagnano, ieri e oggi; il Museo in Trastevere, che attualmente ospita la mostra di pittura di Valeriano Ciai, mentre è in corso al Mlac l’esposizione delle opere grafiche dell’artista.
Nelle ultime mostre e iniziative, gli studenti hanno partecipato attivamente alla realizzazione dei progetti in tutte le fasi, dall’allestimento all’ufficio stampa, dall’organizzazione alle visite guidate.

Il Mlac è un raro esempio di laboratorio multidisciplinare che forma e informa gli studenti sulle diverse realtà dell’arte contemporanea. Spesso le mostre e le conferenze vedono la partecipazione, accanto a noti esperti di settore, di giovani ricercatori o curatori formatosi proprio a La Sapienza. Accanto ai docenti e ai dottorandi, gli studenti tirocinanti sperimentano ruoli diversi: curatela, didattica, organizzazione, comunicazione, ma anche attività artistiche più pratiche.

Tra queste ricordiamo il laboratorio di grafica gestito da Marina Bindella e dagli alunni dell’Accademia di Belle Arti per insegnare agli studenti di storia dell’arte de La Sapienza i procedimenti tecnici della pratica incisoria diventando loro stessi autori di opere grafiche, oppure la possibilità di diventare modelli in posa per gli allievi-fotografi dell'Isfci interpretando nuovi ruoli femminili. Il Mlac rappresenta, quindi, un laboratorio a trecentosessanta gradi di produzione culturale, basata sul dialogo, sulla creatività e sulla socializzazione.

Il Mlac ha aderito a Rome Art Week con l’esposizione Valeriano Ciai. Opere grafiche, curata da Claudio Zambianchi e Alice Mirti. Le opere di Ciai sono frutto di una continua interrogazione sulla realtà e sull’arte e propongono una figurazione basata non sull’osservazione, ma sulla memoria, utilizzando pochi temi nelle loro infinite varianti: i nudi, le figure umane desolate, i paesaggi urbani, la Roma di Trastevere, il Portico d’Ottavia, il Tevere a Ponte Sisto e gli aeroporti. L’incisione, prevalentemente calcografica, accompagna Ciai nel corso della sua intera carriera come mezzo espressivo di altissima qualità, in grado di tradurre in segni e tracce il proprio inconfondibile mondo di immagini.

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Storico dell’arte, archivista e curatore. 

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Cresciuta in una tranquilla città di mare, ho sempre mirato lo sguardo verso orizzonti indefiniti. Poi è arrivata la frenetica e caotica Roma e qui adoro perdermi tra i vicoli e le storie di quartiere. Non riesco a stare ferma, ho bisogno di fare più cose contemporaneamente, sempre credendoci! Sognatrice e idealista, amo mixare le mie passioni: arte, fotografia, poesia, cinema e teatro... altrimenti mi annoio. 

Come un cannibale di notte divoro libri e serie tv, oppure scrivo tutto quello che mi passa per la testa e che non farò mai leggere a nessuno. Raccolgo oggetti trovati per strada, sono sempre alla ricerca di nuovi amuleti.   

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