© Roma Fringe Festival

Il Fringe sposa il cinema

La novità di quest'anno è il connubio tra teatro e cinema. Giovedì 21 settembre Gabriele Mainetti approda a Villa Mercede per raccontare il suo percorso da regista partendo dalla realizzazione dei suoi primi cortometraggi

Il festival del teatro indipendente

Il Roma Fringe Festival è giunto alla sua sesta edizione e ancora una volta si dimostra un'importante vetrina per il teatro indipendente: fino al 21 settembre oltre 150 appuntamenti, 50 compagnie da tutta Italia e dal Mondo. Nuove drammaturgie vanno in scena accanto a performance, stand up comedy, teatro civile e sarcastici riadattamenti dei grandi classici.

Un’immersione totale nel mondo variegato delle arti performative all’insegna del divertimento e della riflessione sulle più toccanti questioni politico-sociali del momento. Quest’anno il festival torna nel verde di Villa Mercede del quartiere San Lorenzo e si arricchisce di laboratori per bambini, reading e mercatini vintage e di prodotti bio-artigianali. Tanti gli spettacoli in programma, adatti a tutto il pubblico, che stupiscono per la diversità delle proposte, dal taglio civile a quello ironicopoetico, spesso approfondendo tematiche contemporanee come la “prepotente” affermazione dei social nella nostra società.

L'iniziativa, parte del programma dell'Estate Romana promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale, è curato da Fringe Italia e si svolge con la collaborazione artistica di Teatro Trastevere, Teatro Studio Uno, Teatro Brancaccino, Teatro Porta Portese, Teatro Le Sedie, i festival Inventaria, Do It e Artenova Festival. Abbiamo incontrato Davide Ambrogi, direttore artistico del festival.

Quest'anno il Roma Fringe Festival torna a Villa Mercede; quali sono le novità di questa edizione?

La prima novità è proprio che dopo Castel Sant'Angelo e l'isola nel laghetto di Villa Ada, si ritorna a Villa Mercede. Un parco che sembra cucito addosso al Fringe e con il quale qua a Roma è nato. Una risorsa per Roma e per il quartiere che noi, nel nostro piccolo nel breve periodo che lo frequentiamo, cerchiamo di valorizzarlo al meglio. 
Vedere uno spettacolo dal vivo in questo piccolo gioiello di verde è un'emozione che vorrei tutti provassero, proprio perché fa capire che Roma è bellissima anche senza i grandi monumenti internazionali.

Dal ricco programma si intuisce il considerevole interesse da parte degli organizzatori per le questioni sociali e i temi d'attualità di vario genere, dai terremoti alla Palestina fino ai cambiamenti della società nell'epoca dei social network; è cambiato quest'anno il criterio di selezione degli spettacoli?

No, è rimasto lo stesso dal 2012, prendiamo quanto di meglio proposto da tutte le varie tipologie teatrali. Ma i tempi cambiano e con loro, con il passare degli anni e delle edizioni, cambiano le proposte inviateci. Ultimamente i temi sociali sono molto frequenti proprio perché lo sono nella nostra vita quotidiana e, di conseguenza, ispirano la creatività degli autori. Il mondo sta cambiando molto velocemente e alcune volte mi chiedo, da feticista teatrale, cosa avrebbe scritto di questi tempi uno Shakespeare o un Brecht...

Il cinema con Gabriele Mainetti

Oltre alla rassegna teatrale, quali altre attività sono previste per coinvolgere il pubblico romano di tutte le età?

Quest'anno proponiamo una commistione tra cinema e teatro, che seguirà la rassegna dopo la serata finale con i migliori spettacoli dell'edizione. Se abbiamo mutuato la formula della "multisala", dove lo spettatore può scegliere tra ben 9 spettacoli teatrali differenti a sera, vogliamo riportare la stessa al grande schermo, proponendo 2 differenti arene all'aperto una volta finito il festival teatrale. Faremo questo in collaborazione con Bioblioteche di Roma, che offrirà cartoni celebri per i più piccini il pomeriggio, come film che hanno fatto la storia del cinema durante la serata. 

Una novità importante del festival, infatti, è la sezione Movie Fringe dalle ore 22.00: una raffinata selezione di pellicole presentate nell’ultima stagione cinematografica. Un appuntamento da non perdere, come sottolinea anche il direttore Ambrogi, è quello previsto per giovedì 21 settembre dalle ore 22.30: sul Palco A salirà Gabriele Mainetti, uno dei registi più accreditati del momento nel cinema italiano. Una serata speciale con proiezioni dei suoi cortometraggi e intervista del regista a cura dello stesso Ambrogi, con ospite speciale Lillo Petrolo di Lillo e Greg.

In questa serata, Gabriele Mainetti ripercorrerà alcuni dei momenti più interessanti della sua carriera da regista, avviata con Basette, corto realizzato nel 2008 e interpretato da autorevoli attori come Valerio Mastandrea, Marco Giallini, e Lidia Vitale; a seguire il drammatico Tiger Boy del 2012 e la serie di Ningyo del 2016.

Un percorso importante quello di Mainetti, pluripremiato e acclamato dalla critica per il suo coraggioso Lo chiamavano Jeeg Robot, che ha aperto un nuovo filone del cinema italiano attraverso il riuscito connubio tra i generi noir, gangster all'italiana, fantasyanimeaction e commedia. E Roma, quella della borgata o della panoramica ruota del Luna Park dell’Eur incanta ancora tutti sul grande schermo e rinnovata torna protagonista del cinema d’autore con una storia originale che ci ha fatto ridere, piangere, riflettere.

 

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