ph. Fabio Donato

I 6 personaggi di Pirandello tra teatro e cinema

Al Teatro Argentina fino al 18 febbraio Luca De Fusco reinterpreta il celebre dramma pirandelliano raddoppiandolo in un universo anche cinematografico. Una scenografia che si fa schermo e attori più che tridimensionali che ripropongono un testo mai superato, capace di arricchirsi di significati nuovi

Sono arrivati in sei, a Roma, e sono alla ricerca di un modo di esistere, di esprimersi, di dare voce alla loro rabbia, al loro rimorso, al loro dolore. Sul palcoscenico del Teatro Argentina viene presentato il dramma più celebre di Luigi Pirandello, Sei personaggi in cerca d'autore, uno spettacolo in grado di far riflettere, di rimanere sempre attuale in ogni tempo e per ogni spettatore. Un testo rappresentato per la prima volta nel 1921 che riprende nuovo colore e viene attualizzato e contaminato dalla modernità, in un processo creativo che il regista Luca De Fusco porta avanti da ormai qualche anno. Un dramma nato a teatro e sul teatro, che in questo allestimento però prende una veste nuova, accostandosi all'universo cinematografico.

Il dramma, ha spegato ill regista De Fusco: «ha una trama che si presta ad essere rappresentata più attraverso l’occhio visionario del cinema che tramite quello più concreto del teatro. Ho inoltre cercato di dare ai sei personaggi ciò che chiedono invano al regista. L’apparizione surreale dei cappellini per l’evocazione spiritica di Madama Pace, i tremendi e morbosi particolari della scena del bordello, la contemporaneità visionaria della scena del laghetto altro non sono che le richieste non esaudite dei personaggi. Essi forse raccontano una storia che non riesce ad essere tutta compresa nel solo linguaggio teatrale». 

La scenografia quindi si discosta dall'originale comandata da Pirandello e si fonda quasi esclusivamente su un grande muro di sfondo (quello del teatro in cui gli attori stanno provando Il giuoco delle parti, sempre di Pirandello, sotto la direzione del capocomico) che si tramuta ben presto in schermo. È proprio da esso, dal mondo del cinema, che si palesano i sei personaggi alla ricerca di un autore che li renda vivi e li porti in scena: dapprima gigantesche proiezioni, diventano poi reali apparizioni sulla scena, come nel film Broadway Danny Rose di Woody Allen. Sei figure che si detestano, si amano, litigano e si contraddicono a vicenda, ma non possono fare a meno di restare uniti.

I personaggi "abbandonati" dalla penna che li ha partoriti ma mai veramenti dati alla luce si palesano per conquistare l'attenzione del capocomico e convincerlo a rendere vero il loro dramma. E lo mostrano a lui e agli attori, dipanando poco a poco l'intrigo della loro esistenza, le loro sofferenze personali, le tragedie personali e collettive di cui sono tutti stati protagonisti. Un testo anticipatore dei tempi, che palesa un senso di straniamento perfettamente applicabile alla nostra società. Un'incapacità di trovare confini precisi tra vero e falso, tra bene e male, tra giusto e sbagliato. Un gioco continuo tra finzione e realtà, tra teatro e cinema che si intersecano e alternano per tutta la durata dello spettacolo.

Anche per sottolineare questo dualismo, i personaggi sono illuminati da una luce diversa rispetto a quella degli attori in carne ed ossa. Inoltre hanno una caratterizzazione più definita, una personalità e una storia interiore molto più declinata rispetto agli esseri umani. Perchè, tante volte, sono più veritiere e credibili le parole che le azioni, i sogni immateriali che le concretezze.

Ma d'altra parte, come dice Pirandello per bocca del padre della famiglia dei personaggi (egregiamente interpretato da Eros Pagni):

Ma se è tutto qui il male! Nelle parole!

Abbiamo tutti dentro un mondo di cose; ciascuno un suo mondo di cose!

E come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch’io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me;
mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sé, del mondo com’egli l’ha dentro?
Crediamo d’intenderci; non c’intendiamo mai! 

Mai affermazione fu più contemporanea. Sei personaggi in cerca d'autore resta e resterà per sempre un testo potente, che rimanda alle domande cardine dell'esistenza umana e al significato stesso di questa esistenza, e che in questa  messinscena è reso ancora più attuale, acuendone lo spirito e la riflessione.

 

 

Fino al 18 febbraio al Teatro Argentina

Sei personaggi in cerca di autore
di Luigi Pirandello
regia Luca De Fusco

con Eros Pagni, Maria Basile Scarpetta, Gaia Aprea, Gianluca Musiu,

Silvia Biancalana, Maria Chiara Cossia, Angela Pagano, Paolo Serra, Federica Sandrini,

Giacinto Palmarini, Sara Guardascione, Alessandra Pacifico Griffini, Paolo Cresta, Enzo Turrin, Ivano Schiavi
e con gli allievi della Scuola del Teatro Stabile di Napoli Alessandro Balletta, Dario Rea
scene e costumi Marta Crisolini Malatesta - luci Gigi Saccomandi
musiche Ran Bagno - video Alessandro Papa - movimenti coreografici Alessandra Panzavolta

Produzione Teatro Stabile di Napoli - Teatro Nazionale e Teatro Stabile Di Genova

 

 

 

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Emiliana di campagna trapiantata in suolo romano di città, scrivo di musica, teatro, arte e cose belle. Vorrei dire qualcosa di più originale del fatto che mi piace viaggiare, leggere e ascoltare musica, ma purtroppo è proprio quello che amo di più fare. Anche mangiare, ma pure qui nulla di nuovo.

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