Selavì: collettiva a Spazio Giga

In occasione della Rome Art Week, il 26 ottobre Studio GIGA presenta Selavì, collettiva con opere di Salvatore Mauro, Alessio Facchini, Stella Tasca e Matteo Peretti, già artisti dell’associazione, e con la gradita presenza di un ospite speciale, Rocco Pezzella.

Il titolo della mostra prende spunto dall’opera in mostra Sèlavy di Salvatore Mauro. Rrose Selavy, come è noto, era uno dei molti pseudonimi utilizzati dall’artista Marcel Duchamp, o meglio l’alter ego femminile con cui l’artista giocava per realizzare opere d’arte dal gusto irriverente e ludico, nell’ottica di contestazione dello statuto ufficiale dell’arte.

L’aspetto giocoso delle opere in mostra richiama anche il mondo dell’infanzia e la sua dimensione di innocenza e purezza attraversata da pulsioni più o meno inconsce, che si pone in contrasto con la mistificazione e la corruttibilità del pensiero nell’età adulta. In mostra le opere immaginifiche di Stella Tasca, il selfie stick trapiantato sopra una sedia elettrica di Peretti, i vasellami osé di Facchini, i video-album di Rocco Pezzella e l’opera-performance di Salvatore Mauro, quest’ultima una lettura in chiave contemporanea dell’ideologia duchampiana.

Bianca Catalano, curatrice della mostra, ha risposto alla nostra domanda.

In che modo l’arte contemporanea sta reagendo ai profondi mutamenti degli ultimi anni, che direzione sta prendendo, e come la sua galleria partecipa a questi cambiamenti?

Il mondo di oggi è caratterizzato più che mai da una incredibile velocità di informazione e di assimilazione di questa: l’arte senza dubbio non è rimasta immune a questo aspetto. In particolar modo c’è stato un cambiamento importante nello status dell’opera d’arte, storicamente intesa come specificità di certi collezionisti, di certi ambienti culturali ed istituzioni in senso lato, idea che ha senza dubbio influenzato lo stesso concetto di fruizione di opera d’arte. Oggi attraverso internet e i social media siamo tutti artefici e fruitori di quello che è oggi il sistema arte, e l’interesse verso le espressioni artistiche si è allargato a diverse fasce sociali ed anagrafiche.

Attraverso il nostro spazio, che non si costituisce come galleria ma piuttosto come artist-run space, vogliamo venire incontro a questo fenomeno  riportando l’arte alla sua dimensione originaria, ossia a quella che scaturisce dall’incontro tra le idee e le progettualità degli stessi artisti al fine di portare l’attenzione verso certi temi, soprattutto di stampo sociale, che pensiamo possano essere spunto di riflessione e considerazione. Di questi tempi, e a Roma in particolar modo, c’è la necessità di spazi più mobili ed aperti possibili, al di fuori dei circuiti ufficiali e consolidati, ed in questo senso il GIGA vuole dare spazio non solamente all’arte visiva, ma anche rivolgere la sua attenzione ad altre forme d’arte come il design, l’editoria, il cinema indipendente.

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