Danzando sulla Terra, intervista a Loredana Parrella

Cosa significa per una danzatrice ritornare sulle scene dopo ventidue anni?  È tutto uguale al passato o qualcosa è cambiato? Lo chiediamo a Loredana Parrella che dopo la performance di danza ispirata alla miniature de La morte del cigno di Fòkin, raggiungiamo nel dietro le quinte del suo spettacolo che ha debuttato a Romaa nell’ambito del Festival Teatri di Vetro

 

Nel Cigno c’è l’attenzione alla ricerca, c’è la narrazione della  genesi di un gesto, c’è il racconto dell’esperienza fatta negli anni, calcando i palcoscenici di mezzo mondo. Così si presenta lo spettacolo al pubblico, l’assoluta protagonista della scena è Loredana Parrella che da sola presenta la sua vita a suono di danza, in un continuo rapporto tra passato presente e futuro. E lo fa attraverso i movimenti, veloci e lenti, e le partiture musicali, classiche e contemporanee legati ai frammenti della sua memoria.

Danza ed ancora danza che per l’artista è elemento vitale «non posso pensare la mia vita senza. È come l’acqua che è elemento vitale per la Terra. In questi 22 anni nei quali non ho danzato ho continuato in realtà a farlo dietro le quinte, seguendo i miei allievi. Ho fatte tantissime cose. Ho attraversato tanti stati d’animo che mi hanno portato fino a qui, più matura e più cosciente di quello che sono oggi»

Il lavoro di ricerca di Loredana Parrella parte dalla miniatura de La morte del cigno coreografata da Michael Fòkin per la danzatrice Anna Pavlova nel 1907 - riproposta attraverso un filmato sul computer alla fine dello spettacolo - e poi guarda avanti. 

Racconta senza mediazione la maturità di donna in grado di accettare anche il passaggio del tempo e il mutamento del suo corpo.

«Oggi come da bambina il muovermi è una costante e sono convinta che non mi lascerà. È chiaramente il percorso di una danzatrice che anche quando smetterà di danzare, in realtà non lo farà mai. Con il passare del tempo il corpo invecchia, è normale, ma quello che rimane nelle ossa è importante, c’è tutta la nostra storia, il nostro passato. I muscoli prendono un ruolo secondario, ma è la memoria delle ossa della grande Madre a sostenere il futuro. Si tratta di un cambiamento che ognuno di noi deve affrontare e accettare. Ecco oggi posso dire di averlo accettato e di essere felice». Cigno creato prima per un’altra danzatrice, è diventato poi l’assolo di danza con cui Loredana Parrella è ritornata sulle scene.

La scenografia è essenziale. Ci sono una sedia, delle scarpe, dei proiettori, un computer, un libro e delle mele. Non c’è costrizione nei colori e nelle forme, è tutto bianco e l’occhio dello spettatore è rivolto solo verso la danzatrice che in un angolo prima, poi nel mezzo del palco, si muove, danza sulle note del pezzo di Camille Saint-Saëns, il Cigno tratto da Il Carnevale degli animali, sul quale lavorò lo stesso Fòkin per Anna Pavlova, e continua a farlo, in uno gesto di totale libertà sulla canzone Me and Bobby di Janis Joplin, ricollegandosi ad un passato più vicino della vita di Loredana Parrella che ora, sì è pronta a liberarsi e spiccare il volo, il suo volo con i suoi tempi. 

Lo spettacolo è stato il risultato di uno scavarsi dentro. Tutti gli atti creativi sono atti profondi che ti portano anche a dover affrontare degli aspetti personali irrisolti. Penso che Cigno e tutto il lavoro che mi ha portato a realizzarlo possa essere paragonabile ad una accettazione di quello che è stato e di quello che ci sarà nel mio futuro. Con questo spettacolo il mio corpo ha ripreso a vivere e muoversi anche nella dimensione ludica ed ovviamente questo ha anche trasformato il pensiero che avevo della danza. 

Come il pulcino diventa il cigno, così la bambina diventa la donna cosciente di sé stessa, in grado anche di giocare, alternando disciplina e leggerezza mentre danza. È giunto il momento. Le luci e la diagonale ci sono, ma se prima rappresentavano il punto di arrivo,  ora per Loredana Parrella sono il punto di partenza per la sua nuova storia, carica di passato e memoria, ma tutta protesa alla libertà del futuro che vedrà lo spettacolo girare nei prossimi mesi per l’Italia, arrivando fino a New York. 

Per ulteriori informazioni:

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