Gli angeli di Roma

Joy coordina la sezione romana dell'associazione City Angels, ogni sera le squadre partono ad aiutare chi vive per strada ma non solo: "Viviamo grazie alla generosità delle persone che ci regalano vestiti e dei ristoratori che scelgono di non buttare il cibo"

Non è semplice raccontare il mondo del volontariato e chi gli dedica parte della sua vita. E per farlo nel modo più diretto possibile Ril ha fatto una chiacchierata con Andi Xhelili detto Joy, coordinatore della sezione romana di City Angels, l’associazione, con sedici sedi nel Paese, nata a Milano nel 1994 per iniziativa di Mario Furlan, docente di motivazione e crescita personale. Joy ha fatto del volontariato di strada la sua missione, aiutando i senzatetto, distribuendo loro cibo, vestiti e coperte, ma anche offrendo un sostegno a migranti, tossicodipendenti e prostitute. 

Chi sono i City Angels?

Lavoriamo principalmente nei punti più difficili della città, soprattutto nelle stazioni ferroviarie, da quella principale di Termini, passando per la Stazione Tiburtina, Trastevere, Ostiense e San Pietro ad altri luoghi sensibili dove è più alta la richiesta di aiuto.

Raccontaci un po’ di te e come sei diventato volontario di City Angels?

Diciamo che un po’ tutto è avvenuto per caso. Quando ho deciso di mettermi a servizio della città e delle persone che si trovavano in condizioni di bisogno, ho iniziato a raccogliere informazioni un po’ qui e un po’ lì, ma alla fine tra tutte City Angels era l’associazione che più rispecchiava la mia idea di aiuto.

Ci puoi spiegare perché?

In generale mi sento di dire che essere un angelo della città ti permette di vedere la parte più cruda e nuda della strada, quella parte che a volte facciamo finta di non vedere. Non organizziamo banchetti di volontariato o mense. Siamo noi che suddivisi in squadre andiamo da chi ha più bisogno. Ma ci tengo a dire che non forniamo solo un pasto caldo o dell’acqua, oppure vestiti puliti e biancheria intima a chi ne ha bisogno. Vogliamo regalare una parola di conforto a chi incontriamo. Relazionarci con chi si trova in una situazione difficile, aiutandolo a rialzarsi, stimolandolo a trovare la forza di cambiare le cose anche se è una cosa difficile.

 Come inizia la tua giornata da angelo della strada? 

Il nostro lavoro di volontariato si divide sostanzialmente in due parti: una organizzativa e una operativa. Entrambe hanno inizio due volte alla settimana presso la nostra sede sita alla stazione Termini. È lì che organizziamo il lavoro di 20 persone che suddivise in gruppi raggiungono i diversi punti di Roma dove presteranno aiuto ai senza tetto a partire dalla tarda sera fino alla mezzanotte, per poi ritornare in sede e fare il punto della situazione. Il nostro è un lavoro di squadra dall’inizio fino alla fine perché si tratta di condividere, essere protetti e garantire un’assistenza migliore a chi lo chiede e tutto questo lo facciamo insieme. 

Ci sono momenti più difficili durante l’anno che dovete fronteggiare?

Per noi il momento più critico è durante l’estate, soprattutto ad agosto. In estate è come se molte delle associazioni che lavorano durante l’anno, all’improvviso  scomparissero nel nulla, complici le vacanze estive. Ma noi continuiamo la nostra attività anche in quel periodo e anzi forse con più attenzione. 

 Come finanziate la vostra attività?

Tutto quello che abbiamo e che offriamo alle persone in difficoltà proviene dai privati. Questo vale anche per la nostra sede che è stata messa a disposizione da un’altra associazione. Per i pasti che distribuiamo durante le nostre uscite, ci sono ristoranti, pizzerie e panifici che ci danno quello che non hanno venduto invece di buttarlo nella spazzatura. E grazie alla loro solidarietà riusciamo a distribuire circa 200 pasti a settimana. 

Le coperte e dei vestiti che riusciamo a dare ai più bisognosi, non solo di inverno, ma tutti i giorni dell’anno provengono dai privati che una volta raccolto tutto quello che non utilizzano più, ci chiamano e ci danno così la possibilità di fornire un abito o un paio di scarpe puliti. Sono tutti cittadini ben contenti di aiutare, di non buttare nulla, ma anzi desiderosi di fare un azione di bene. 

 Che rapporto stabilite con le persone che aiutate?

Sanno che siamo lì per aiutarli. Non ci poniamo mai dalla parte di chi è più fortunato e quindi può atteggiarsi con aria di superiorità. Io, come gli altri volontari, viviamo le situazioni sempre con aria scherzosa per portare un momento di allegria che spezza un’atmosfera di tristezza nel quale i senzatetto si ritrovano a vivere sempre. Questo atteggiamento non aiuta soltanto me ad affrontare delle situazioni difficili, ma aiuta anche chi ho di fronte ad avere una piccolissima parentesi positiva. Perché alla fine quello che vorremmo è poter aiutare tutte le persone che incontriamo per strada in ogni modo possibile a nostra disposizione. 

 

Le foto sono della pagina Facebook di City Angels

 

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