La terra è blu

La troupe/equipaggio è partita e veleggia per dare forma al progetto «La voce del mare», un film per raccontare tutto ciò che ruota intorno al mare: non solo la navigazione e l'apnea ma anche le battaglie ambientaliste che diventano di giorno in giorno più urgenti, la solidarietà e il soccorso in mare. Abbiamo incontrato Marco Simeoni lo skipper di questa avventura

La voce del mare, il film

La Terra è sopratutto blu, fatta di acqua salata che a volte si spiana come olio e quasi ferma rimane: immobile, densa. Altre si alza, vortica, si increspa e la spuma si confonde con il cielo lasciando i naviganti senza più il segno di un sotto e un sopra.

Il mare è la nostra Terra e sopra, sotto, attraverso e intorno ad esso l’uomo vive. È una superficie specchio che riesce a riportarci alla nostra voce più intima, ad un’essenzialità e ad una calma che spesso smarriamo. Lo sa bene Marco Simeoni che proprio in questi giorni leva gli ormeggi con un progetto ambizioso: girare un film sul mare che ascolti proprio La voce del Mare nelle sue molteplici forme. L’equipaggio-troupe di questo progetto si compone di tre persone: Marco Simeoni, lo skipper, Fabio Dipinto, regista, Stefano Tiozzo, fotografo e viaggiatore alla sua prima esperienza in acque salate. I tre partono con un proposito:

raccontare, attraverso un viaggio in mare e alcune storie di chi vive o lavora a stretto contatto con esso, i grandi temi della vita e le emozioni universali che tutti in qualche modo proviamo, come la paura, il coraggio, l’amore, la sfida, la libertà. Porteremo alla luce tutto ciò che il mare sa custodire di noi uomini e a noi uomini restituisce, come sensazioni a volte di inspiegabile attrazione, più spesso di generale benessere che, come J. Claude Izzo, chiamiamo semplicemente felicità. Sarà dunque un racconto sull’uomo, su ciò che prova sul mare, nel mare e attraverso il mare.

Lo scrivono sulla loro pagina di crowdfunding di Produzioni dal Basso grazie alla quale hanno raccolto parte della cifra che avevano chiesto. Abbiamo parlato con Marco poco prima della partenza, ci ha dedicato un po’ di tempo tra un preparativo e l’altro del First 35 che li porterà all’Isola d’Elba, Capraia, La Spezia e anche a Montecristo dove per gettare l’ancora è necessario un permesso.

L’idea iniziale era quella di raggiungere in barca tutti i protagonisti del film, poi abbiamo rivisto il progetto e faremo della barca il palcoscenico dei nostri dialoghi e riflessioni

racconta lo skipper. Una parte del film è stato già girato in mari ben più freddi, in Svezia per la precisione, a bordo della barca di Bjorn Larson, un nome noto per i lettori di storie di mare che hanno amato i suoi libri, uno su tutti La vera storia del pirata Long Jhon Silver (Iperborea). Ma l’intenzione è quella di realizzare un racconto corale, fatto dalle tante testimonianze di chi vive con il mare.

Ambiente e solidarietà

E non ultimi gli aspetti più attuali: l’inquinamento e il soccorso in mare dei migranti. «I messaggi dell’ambientalismo e della solidarietà ci stanno a cuore e vogliamo dargli spazio» prosegue Marco. Il film darà spazio a Alessio Bernabò di Diversamente marinai, associazione no profit e scuola vela che lavora nella direzione dell’inclusione sociale dei soggetti svantaggiati. E poi il mare che si vede meno con l’apneista Davide Carrera, la biologa Maddalena Jahoda ma anche un ragazzo che ha mollato la carriera di avvocato per tornare pescatore. E poi, in una seconda fase, Michele Zambelli, giovane e bella promessa della vela nostrana (quella senza lustrini ma con molto cuore). E poi appunto la solidarietà con il dialogo con un’operatrice di Sos Mediterranée, Benedetta Collini, che appena tornata dalla missione  di soccorso dei migranti presterà la sua voce al film. 

Una testimonianza che vuole «raccontare la storia di chi il mare lo vive con spirito di solidarietà, di chi non accetta che diventi un terreno di sofferenza e illusioni infrante. Benedetta condividerà con noi la sua testimonianza a bordo della Nave Aquarius e le motivazioni che conducono una donna a prendere il mare e dedicare se stessa ad alleviare il dolore di chi in esso va cercando una speranza» scrivono i ragazzi sulla pagina Facebook del film (che è un ottimo modo per seguirli nella loro rotta).

Un film per ascoltare i diversi rapporti che si possono avere con il mare che finirà per essere «un film sull’uomo» dice Marco. E poi dopo il film, che dovrebbe concludersi entro l’anno, il progetto vuole proseguire creando una piattaforma che sia un collettore sul mare: dagli articoli, all’arte fino agli studi scientifici.

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Caterina Grignani è il direttore responsabile di Roma Italia Lab.

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Fatto: studi letterari, viaggi con la scusa dello studio, stage e contro stage, insegnare italiano nonostante una incorreggibile "r" moscia, miglia di navigazione a vela, scampare a una tempesta, coltivare odori per cucinare, scrivere racconti, sopravvivere a un inseguimento di cinghiali

Da fare: rendere celebre Roma Italia Lab, tornare in Polinesia, scrivere un libro, avere una cucciolata di cani in salotto, suonare la pianola con le basi registrate ai matrimoni, andare all'isola di Pasqua e a Mosca e alle Azzorre, pimpare la 500 di mia nonna


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