Sampietrini, la "terra" di Roma nell'arte di Diodato

Fino al 21 ottobre «Pedibus Calcantibus» di Baldo Diodato è in mostra alla galleria Mac Maja Arte Contemporanea, ecco come la poetica della traccia scopre le vie della capitale

La galleria Mac Maja Arte Contemporanea, di Daina Maja Titonel (in via di Monserrato) diventa teatro dal 21 settembre di una retrospettiva intitolata Pedibus calcantibus, che ha ad oggetto il corpus artistico di Baldo Diodato. La mostra accompagna lo spettatore per le strade del centro di Roma, da Piazza Montecitorio fino a Piazza del Collegio Romano, avendo come filo il manto dei sanpietrini segnato dalimpronte umane.

Da qui il titolo dell’esposizione, la cui traduzione letterale «coi piedi che calcano il terreno», rimanda all’imprinting del solco nel tempo. Autore di questa poetica della traccia è Baldo Diodato, classe 1938, napoletano d’origine e firma di rilievo del panorama artistico contemporaneo. La sua formazione si svolge tra l’Accademia Albertina di Torino e l’Accademia delle Belle Arti di Napoli.

L’artista debutta negli anni sessanta, con la benedizione di Achille Bonito Oliva, partecipando al collettivo Operativo Sud 64. Dalla mostra personale alla galleria Numero nel 1964 fino all'arrivo in suolo americano, dove la percezione artistica si dirige verso gli stimoli sensoriali della metropoli. Diodato dimostra la sua ricerca stilistica nel compenetrare le origini partenopee al sound newyorkese d’avanguardia per poi arrivare al rintocco classico sempiterno della capitale.

Il suo segno distintivo è il frottage e le performances compositive di spettatori diventano parte integrante del processo creativo, come dei Tableaux Vivants. In particolare nello spazio espositivo del Mac Maja sono in mostra un frottage e 11 calchi, realizzati tra il 2001 e il 2017, eseguiti con una piastra di alluminio deformata dal passaggio dei piedi e da colpi di martello che danno forma a un tracciato a memoria del trascorrere del tempo.

Baldo Diodato spiega così, a Roma Italia Lab, l’origine della sua opera:

Nasce da una mia idea e viene realizzata grazie alla partecipazione delle persone presenti sul luogo dell’evento, trasformando così l’io artista in un noi creativo.

Il suolo è visto come uno spartito sul quale viene scritta la sinfonia che racchiude la memoria storica collettiva e come un comune denominatore di una performance in cui non c’è più filtro e distanza tra soggetto artista e spettatore. Diodato sottolinea:

È come se scolpissi il tempo registrando tutto ciò che in quello spazio è successo col trascorrere degli anni.

Nelle parole della curatrice dell’evento, Daina Maja Titonel, il senso dell'esposizione: «Storia, presente e futuro vengono a sovrapporsi in questi lavori, nei quali, grazie all’impronta, il modo più ancestrale di dar luogo ad una forma si può ricostruire un passaggio che è stato fermato nel tempo e nella materia nel tentativo di eternare un gesto». 

Un iter espositivo in mostra fino al 21 ottobre, un memento vitae che è spunto di riflessione dialettico su contemporaneità ed eternità.

Questa esposizione inoltre aderisce alla tredicesima edizione della Giornata del Contemporaneo organizzata dall'Associazione dei musei d'arte contemporanei italiani e alla seconda edizione della Rome Art Week dal 9 al 14 ottobre.

 

ARTICOLI CORRELATI

Roma Italia lab srl

Autorizzazione Tribunale di Roma n.60 del 23 marzo 2017

Sede legale: Via Festo Avieno 59, 00136

Sede operativa: Viale Castro Pretorio 25, 00185

Tel. 06 85352463

P.I. e C.F. 11448611001

Direttore Responsabile: Caterina Grignani

Redazione: Simona Pandolfi & Allegra Mondello

newsletter

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione