Sgombro, il pesce teatrante

Dodici ragazzi hanno inventato Sgombro, una formazione teatrale varia fatta anche di musica, pupazzi e comicità. Nata al nuovo cinema Palazzo di San Lorenzo arriva quest'estate al Monk, a quel pubblico che sa poco di teatro. «Siamo una factory e vedrete che tra vent'anni saremo di gran moda» ci spiega Daniele Parisi

Il teatro di Sgombro sbarca al Monk

Sul tonno un sacco di pubblicità. Nemo è un pesce pagliaccio molto sopravvalutato. Delle alici non parliamo proprio. E lo sgombro?

C'è un pesce strano che si muove nelle acque salmastre della calura romana. Si chiama Sgombro.

Sgombro è nato questo inverno, quando un gruppo di circa dodici ragazzi ha deciso di invadere il centro sociale Nuovo Cinema Palazzo con un progetto originale e stimolante, dove in un susseguirsi di brevi e singolari onde espressive si va a formare una marea creativa collegiale.

Sgombro non è un teatro fatto di interpreti, non sono tutti attori: usano strumenti diversi per rappresentare loro creazioni, variando dal teatro musicale a quello con i pupazzi, passando per quello comico.

«Sgombro nasce da una volontà mia insieme a Claudio Morici, Ivan Talarico e tanti altri di unirci» ci racconta Daniele Parisi, curatore e membro di quel "carrozzone" che è Sgombro. E prosegue:

Sentivamo l'esigenza di creare un contesto. Siccome ultimamente c'è un po' il deserto nel teatro italiano, siamo tornati al Medioevo, ci sembrava giusto in qualche modo unire sotto lo stesso tetto artisti che in qualche modo, senza saperlo e esserselo detti, parlano la stessa lingua e apprezzano le stesse cose, abbiamo la stessa vena autoriale.

Il nome è legato al luogo dove tutto è cominciato:

Quando abbiamo dato questo nome nessuno pensava che da lì a poco lo sgombro diventasse famosissimo: tutti mangiano lo sgombro, va di moda lo sgombro, il tonno ormai è mainstream. Noi però volevamo giocare sul fatto dello sgombero legato al Nuovo Cinema Palazzo, era il nostro modo giocoso per esorcizzare la paura che succedesse. 

Stand up drama

Sgombro è un teatro diverso, visualista, costruito sul pubblico. Non è stand up comedy ma stand up drama

La differenza è sostanziale. La stand up comedy è un io che parla, nella stand up drama a parlare  solitamente è un personaggio o qualcos'altro, è più vicino al tatro che al cabaret. Ora in Inghitlerra va molto di moda...noi arriviamo sempre con dieci anni di ritardo, ora qui la stand up comedy imperversa! Tra vent'anni noi saremo di moda, saremo considerati dei precursori.

I suoi artisti vogliono farsi sentire, farsi comprendere senza dover abbassare il livello intellettuale, vogliono «rieducare un pochino il pubblico che ormai è addormentato dai social e dalla tv. Il tentativo è questo: Sgombro non è soltanto una cosa di autoreferenzialità (dove chiamo tutte le persone che reputo brave e ci mettiamo insieme) ma vuole creare un contesto artistico e culturale  con un linguaggio che appartiene al teatro ma che il pubblico comprenda».

Sgombro vuole riesumare l'idea di teatro originaria, «è il nostro tentativo disperato, ultimo, di cercare un pubblico nuovo, di crearlo quasi da zero. Perchè se non sei ufficializzato in Italia non esisti, e noi proprio partiamo da zero, da un centro sociale, dall'autoproduzione più sincera, non c'è neanche il biglietto, ma un bussolotto dove si mette l'offerta libera». E funziona, perchè i riscontri a livello di pubblico sono stati molto buoni, gli spettatori si dividono tra abituali e nuovi arrivati, «il che significa che funziona quella cosa assurda e incredibile, quasi mitologica del passaparola. Si sta espandendo lentamente a macchia d'olio».

Sgombro vuole essere anche  l'origine di un movimento di pensiero in senso letterale, vuole dare il via a una serie di collaborazioni come quelle di Filetti di sgombro, che sono estratti di Sgombro, dove solo due persone fanno uno spettacolo intero intrecciando i propri repertori: «Ci piace immaginarlo come una specie di factory, dove nascono idee».

Pensare il futuro del teato italiano

Sgombro vuole guardare al futuro in un momento in cui

il teatro fa una fatica enorme, ci sono delle realtà meravigliose che sono staccate dal tessuto sociale, e questo è di una gravità inaudita, soprattutto in Italia. Penso a Lucia Calamaro ad esempio, una delle autrici teatrali più floride: trovo assurdo che la maggior parte del pubblico non teatrale, dei non addetti ai lavori, non sappia assolutamente di chi sto parlando. Mentre negli anni '60 e '70 c'erano trasmissioni dove Arnoldo Foà parlava, presentava e c'erano attori teatrali, il pubblico sapeva chi erano. Questo succede anche negli altri Stati, ma in Italia non più.

Ma nessuna presa di posizione ideologica o politica alla base: «Fare teatro in questo modo ha un fine di tipo politico nel senso che riguarda la polis, non è che facciamo satira politica, non ce ne frega niente». 

Dopo l'esperienza invernale, Sgombro esce dalla vasca e naviga verso i  nuovi mari del Monk«Andiamo al Monk cercando ancora una volta di toccare un pubblico diverso, misurandoci con un luogo che non è abituato a vedere teatro ma concerti, un posto molto bello e suggestivo. La sfida è anche quella, andiamo a cercarci un pubblico in un posto dove non si è abituati a fruire del teatro».

Le difficoltà sono tante, in primis quelle economiche ma...

al momento siamo ancora molto entusiasti, forse perchè siamo da teatranti talmente abituati ad essere considerti dei reietti della società. Purtroppo ci si abitua a tutto, questo senso di autoconservazione ci aiuta a sopravvivere ma non è il massimo. Spesso ci si abitua a delle condizione veramente imbarazzanti. Io, facendo teatro ormai da sedici anni, ho visto e vissuto il suo decadimento. In un Paese come l'Italia che dovrebbe vivere di cultura, invece siamo praticamente a niente. E quindi una situazione come questa dove ci si unisce non per i soldi ma semplicemente per le idee è qualcosa che alimenta l'anima.

Sgombro è diverso, è speciale e merita di avere la possibilità di essere assaggiato da più persone possibile perché «ci si diverte. Perchè è nuovo pur essendo antico.Perchè  è vario» conclude Daniele Parisi.

Info pratiche 

I prossimi appuntamenti per vedere Sgombro al Monk sono: 

13 luglio Filetti di sgombro con
Daniele Parisi e Lucio Leoni

20 luglio Sgombro estate 2

Presso il giargino di Monk in Via Giuseppe Mirri, 35. Ingresso Arena: 6€. Ingresso Giardino: gratuito dalle h18.30

 

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Emiliana di campagna trapiantata in suolo romano di città, scrivo di musica, teatro, arte e cose belle. Vorrei dire qualcosa di più originale del fatto che mi piace viaggiare, leggere e ascoltare musica, ma purtroppo è proprio quello che amo di più fare. Anche mangiare, ma pure qui nulla di nuovo.

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