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Rudy e la sua strada che dalla montagna porta al mare

Rudolph Gentile è un giovane imprenditore, questa è la sua storia - raccontata da un suo amico - tra successi, fallimenti, cadute (anche in mare, di notte) e ripartenze. Un racconto di passioni, dal cinema, alla musica fino alla solidarietà

«A volte prima di arrivare al mare devi passare per le montagne». Questa frase me la disse un giovane imprenditore romano, Rudolph Gentile, ormai più di quindici anni fa. Poi siamo diventati anche amici. Con il tempo posso davvero dire che quella frase fu veramente profetica o almeno lo fu per lui.

Rudolph, per gli amici stretti Rudy, è il minore di tre fratelli, l’unico a ereditare dal padre la vocazione da imprenditore, anche se, con il padre, all’inizio, ebbe un rapporto difficile e conflittuale. Perché Rudy voleva trovare la sua strada e voleva farlo da solo. Era il 1997 quando ebbe la sua prima intuizione, creare un’azienda dentro gli aeroporti che, grazie a dei macchinari, imballasse le valige con un film protettivo al 100% riciclabile. Nasce così Safe Bag oggi quotata in borsa.

Dopo qualche anno, per vicende personali, fu costretto a vendere la sua creatura. E questo lo fece cadere in una grossa crisi. Forse non era l’imprenditore che lui credeva? Forse, non era all’altezza di suo padre? O magari, quella non era la sua vera vocazione e la sua strada? Queste domande lo tormentavano.  Quindi decise di partire e andare negli Usa a Los Angeles a studiare recitazione e musica. Cambio di rotta totale. Rudolph voleva diventare un attore e un cantante, altro che imprenditore! Ma come recentemente ci ha raccontato il film La La Land realizzare i propri sogni non è semplice, soprattutto in una città competitiva come Los Angeles. Rudy viveva nella Valle, non a Hollywood o Beverly Hills, in una casetta "sfigata" insieme ad altri ragazzi. Prende lezioni di recitazione e fa provini ma viene sempre scartato. Poi, dopo un paio di anni, si imbucò a un party dopo la notte degli Oscar, uno di quei party che esistono solo a Los Angeles. Incontrò un produttore e gli chiese quasi in modo infantile: «Ma secondo te io posso comprare dei film in America e distribuirli in Italia?». E il produttore rispose: «Why not?». Perché in America si sa, tutto è possibile. 

Ecco la sua seconda intuizione. Rudy torna a Roma e insieme a un amico di infanzia fonda una società di distribuzione. Nasce così Movimax. Che in pochi anni si fa notare sul mercato grazie all’acquisizione di film di genere e di intuizioni geniali una fra tutte l’acquisto del film cult Donnie Darko. Rudy nonostante il successo rimane il ragazzo di sempre, positivo, umile e disponibile ad ascoltare tutti, perché convinto che tutti possono avere una grande idea. 

Lo ricordo a una cena di produttori e distributori importanti, c’era il gota del cinema italiano per intenderci, tutti erano vestiti in giacca e cravatta quando arrivò Rudy, capelli lunghi fino alle spalle, con indosso un paio di jeans e stivali da cowboy, in perfetto stile californiano, una camicia bianca aperta e al collo un ciondolo a forma di sole. Al tavolo un produttore sessantenne gli chiese ridacchiando cosa significasse quel ciondolo e lui senza colpo ferire rispose:«Questo? Questa è la mia anima». Sull’onda dell’entusiasmo scrisse e produsse un film diretto dal leader dei Tiromancino Federico Zampaglione, Nero Bifamiliare, e curò anche la produzione della colonna sonora. Il film non riuscì come lui avrebbe voluto e al botteghino non funzionò. Ma la colonna sonora vinse il disco d’oro.  

Per far crescere la sua nuova azienda decise di vendere la maggioranza delle quote della Movimax ma con i nuovi soci le cose non andarono bene e così decise per la seconda volta di lasciare la sua creatura ad altri. Si prese un anno sabbatico e iniziò la sua seconda crisi professionale e personale, probabilmente si sentì di aver fallito come imprenditore, come artista e come uomo. 

Però in questo anno, accaddero due episodi importati: l’incontro con Valentina, la donna che diventerà sua moglie e la madre dei suoi figli e un'avventura in mare. Rudy era in navigazione con suo padre durante un viaggio in barca. Ma una notte il papà cadde in acqua. Disperso. Quando Rudy si rese conto dell’accaduto, immediatamente diede l’allarme ma gli aiuti da terra non arrivano, così lui e l’equipaggio si misero alla ricerca tra le onde. Rudy trovò suo padre solo dopo alcune ore, stremato e al limite delle forze. Sentì delle grida fievoli e non esitò a buttarsi in acqua per salvarlo. Da quel momento il loro rapporto cambiò radicalmente: un padre aveva dato la vita a un figlio e ora un figlio ridava la vita al padre.

Credo che questo episodio fu fondamentale nella vita di Rudy, e per capire quello che accadde dopo. Salvare suo padre significò rimettersi in pace con sé stesso, con le sue paure i suoi fantasmi e questo gli diede nuovo coraggio. Rudy si rimise a scrivere canzoni: alcune sono molto belle, ma chissà perché forse per un senso di perfezionismo o pudore non le ha mai pubblicate. Poi il matrimonio e la prima figlia, Charlotte. Passata la tempesta, ricaricate le batterie, si circondò dei suoi amici più stretti e fidati, si affidò a un team di persone competenti e rifondò una nuova società di distribuzione, la M2 Pictures. Nello stesso tempo riacquistò la sua azienda Safe Bag, facendola crescere e quotandola in borsa. 

Oggi vive tra Miami e Roma, lo incontro nella sua casa di fronte Castel Sant’Angelo, sta impacchettando vestiti e oggetti che vuole dare via «perché vedi Francesco ogni tanto bisogna fare pulizia di quello che è stato il passato, per fare spazio a qualcosa di nuovo» poi prende tutti i suoi amuleti, la famosa collana con il sole e mi regala tutto. «Sì sì ti regalo la mia anima. Sai perché faccio tutto questo? Non sono i soldi, o il successo, voglio solo essere felice, chissà forse un giorno scriverò solo canzoni». Mi parla di un suo sogno quello di fondare un Onlus per i bambini malati e gli orfani. Sono certo che lo farà e un giorno tornerà a scriverà le sue canzoni davanti al mare. 

L'immagine di copertina è di Luke Gray

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