Trovare un tetto (e una strada) a Roma

La graphic novel di Laura Angelucci racconta la vita dei 30enni di oggi costruendo una narrazione che ci riporta a "Il tetto" di Vittorio De Sica e alle storie dei nostri nonni: una casa, un lavoro e i progetti per il domani tra difficoltà ed alleanze...

La vita, l’amore, la ricerca di un tetto e di un lavoro e di un filo che unisca i giorni a venire, almeno un poco, per far sì che non traballino troppo da non poterli neanche immaginare. Breve e modesta guida per torvare Il Tetto nel quadrante Est di Roma è una graphic novel che racconta questo. E lo fa con delicatezza, strappando sorrisi, e facendo riflettere con levità e la giusta dose di ottimismo.

Breve e modesta guida per torvare Il Tetto nel quadrante Est di Roma

Laura Angelucci ha confezionato questo bel lavoro come conclusione degli studi, classe ’91, romana, ha da sempre scritto e disegnato. Dopo l’Accademia di Belle Arti, indirizzo Grafica d’Arte, si è trasferita a Macerata per una specialistica in illustrazione. «Scegliere di lavorare nel campo del fumetto e dell’illustrazione è un pò un modo per proseguire i miei giochi preferiti d’infanzia» ci racconta Laura consegnandoci il suo libro dall’immacolata copertina. La guida, chiamiamola così per brevità, si muove su due piani temporali, ben distinti anche nel segno e nella tecnica di disegno: si apre in una sera romana qualsiasi dell’anno 2017. Interno di una casa condivisa, rumorosa, provvisoria, un notte insonne e la visione di un “classicone” in libera fruizione su You Tube. Il secondo piano narrativo è proprio quel film: Il tetto di Vittorio De Sica, anno 1956, Luisa e Natale sono novelli sposini, lui muratore, senza una casa e una vita da iniziare.

angelucci guida roma

Due piani temporali per un confronto tra generazioni

Il film diventa così il pretesto per riflettere e paragonare il proprio percorso a quello dei nostri nonni: il lavoro, la casa, l’idea di fare un figlio e una città sullo sfondo, Roma, che le baracche le continua ad avere. Ma è anche il modo per presentare e in alcuni casi smontare gli stereotipi su una generazione in difficoltà, quella del famoso essere choosy, che però, sotto sotto, non si arrende e quando dà il meglio di sè capisce che allearsi è importante, per costruite un tetto, dipingere una stanza o semplicemente farsi forza.

Intervista a Laura Angelucci

 

Abbiamo chiacchierato con l’autrice Laura Angelucci chiedendole inanzitutto di raccontarci come è nata La Guida.

«Nasce da un altro progetto di ricerca che ho portato avanti lo scorso anno sul cinema italiano dagli anni 50’ fino ai 70’. Facevo delle maratone interminabili di film - Germi, Risi, De Sica, Scola, Citti e tanti altri, lavorando sui fotogrammi e rielaborandoli… Era un progetto bislacco e potenzialmente infinito che non ho pubblicato, però mi è stato decisamente utile. Ragionando sul mio percorso di tesi mi era chiaro che il cinema sarebbe stato protagonista, ma non sapevo in quale forma, è stato Il mio relatore Alessandro Baronciani a notare quanto Il Tetto potesse essere, fra tutti, il titolo più interessante ed attuale. Il film parla di precarietà e emergenza abitativa nella Roma degli anni 60’ ed era perfetto per costruire un parallelismo con la condizione attuale, in un ideale confronto fra quella che è la generazione dei nonni e la nostra. Così abbiamo deciso di dare al libro una struttura alternata fra il passato del film e il presente, in un continuo rimbalzo sui temi del lavoro, della convivenza, e del futuro. Alla base di tutto ci sono dei quesiti ricorrenti: la nostra vita è simile a quello che avevamo desiderato? Esiste un posto su misura per noi?».

angelucci il tetto

 

La nostra generazione è un po' intrappolata in un'eterna giovinezza/non autonomia. Questa "crisi" come è raccontata libri, film, fumetti… ti vengono in mente esempi che hai apprezzato? Ma anche esempio sbagliati che hanno calcalto lo stereotipato ?

«Faccio sempre riferimento al cinema e di getto mi vengono in mente due titoli di Virzì: Tutta la vita davanti del 2008 e Tutti i santi giorni del 2012. Parlano del venire a compromessi con le proprie aspettative, di un mercato del lavoro in cui le proprie competenze sono relativamente spendibili e delle conseguenze che questo ha nella ricerca di una stabilità. Per il resto trovo che spesso il cinema degli ultimi anni (quello che passa in sala) abbia difficoltà non solo a raccontare questa generazione, ma questi tempi in generale: si muove molto su strutture e stereotipi ricorrenti che sono poco rappresentativi delle persone sedute in poltrona. Ma queste rappresentazioni forse più che dannose sono poco originali, trovo più pericolose certe affermazioni della politica sui giovani choosy e sui giovani che sono sfigati se si laureano dopo i 28 anni».

 

Nelle tue pagine sul Tetto, i colleghi di Natale gli dimostrano solidarietà e lo aiutano a costruire la casa. Tra noi esiste questa collaborazione o siamo tutti più individualisti in nome di un "si salvi chi può"?

«Domanda difficile… forse siamo tendenzialmente individualisti ma capaci di grandi slanci di generosità! Mettiamola così: sono sicura che quando dovrò ridipingere casa, a breve, ci sarà qualcuno che nonostante i suoi impegni sarà lì ad aiutarmi in cambio di una pizza fredda e poco attraente».

 

Chi sono i tuoi modelli fumettistici?

«Leggo pochi fumetti, ma amo molto Gipi  - Una storia mi è stato utilissimo per capire quale struttura adottare per il mio libro - e Manuele Fior, sia sotto l’aspetto narrativo che tecnico».

 

A Roma come è messo il panorama "fumettoso"? Mi hai detto che hai trovato sostegno nei tuoi colleghi per realizzare la tua guida.

«Come sta messa Roma sotto il profilo fumettistico devo ancora capirlo, perchè sono rientrata dopo due anni da Macerata e mi sono affacciata da pochissimo con il mio lavoro. Un’impressione che ho avuto è che si muovano un pò di cose, che le persone abbiano voglia di fare e che, anche in ristrettezza di mezzi, si organizzino cose molto belle. Una parte importante di questo lavoro è quella relazionale, dopo mesi che stai con la testa sulla scrivania devi uscire da casa e far camminare il tuo libro: girare per festival, fare presentazioni e conoscere gli addetti ai lavori. Fino ad ora sono stata fortunata ed ho incontrato persone molto disponibili che mi hanno dato buoni consigli su come muovermi, per cui ad oggi posso dire di aver trovato un ambiente solidale».

 

La guida diventerà anche un po' una mostra, puoi raccontarci come e dove?

«La guida diventerà una mostra, una bella esperienza è stata quella di Bande des Femmes al Pigneto, un festival di fumetto organizzato dalla libreria Tuba. E poi il Crack! al Forte prenestino, in entrambe le occasioni oltre al libro in presentazione avevo realizzato delle tavole inedite. Ora sto preparando il materiale organizzare un percorso più ricco da affiancare alla presentazione del fumetto, ho intenzione di fare un piccolo tour nelle librerie, ma sono ancora da definire le date e i luoghi. Comunque credo che partirà tutto ad ottobre e colgo l’occasione per dire che se ci sono librerie o spazi interessati ad ospitarmi con il progetto sono ben felice e aperta a collaborazioni!».

laura angelucci illustrazioni cartolina promozionale della Guida

Il libro si può ordinare al sito, sulla pagina facebook del progetto, ‘Breve e modesta guida per trovare il tetto nel quadrante est di Roma’,  potete seguire gli aggiornamenti realtivi ad eventi e iniziative.

 

Su instagram Laura_angelucci

 

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