«Il diavolo, certamente» i racconti di Camilleri sul palco

Un viaggio in treno e tantissimi personaggi per raccontare, con ironia, come la nostra vita sia governata dalla casualità. E speculando sull'esistenza del demonio vanno in scena molte storie, anche quella di un amore giovanile che ritorna e che è stata quella che ha spinto Camilleri sulla via del racconto breve

Debutta in prima nazionale, la nuova produzione della compagnia Attori&Tecnici del teatro Vittoria Il diavolo, certamente tratto dai racconti di Andrea Camilleri con l’adattamento teatrale di Claudio Pallottini. Ril ha raggiunto Stefano Messina, il regista dello spettacolo che fino al 28 gennaio è di scena al Vittoria, prima di intraprendere una tournèe nazionale in questa e nella prossima stagione teatrale.

Nello scompartimento 6 della carrozza 6 di un treno che da Palermo giunge a Torino durante la notte, 6 passeggeri, perfettamente sconosciuti tra loro, si trovano a raccontarsi esperienze personali e non solo, proponendo al pubblico circa 60 personaggi diversi. E lo fanno parlando del più e del meno, affrontando nel bene e nel male la delicata questione dell’esistenza o inesistenza del demonio. 

«Dei 33 racconti di cui si compone il libro di Andrea Camilleri, ne abbiamo selezionati 8, dove il diavolo suggella l’andamento della storia con il suo inequivocabile zampino. Come nel libro, anche lo spettacolo propone una riflessione accanita sul senso delle umane sorti, dove un piccolo granello di sabbia, una piccola minuzia può davvero arrestare il costruire della nostra vita, evidenziandone chiaramente l’assoluta casualità» dice Stefano Messina.

E continua: «Lo spettacolo è un’umana commedia dove l’artiglio demoniaco fa percepire la sua presenza, in modo più o meno chiaro, anche se il diavolo può essere inteso come il caso o più comunemente come la sfortuna. Infatti c’è sempre un intoppo nell’ingranaggio dell’esistenza umana. Le persone provano a costruirsi la vita secondo le proprie aspirazioni, i propri desideri anche attraverso un’idea personale di felicità, ma spesso succede che compare all’improvviso quella piccola cosa che manda a monte i nostri piani, stravolgendo quello che pensavamo dovesse accadere»

Nell’avvicendarsi di storie diverse tra loro, da quella di un ladro gentiluomo che aiuta una donna minacciata dal suo amante, da quella di una moglie traditrice alla storia di un prete che per un refuso giornalistico sconvolge la vita di un’intera diocesi, oppure quella di un omicidio irrisolto, c’è anche la vera storia di un amore giovanile, feroce ed intenso allo stesso tempo, quello tra Anna e Giulio che a distanza di 20 anni decidono di rivedersi di nuovo e che per Andrea Camilleri ha rappresentato l’inizio della scrittura della raccolta di brevi racconti, ci confida Stefano Messina. E così tra un beffardo destino o delle mancate coincidenze Il diavolo, certamente racconta del passato, del presente e forse del futuro dei personaggi sul palco e lo fa con un ritmo vorticoso, dato dai veloci cambi di scena che sono supportati non solo dai vecchi artefici teatrali delle video-proiezioni nel mentre dello svolgersi della scena, ma anche attraverso la musica. 

È uno spettacolo nello spettacolo, anzi come ci dice il regista di «un teatro nel teatro», dove le storie raccontate sono autonome le une dalle altre, ma che proprio nell’essere condivise diventano poi le storie di tutti e tutte noi comuni mortali, dove a farla da padrone è l’ironia quando si trasforma nella chiave di svolta dell’intera rappresentazione. «Credo sia uno spettacolo che possa dare tantissime suggestioni, come le ho provate io quando ho letto per la prima volta il libro e poi il riadattamento teatrale. Se da una parte vogliamo aprire una riflessione sulla fragilità della nostra esistenza, dall’altra parte vogliamo offrire l’ironia come antidoto a questo stato di cose perché riderci sopra, può aiutarci. E d’altronde per fare questo non avremmo potuto fare altro che seguire il maestro Andrea Camilleri che con la sua scrittura, beffarda e leggera,  ironica e mai giudicatrice ha sempre perseguito questo obiettivo» dice Messina che nel bene si aspetta lo zampino del diavolo per il successo dello spettacolo «perché noi gli facciamo pubblicità e quindi come minimo una mano può darcela»

In scena insieme a Stefano Messina che oltre ad essere regista, impersona alcuni personaggi, ci sono anche Carlo Lizzani, Roberto Della Casa, Sebastiano Colla, Claudia Crisafio, Mimma Lovoi, Chiara Bonome, Valerio Camelin, mentre le scene sono di Alessandro Chiti, i costumi di Isabella Rizza, le musiche di Pino Cangialosi e le luci di Alessandro Pezza.

 

Foto di Manuela Giusto 

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