[ph] Lorenzo Gigante

La Roma che ride

Una rete di teatri che conta di espandersi in diverse zone della città perché Roma è la capitale italiana del teatro dice Domenico Franceschelli coorganizzatore del Roma Comic Off. 8 teatri e 12 sale per ospitare sarcasmo, parodia e molto altro

La comicità va in scena

Il teatro è il luogo dove si può ridere o piangere, sognare proiettandosi in altri mondi o riflettere sui più importanti temi dell’attualità. Ogni rappresentazione teatrale si svolge davanti a un pubblico e può mettere in scena una variabile perfomativa indefinita di parole, gesti, suoni e danze. Il festival Roma Comic Off offre al pubblico romano, fino al 17 settembre, un’interessante ed originale selezione di spettacoli all’insegna della comicità: dalla commedia al cabaret, dal monologo comico alla commedia musicale. D’altronde l’umorismo, il sarcasmo, il mascheramento, il fraintendimento e la parodia sono da sempre elementi chiave del teatro italiano, in passato come ora.

Numerose le sale aderenti al festival – per un totale di 8 teatri e 12 sale – per lo più localizzate a Testaccio, quartiere particolarmente attivo nella promozione delle arti performative: Teatro Antigone, Teatro dei Conciatori, Teatro di Documenti, Teatro Petrolini, Teatro Portaportese, Teatro Testaccio, Teatro Tordinona e Teatro Trastevere. Questa edizione presenta anche molte novità, dal cambiamento del nome alla scelta degli spettacoli, dai premi in palio alle sedi partecipanti. Ne abbiamo parlato con Domenico Franceschelli, coorganizzatore del festival insieme all’ideatore Roberto D’Alessandro.

Dieci giorni di spettacoli, ciascuno dei quali replicato per due sere consecutive, portati in scena da attori, attrici e compagnie provenienti da tutta Italia. Come è avvenuta la selezione degli spettacoli?

Non abbiamo effettuato una selezione strettissima, l’unico requisito richiesto era la comicità dello spettacolo e la durata, non oltre le due ore. Si tratta di un contest già rotato nelle due edizioni precedenti. Sicuramente diamo molto spazio alle proposte di giovani attori e alle nuove compagnie che ci sembrano più innovative in questo ambito.

Dal Testaccio Comic Off al Roma Comic Off

Con questa manifestazione all’insegna delle risate avete coinvolto diversi teatri. Cosa significa questo, soprattutto a Roma, per la promozione delle diverse realtà teatrali?

Ci siamo appoggiati a una rete di teatri già esistente, quelli presenti nella zona di Testaccio. Questi teatri hanno una propria organizzazione e da anni sono attivi in maniera indipendente. Il festival ha permesso la connessione tra le diverse strutture per la creazione di un’unica manifestazione. Il progetto del Roma Comic Off ha portato quindi benefici reciproci; noi organizzatori del festival abbiamo potuto contare su una rete di tetri già presente sul territorio, mentre i singoli teatri hanno trovato con noi l’occasione di collaborare insieme per un progetto comune. Si convogliano idee, energie, contatti; questo è un modo efficace per promuovere le rappresentazioni teatrali, soprattutto per strutture come queste che solitamente sono strettamente legate al territorio. 

In effetti la vera novità di questa edizione è proprio l’idea di prospettare edizioni future estese anche in altri contesti territoriali della città. Questo festival è nato nel 2015, ideato da Roberto D’Alessandro e si chiamava Testaccio Comic Off. Oggi non a caso la denominazione muta in Roma Comic Off; partendo dal cambiamento del nome, stiamo cercando di estendere il progetto oltre la territorialità del quartiere Testaccio. Quest’anno, infatti, hanno aderito anche il Teatro di Trastevere e il Teatro Tordinona. Siamo fiduciosi per la prossima edizione.

Si sottolinea spesso come a teatro vadano sempre meno persone. Questa manifestazione presenta sia una ricca e variegata programmazione, sia un costo di biglietto accessibile a tutti. Ci sembra un’ottima strategia di promozione; come sta reagendo il pubblico romano in questi primi giorni di festival?

Ci scontriamo sempre con questa realtà: a teatro vanno poche persone e soprattutto spesso non è un pubblico giovane. Abbiamo innanzitutto scelto un quartiere come Testaccio, vissuto molto dai giovani e ricco di strutture teatrali, perché si presta benissimo a un festival come questo. Anche il selezionare spettacoli di compagnie da poco nate è un modo per favorisce una maggiore affluenza di pubblico, comunque un’alternativa al teatro più tradizionale. Inoltre abbiamo migliorato l'aspetto comunicativo, concentrandoci sulla promozione social che attira un target più giovane di pubblico.

Roma, nel bene e nel male, è la capitale italiana del teatro. A Roma non si va troppo a teatro, ma il teatro si fa a Roma. Da sempre questa città richiama attori e compagnie teatrali provenienti da tutta Italia per mettere in scena importanti spettacoli. Operando al meglio e incrementando la promozione si possono raggiungere maggiori risultati. 

In palio premi in denaro e riconoscimenti per gli spettacoli in rassegna, un incentivo importante soprattutto per le più giovani compagnie. Roma Comic Off si inserisce in un tessuto teatrale molto vivace e reattivo; Testaccio sicuramente, ora anche i rioni Trastevere e Ponte. Non ci resta che gustarci questa edizione e sperare in una prossima più estesa su tutto il territorio romano. Perché ridere fa sempre bene a tutti.

Per maggiori informazioni sugli spettacoli in programma vedi qui.  

 

 

 

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