Spazio Y Outdoor Project – passeggiata d’arte

Monumento alle vittime del 17 aprile 1944 [ph Cecilia Cicci]
Monumento alle vittime del 17 aprile 1944 [ph Cecilia Cicci]

Nell’ambito di Rome Art Week, tra gli eventi in programma segnaliamo Spazio Y Outdoor Project – Passeggiata d’arte, un progetto artistico a cura di Isabella Vitale, con il contributo di Paolo Assenza e promosso da Spazio Y, ubicato in prossimità della biforcazione a “Y” tra via degli Arvali e via dei Quintili, da cui la galleria prende il nome. Siamo nel quartiere denominato “il quadraretto”, ossia nella zona sud-est di Roma, dove hanno trovato dimora molti artisti, alcuni scegliendo di stabilirsi qui con i loro studi, spesso comunicanti con le loro case.

Seguendo le indicazioni della mappa disegnata da Simone Tso, la passeggiata si estende dal Parco dell’Acquedotto fino alla Prenestina, attraversando il Quadraro, Tor Pignattara, la Certosa e il Mandrione, quartieri raccontati da Pier Paolo Pasolini in Ragazzi di vita. La mappa segna i punti dei vari luoghi visitabili, sul cui retro sono indicate le informazioni riguardanti la reperibilità dei singoli artisti e degli spazi aderenti (nome, luogo, data, orario).

Nel quartiere passato e presente convivono armoniosamente, i murales dialogano con gli antichi monumenti: gli Acquedotti Felice, Claudio e Alessandrino, la Torre Fiscale, il Parco delle Tombe Latine e il Mausoleo di S. Elena.

Il progetto ha coinvolto vari spazi e gallerie (Spazio Y, Wunderkammern, Fondazione per l’Arte, Officina 11, C.S.O.A. Spartaco, Garage Zero, L’Atelier, Studio Salomone) e gli studi di molti artisti (Antonio Lombardi, Germano Serafini, Fabrizio Cicero, Alessandro Rosa, Andrea Pochetti, Paolo Assenza, Simone Bertugno, Lorenzo BudelloLuigi Mulas Debois, Elena Boni, Marco Bernardi, Sandro Mele, Ovidiu Leuce, Elena Nonnis, Cristina Falasca, Stefano Minzi, Giovanni Albanese, Hannu Palosuo, Alice Schivardi

Abbiamo incontrato, nel Parco XVII aprile 1944, presso il Mausoleo Monte del Grano, Isabella Vitale e Paolo Assenza, responsabili di questa corale iniziativa.

Come nasce l’dea di Spazio Y Outdoor Project – Passeggiata d’arte e perché avete deciso di inserire questo progetto all’interno della Rome Art Week?

Isabella Vitale: Siamo nei pressi del mausoleo conosciuto come Monte del Grano; qui si svolgerà la perfomance di Sara Basta, intitolata La pancia del Monte e curata dal collettivo Sguardo contemporaneo, che insieme alle altre associazioni del quartiere hanno partecipato, nel 2012, al progetto Nuova Gestione, ovvero l’apertura dei luoghi in disuso di tutto il quartiere, quei numerosi luoghi sfitti in cui abbiamo chiesto ad ogni artista di intervenire nello spazio ripercorrendo la storia del quartiere. In seguito è nato una sorta di mecenatismo del quartiere

Paolo Assenza: Un progetto successivo, infatti, ha portato alla nascita di Spazio Y in via dei Quintili 144. Ho chiesto a Valentina Fiore di Sguardo contemporaneo di coordinare varie realtà artistiche della zona per Ginkgo un progetto di resilienza artistica al Quadraro, dedicato ai  settanta anni dal rastrellamento del Quadraro. Da qui, nell’aprile 2014, nasce Spazio Y.

Tanti gli artisti e le strutture che hanno aderito. Come si svolgerà il percorso durante la passeggiata?

Paolo Assenza: I percorsi sono stati organizzati su vari canali, l’Università con la passeggiata degli studenti coordinata dalla professoressa Ilaria Schiaffini, che ha coinvolto un gruppo di studenti di storia dell’arte della Sapienza. Questi ragazzi si sono lanciati totalmente in questa progetto e stanno seguendo una serie di visite guidate con i vari percorsi che si possono recuperare da questa passeggiata generale organizzata da Isabella Vitale.

Isabella Vitale: Nella mappa e nei link di approfondimento si trovano i dettagli. Il visitatore è libero di seguire un proprio percorso. Personalmente ho dato come incontro un punto di riferimento preciso, la metro Porta Furba. Da lì arrivo in questo parco davanti al mausoleo, poi seguo il giro in ordine spaziale: Officina 11, lo Studio di Luigi Mulas, poi Spazio Y  e infine la Certosa.

La street art, fenomeno esploso negli ultimi anni e che ha cambiato il volto di molti quartieri, viene valorizzata nella vostra passeggiata. Quale sono le opere di street art che secondo voi più caratterizzano e interpretano il vostro quartiere? 

Isabella Vitale: Ce ne sono tante, alcune all’interno del progetto MURo dell’Associazione del quartiere e poi c’è il progetto della Wunderkammern. A me sta a cuore, anche perché ci passo davanti tutti i giorni, l’opera di Lucamaleonte, quella con le vespe, che fa riferimento a una questione calda del quartiere, appunto il rastrellamento del 17 aprile 1944, episodio storico ricordato anche nel parco di Monte del Grano dove ci troviamo ora. 

Paolo Assenza: Per me Esodati di Maupal, lo vedo spesso perché è vicino a Spazio Y: è un murales un po’ politico, dove c’è la lupa e Romolo e Remo sotto un cartello stradale che indica qualsiasi altra meta al di fuori di Roma, ma loro sono con le valigie pronti ad andare via. Direi che è indicativo e rispecchia la situazione attuale.  

Rome Art Week è la settimana dedicata all’arte contemporanea. Il vostro progetto pone l’attenzione su un aspetto interessante, ovvero che l’arte contemporanea a Roma può convivere e dialogare con le mura antiche e le storie del passato. Qual è, quindi, secondo voi la situazione dell’arte contemporanea a Roma?

Isabella Vitale: È questa, quella di comunicare tra il passato e il presente e un ipotetico futuro. A Roma la maggior parte delle gallerie di arte contemporanea si trovano all’interno di edifici antichi come la Galleria Edieuropa o la Galleria Monitor; è un dialogo che esiste un po’ per la bellezza dei luoghi, un po’ perché non potrebbe essere altrimenti, come nel famoso Palazzo Taverna dove venivano organizzati gli incontri internazionali d’arte.

Il dialogo è continuo e più si va avanti e più c’è da raccontare: gli anni dell’esistenza si accumulano, gli episodi continuano a susseguirsi e l’artista contemporaneo elabora in relazione a un passato che può essere più o meno recente, spesso fantasticando e creando una connessione con un ipotetico futuro, anche sfruttando gli strumenti di oggi, pensiamo alle arti multimediali. È così da sempre, a volte è visibile, a volte no, ma ci si deve far caso sempre. Un evento come questo di Raw serve a osservare davvero dove ci troviamo. Passiamo spesso davanti agli edifici, siamo distratti o concentrati su una performance o una mostra e non ci rendiamo conto di tutta la cornice.

Ora siamo nel Mausoleo di Monte del Grano, probabilmente del III secolo, ritratto nel Settecento da Piranesi, restaurato e messo a posto per essere visitato su appuntamento. Per Rome Art Week, Sara Basta ha proposto qui il suo evento performativo, interagendo con il pubblico. La performance è stata curata dal collettivo Sguardo contemporaneo. Giorni prima l’artista è venuta nel parco e chiedeva alle persone che cosa ci fosse all’interno di questo luogo perché molti frequentatori del posto neppure sanno che qui c’è un mausoleo; vedono il monticello, gli ulivi ma non si soffermano oltre. L’artista ha poi disegnato le immaginazioni ricevute dalle persone interpellate nel parco e li ha invitati a scoprire un mondo all’interno del mausoleo, entrando simbolicamente con la torcia. Il visitatore si inoltrerà così in questo mondo nuovo, “nella pancia del monte”, dove entrerà in connessione con l’artista che mostrerà cosa c’è e che cosa ci potrebbe essere in questo posto poco conosciuto di Roma.    

 

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Storico dell’arte, archivista e curatore. Iperattiva, sognatrice, ama scrivere e scattare fotografie. Il cambiamento è una costante della sua vita. Raccoglie oggetti per strada, è sempre alla ricerca di nuovi amuleti.