Piero Gilardi, Inverosimile © Musacchio Ianniello courtesy Fondazione MAXXI

Arte e ecologia nelle opere di Piero Gilardi

I Tappeti-Natura, le installazioni multimediali e le animazioni politiche: il MAXXI celebra l'artista che ha dedicato la sua vita ad indagare il rapporto Uomo-Natura con uno sguardo alle tematiche ecologiche e di economia sostenibile

Il MAXXI omaggia Piero Gilardi

Il MAXXI, fino al 15 ottobre, con l’esposizione NATURE FOREVER. Piero Gilardi, rende omaggio a uno dei grandi maestri dell’arte contemporanea italiana, sempre attuale per le tematiche ambientali e sociali affrontate e per la costanza della sua ricerca. Oltre 60 opere in mostra – dai famosi Tappeti-Natura alle installazioni interattive, fino ad altri importanti lavori esposti dopo anni o ricostruiti per l’occasione – raccontano il percorso artistico di Gilardi, 50 anni d’attività nel campo dell’arte, della critica e della politica, durante i quali l’artista ha indagato, sotto vari aspetti e criteri, la relazione tra l’Uomo e la Natura nell’epoca del consumismo e del boom tecnologico.

Con Gilardi l’arte diventa democratica, militanza socio-politica, ma anche gioco; iniziatrice, quindi, d’importanti azioni, terreno di confronto sui grandi temi della Terra, portatrice di nuove proposte ed alternative soluzioni, ma anche graffiante e battagliera con il suo tono beffardo e satirico. Come giustamente spiegano i curatori della mostra (Hou Hanru, Bartolomeo Pietromarchi e Marco Scotini), Gilardi è «critico, ricercatore, attivista politico e sociale. Per lui, l’oggetto artistico supera la pura dimensione estetica: non è fatto per essere contemplato, ma vissuto, condiviso, partecipato».

Il percorso espositivo, arricchito da materiali d’archivio (bozzetti, testi, fotografie d’epoca, piccoli lavori e video), prevede quattro principali sezioni: la produzione degli anni Sessanta, la New Media Art, l’attivismo politico e la critica d’arte. Soprattutto nelle prime due sezioni è evidente come il tema della Natura sia stato affrontato con approcci e modalità differenti da parte di Gilardi, ma sempre in maniera conseguenziale ai cambiamenti del momento, come un processo creativo e riflessivo che potremmo definire appunto naturale.

I Tappeti-Natura

Fondamentali i Tappeti-Natura, opere con cui l’artista diventa celebre dalla metà degli anni Sessanta; sono sculture in poliuretano espanso che riproducono o simulano, artificialmente e in maniera iperrealistica, pietre, piante, uccelli, porzioni di prato e onde del mare, proponendo una natura “altra” all’interno di un preciso contesto ambientale urbanizzato, quindi già artificiale.

Lo stesso Piero Gilardi racconta la nascita di questa serie di opere:

Una fredda mattina d’inverno feci una passeggiata lungo le sponde di un fiume e rimasi turbato dalla quantità di rifiuti urbani rimasti aggrovigliati alla vegetazione spondale o sparpagliati tra i ciottoli levigati del greto. Sentii l’impulso a ricreare quel paesaggio desolante ripulito dalle trame dell’inquinamento e mi venne l’idea di ricostruirlo nella forma del tappeto domestico con le sagome scolpite nella gommapiuma al fine di poterlo offrire all’uso confortevole del corpo. In seguito estesi ad altri terreni naturali l’iconografia del primo Tappeto-Natura a “greto di fiume”, ricreando terreni erbosi o agresti trapuntati di frutti, fiori e specie vegetali colti nella circolarità delle stagioni, dalla germinazione alla marcescenza. Collocai questi tappeti nel mio appartamento e nelle case dei miei amici artisti finché un giorno un designer li scoprì e ne scrisse sulla rivista di architettura “Domus”. Si trattava di Ettore Sottsass, che ne individuò il significato semiotico come rito di esorcizzazione della morte della natura, soffocata e avvelenata dal crescente inquinamento della società industrialista e consumistica.

Appesi alla parete o stesi sul pavimento, attraversati o usati come piano di riposo, i Tappeti-Natura hanno perso la propria aura e, come sottolinea il curatore Pietromarchi, non sono più «una merce feticcio, soggetto e oggetto della speculazione economica», ma sono votati a una missione sociale più alta.

 

I Tappeti-Natura e i Vestiti-Natura © Musacchio Ianniello courtesy Fondazione MAXXI

Un’arte da abitare e indossare

Un altro momento chiave è la storica mostra Arte Abitabile, tenutasi presso la Galleria Sperone di Torino nel 1966, a cui Gilardi partecipa insieme a Michelangelo Pistoletto e Gianni Piacentino, esponendo Terrazza, una struttura primitiva, simile a una palafitta, ricostruita per l’occasione negli spazi del MAXXI. Gilardi rompe gli schemi dell’epoca e, come scrive il curatore Honru, mette in discussione il «confine tra arte “alta” e “bassa”, tra arte e vita, natura e cultura, cercando al contempo di produrre una forma innovativa della “natura” stessa».

Tale intento è evidente anche in altre opere più ludiche, come Igloo del 1964, struttura in cui il pubblico è invitato ad entrare, o nei Vestiti-Natura ideati nel 1967 per performance, con cui potersi mascherare da anguria (vestito Natura-Anguria ) o sasso (vestito Natura-Sassi). Un’arte da indossare o da abitare, fruibile in maniera totalizzante, in cui si può vivere in forma partecipata e condivisa. Rispetto agli esponenti dell’Arte povera, con cui collabora ed entra in contatto, Gilardi rivela una personale predilezione ad “inventare” una nuova natura, una posizione forse meno poetica rispetto agli altri artisti intenti a utilizzare materiali poveri, a tratti utopistica, ma sicuramente più esplicita e addentrata nelle questioni socio-politiche e ambientali dell’epoca.   

New Media Art

L’interesse per il rapporto Uomo-Natura si intensifica nella produzione degli anni Ottanta, quando l’artista si concentra sull'utilizzo delle nuove tecnologie, approdando così a una nuova fase della sua ricerca, da lui stesso definita New Media Art. Con l’impiego degli strumenti tecnologici Gilardi approfondisce alcuni concetti che da sempre hanno caratterizzato il suo percorso, quali la relazione e la partecipazione collettiva.

Tra i vari lavori realizzati in questi anni spicca sicuramente l’opera multimediale Inverosimile del 1989, un’installazione ambientale caratterizzata da un numero variabile di tronchi di vite in poliuretano e a grandezza naturale che vanno a ricreare una sorta di vigna. I tronchi vengono azionati da un circuito elettronico che ne stabilisce il movimento, le luci e i suoni. Con quest’opera, ampliando il concetto di Tappeto-Natura, Gilardi ha ideato un ambiente totale, immersivo e interattivo, dove il pubblico è invitato ad entrare per vivere un’esperienza multisensoriale. L’impiego della tecnologia accresce la teatralità della rappresentazione di una natura alternativa, fruibile e vivibile.

Inverosimile © Musacchio Ianniello courtesy Fondazione MAXXI

Dalla fine degli anni Ottanta le opere virtuali e interattive di Gilardi nascondono, dietro la facciata ludica, grandi riflessioni sul rapporto Uomo-Macchina-Natura e aprono la strada a una nuova consapevolezza ecologica, fino ad arrivare alle più recenti opere come Ipogea del 2010, dove l’artista ha proseguito questa suggestiva esplorazione tra mondo naturale e creazione artificiale.

Il PAV e le animazioni politiche

Interessante nel percorso espositivo del MAXXI anche la parte dedicata al PAV, il Parco Arte Vivente di Torino, progetto che incarna l’impegno dell’artista nella costruzione di una «comunità di eco-arte». Definito un «museo fuori dal museo», ideato nel 2002 e inaugurato nel 2008, è un vero e proprio parco sorto in un’ex area industriale dismessa, concepito secondo i principi della bio-architettura. Ospita installazioni site-specific, mostre temporanee e progetti artistici dedicati alle tematiche ecologiche e di economia sostenibile.

Infine, l’impegno sociale e l’attivismo politico di Gilardi è ben rappresentato attraverso materiale d’archivio e alcune opere rappresentative delle animazioni politiche che, dagli anni Sessanta a oggi, hanno caratterizzato il percorso di arte e vita dell’artista, come le maschere di gommapiuma e i costumi realizzati per criticare la classe politica o il noto Masso della Crisi del 2012, un oggetto gonfiabile realizzato per un corteo del 1° maggio di quell'anno. Anche in questo caso, Gilardi si espone in prima persona per difendere l’ambiente e i diritti civili, sensibilizzando il pubblico sui grandi temi del pianeta attraverso quella che è stata definita una «carnevalizzazione del mondo».

 

NATURE FOREVER. Piero Gilardi
fino al 15 ottobre 2017
MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Galleria 3
Via Guido Reni, 4/a
orario di apertura: 11.00 – 19.00 (mart, merc, giov, ven, dom) |11.00 – 22.00 (sabato) | chiuso il lunedì,
Ingresso gratuito per studenti di arte e architettura dal martedì al venerdì
Per maggiori informazioni vedi qui

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Storico dell’arte, archivista e curatore. 

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a: simonapandolfi@romaitalialab.it.

Cresciuta in una tranquilla città di mare, ho sempre mirato lo sguardo verso orizzonti indefiniti. Poi è arrivata la frenetica e caotica Roma e qui adoro perdermi tra i vicoli e le storie di quartiere. Non riesco a stare ferma, ho bisogno di fare più cose contemporaneamente, sempre credendoci! Sognatrice e idealista, amo mixare le mie passioni: arte, fotografia, poesia, cinema e teatro... altrimenti mi annoio. 

Come un cannibale di notte divoro libri e serie tv, oppure scrivo tutto quello che mi passa per la testa e che non farò mai leggere a nessuno. Raccolgo oggetti trovati per strada, sono sempre alla ricerca di nuovi amuleti.   

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