Opere di donne, donne all'opera

La stagione estiva operistica di Caracalla ha portato in scena le donne e un universo femminile ricco di sfumature, in modo mai idealizzato e anzi spesso in contrasto con ruoli maschii quasi più stereotipati. Mimì, Musetta, Norma, Adalgisa e su tutte Tosca e Carmencita sono così vere ed attuali

Le Terme di Caracalla, anche per la stagione estiva 2017, hanno proposto e ancora propongono per la prima decina di giorni di agosto, una selezione di spettacoli artistici di rilievo e attrazione internazionale. Da Battiato a Bolle ed Einaudi, non può certo mancare quella messinscena che dell'Italia è simbolo e bandiera nel mondo: l'opera. E, in questa stagione,a farla da protagoniste, accanto al Nabucco, sono due opere femmine: Carmen e Tosca ,in due allestimenti riadattati. 

La prima traslata dalla spagnola Siviglia dove Georges Bizet l'aveva inscenata al contemporaneo confine tra Usa e Messico, dove invece l'ha ambientata la regia di Valentina Carrasco. L'altra dalla Roma del 1800 di pucciniana memoria a quella di epoca fascista

Due opere piene di storia, di provocazioni, di invettive, di sentimenti. Due narrazioni traslate, perchè tutte le vicende sono riapplicabili in ogni epoca, a eterna dimostrazione di come siamo incapaci di imparare dal passato. Due storie di grande amore: Carmen fa impazzire di passione chiunque la guardi, dal semplice soldato Don Josè al grande torero Escamillo. E fa impazzire anche se stessa, in verità, il suo cuore «uccello ribelle che nessuno può addomesticare» non trova pace.

Tosca invece il suo cuore lo ha devotamente e totalmente consegnato nelle mani del suo Mario Cavaradossi, infrangendo anche il vincolo morale della religiosità, e non è disposta a toglierlo da lì per nulla al mondo.

Due racconti di ancor più grande tragedia: nessuna delle due troverà un lieto fine, verrà giocata dalle sue stesse decisioni, il passato – nel caso di Carmen – o il caso e l'errore umano – per Tosca -  gli si ritorceranno contro, spegnendo le loro vite. Carmen e Tosca sono solo due dei nomi che popolano il mondo dell'opera lirica. Mondo che dai sentimenti e dalle diverse sfumature delle donne ha attinto grande ispirazione e dentro i quali indagato in profondità. Come la Bohème di Giacomo Puccini – il compositore che forse più di ogni altro si è concentrato sulla caratterizzazione romantica femminile -  con la contrapposizione tra la dolce e sofferente Mimì e il suo alter ego Musetta, attraente e focosa. 

E anche Turandot o Manon Lescaut, protagoniste delle omonime opere del compositore lucchese, che sono motore, ragione e fulcro di ogni azione. Ma Puccini non è certo solo a dipingere immagini di donne. Anche Bellini, ad esempio con la sua Norma: sacerdotessa che cade preda dell'amor profano, e accecata dalla gelosia e dal dolore per il tradimento dell'amato Pollione sta per compiere un atto contro i propri valori – uccidere lui e  suoi figli - per poi evitarlo all'ultimo secondo e sacrificarsi per rimediare ai propri peccati. E l'altra donna della trama, Adalgisa: sedotta da Pollione, scopre una grande determinazione nascosta sotto la sua ingenuità che le permette di troncare la relazione non appena si accorge della sua natura fedifraga.

Allo stesso modo Verdi (che ha anche il grande pregio di aver trasformato nel tempo la donna romantica in donna più comune, più popolana, più "difettosa", dalla cortigiana Violetta de "La traviata" alla figlia segreta Gilda del "Rigoletto") Wagner, Beethoven: ogni grande musicista ha tratteggiato l'universo femminile in modo mai idealizzato e anzi spesso in contrasto con ruoli maschii quasi più stereotipati

Focalizzandosi sulle due opere presentate nella stagione estiva romana, sembrano porporre due ritratti di donna diametralmente opposti, ma in realtà sono due spiriti incredibilmente vicini.

Carmencita è la donna libera, che fa dell'esserlo il suo più grande vanto. E che paradossalmente forse proprio per questo non lo è mai, vincolata all'immagine che si è creata. Bellissima, fascinosa, indomabile, circondata da uomini, capace di tenervi testa anche quando certe volte preferirebbe solo lasciarsi andare tra le loro braccia. Ma con il suo spirito riesce a portare vita e speranza dove sembra non essercene, a illuminare i luoghi dove si trova, a trasmettere la gioia di vivere che nasce dal lasciarsi andare alle passioni.

Tosca è la donna "da sposare", follemente innamorata – e ricambiata ma non in manier altrettanto totalizzante - dal suo uomo, gelosa, sensibile. E che per questo rischia di farsi sopraffarre, di anteporre troppo gli altri a se stessa, di venire schiacciata dalle decisioni altrui. Ma è anche colei che riesce ad amare così tanto l'altro da andare oltre i propri limiti e paure, arrivando a compiere azioni impensabili per seguire la giustizia. Disposta alla fine a contrapporsi a chi ama, andandone anche contro le volontà, per salvarlo. 

Carmen e Tosca sono, anche se in modi diversi e con diverse personalità, due donne forti, coraggiose e traboccanti di emozioni, che portano sulle spalle ciò che questo significa, senza nasconderlo o schiacciarlo. Sono due eroine piene di pregi ma anche di difetti, autentiche, disposte a rischiare o sacrificare la vita per i propri sentimenti e le proprie convinzioni. Sono due donne dalle radici così antiche e dai tratti esistenziali così veri e onesti che dovrebbero essere prese  a esempio da ogni donna di oggi.

 

 

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