Guido Catalano e Dente, "Contemporaneamente insieme"

Dente e Catalano: «sul palco a fare noi stessi»

Il tour «Contemporaneamente insieme» si chiude questa sera a Roma, Dente ci racconta uno spettacolo tra poesia, canzone, improvvisazione e risate. E si prepara il bis per l'estate

Si chiude questa sera a Roma all'Auditorium Contemporaneamente insieme, il tour che consacra una nuova coppia del panorama artistico italiano: Dente e Guido Catalano. Cantautore emiliano uno, poeta torinese l’altro, i due hanno incrociato le loro strade per far nascere uno spettacolo originale e non classificabile dentro precisi confini artistici. Guidati dalla regia di Lodo Guenzi de Lo Stato Sociale, i due artisti si uniscono su palcoscenico per confrontarsi e intrecciare le loro armi preferite, la chitarra e la penna.

Contemporaneamente insieme Roma

Guido Catalano si caratterizza per un inconfondibile stile di scrittura, ironico e tagliente. Sette libri di poesie  e un romanzo editi, ha calcato i palcoscenici di tutta Italia. Nel 2016 è protagonista del film Sono Guido e non Guido, proiettato al Torino Film festival.

Dente, al secolo Giuseppe Peveri, è fautore di un linguaggio musicale essenziale ma profondo e a oggi rappresenta una delle migliori voci del nostro cantautorato: ha all’attivo sette progetti discografici, un libro e collaborazioni con il meglio della scena indie italiana. 

Dente racconta "Contemporaneamente Insieme"

Ed è proprio lui a parlarci dello spettacolo.

Come è nato questo progetto?

È nato dal fatto che ci siamo conosciuti, fondamentalmente. Dico sempre che questo spettacolo è prima di tutto un incontro tra due persone. Ci conosciamo artisticamente da tanto tempo, io ho sempre apprezzato le cose che Guido scriveva e ho avuto da sempre il desiderio di collaborare con lui. Poi l’ho conosciuto e abbiamo cominciato anche a interagire, a fare qualche comparsata l’uno nello spettacolo dell’altro, io ho presentato un suo romanzo a Milano ad esempio...e così abbiamo cominciato a frequentarci anche sul palco, diciamo. E da questa amicizia è nato il desiderio di fare qualcosa di più corposo, in un momento storico in cui tutti e due avevamo appena finito un tour, e avevamo del tempo e dello spazio per pensare una cosa da fare insieme, e così l’abbiamo fatta.

Cosa succede sul palco durante “Contemporaneamente insieme”?

Succedono tante cose. C’è sicuramente la musica, ci sono le poesie, le nostre cose più famose, i nostri cavalli di battaglia diciamo. Ma ci sono anche delle cose inedite, delle musiche inedite che io ho scritto per lo spettacolo, ad esempio una canzone che parla dei poeti, c’è una bellissima poesia inedita di Guido, ci sono dei momenti di improvvisazione, dei dialoghi che facciamo. Guido poi ha scritto tante poesie in forma di dialogo e io ne interpreto qualcuna insieme a lui, le abbiamo anche cambiate per renderle più divertenti a volte. Ci sarà un momento molto bello di interazione con il pubblico, che non voglio svelare ma che è sempre divertentissimo. Quindi ci sono tante cose, non solamente il nostro “solito”. Parliamo tanto, anche di musica e di poesia, ma non solo.

Perché avete deciso di affidare la regia a Lodo Guenzi?

Perché avevamo tante idee ma ci mancava un apparecchiatore, uno che potesse apparecchiare questa tavola di idee in modo sensato. Lui è stato molto bravo perché non si è limitato a darci dei consigli su come stare sul palco, sul come affrontare certe cose... Anche perché anche se questo non è uno spettacolo teatrale, non è una commedia che recitiamo, noi andiamo sul palco a fare noi stessi, però comunque ci sono alcuni trucchi, per essere più credibili diciamo. 

Oltre ad aiutarci in questo, Lodo si è inventato questa cosa che a noi mancava, una storia da raccontare durante lo spettacolo. E la storia l’ha inventata con un escamotage malefico, che è stato quello di registrarci di nascosto mentre provavamo lo spettacolo, mentre tutti e tre cercavamo di ragionare sullo spettacolo. E questi audio ora fanno parte dello spettacolo, li ha tagliati e la storia è diventata quella, di noi tre che creiamo lo spettacolo. Quindi ci sono degli inserti di audio con anche la voce di Lodo che partono ogni tanto e che raccontano questa storia.

Roma è l’ultima data del tour. Come sono andate le altre? Siete soddisfatti dell’esperienza?

Io sono molto soddisfatto, sono molto contento specialmente per una cosa, molto semplice ma bella: moltissima gente alla fine dello spettacolo mi dice che va a casa felice, che gli abbiamo regalato un’ora e mezza di serenità. Credo sia perché lo spettacolo ha un bellissimo equilibrio tra le cose che facciamo io e Guido, riesce a parlare di cose a volte anche brutte e pesanti per l’animo umano con leggerezza. E quindi è uno spettacolo che fa anche molto ridere, a tratti veramente molto comico. C’è un bell’equilibrio tra le parti, abbiamo un bel repertorio. Poi io sono sempre quello che deve fare le cose un po’ più tristi, ho quel compito lì, con la musica, ho un bel repertorio di tristezza quindi mi viene anche facile, diciamo (ride)!

Un’esperienza da ripetere, insomma!

Mah sì, sarebbe bello! Intanto abbiamo in programma di farne anche una versione estiva. Ancora non lo so, ma faremo forse per l’estate un spettacolo sempre con noi due, con lo stesso titolo probabilmente ma diverso nei contenuti. Sempre noi due cambiando però molte cose, così se uno ci ha già visto può tornare senza vedere lo stesso spettacolo. E un po’ anche perché le location estive sono diverse, conta anche il luogo in cui fai le cose, in un teatro al chiuso puoi fare certe cose, all’aperto altre. Ci stiamo ragionando, insomma!

E invece tu hai progetti, idee in cantiere?

Sì, io devo cominciare a registrare qualcosa di nuovo alla fine del tour, quindi a fine mese. Qualcosa che vedrà la luce ancora non so quando...Ma spero di cominciare a farvi sentire qualcosa in autunno, ecco.

 

 

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Emiliana di campagna trapiantata in suolo romano di città, scrivo di musica, teatro, arte e cose belle. Vorrei dire qualcosa di più originale del fatto che mi piace viaggiare, leggere e ascoltare musica, ma purtroppo è proprio quello che amo di più fare. Anche mangiare, ma pure qui nulla di nuovo.

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