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Cos’è a terapia Cognitivo-Comportamentale

Cos’è a terapia Cognitivo-Comportamentale

L’origine della Terapia Cognitivo-Comportamentale (TCC) può essere collocata in un periodo che va dagli anni Cinquanta agli anni Settanta dello scorso secolo. 

Il primo a coniare l’etichetta di “modificazione cognitivo-comportamentale” è stato Donald Meichenbaum, noto psicoterapeuta, ricercatore e docente canadese. In quegli anni, grazie alla Rational Emotive Therapy (RET) ad opera di Albert Ellis e alla Cognitive Therapy (CT) di Aaron T. Beck, stavano diventando molto influenti le terapie cognitive che, di fatto, affiancavano gli interventi su pensieri e credenze disfunzionali agli interventi prettamente comportamentali. 

Dopo qualche decennio di confronti tra la terapia comportamentale (Behavior TherapyBT), la RET e la CT per decretare quale paradigma fosse più efficace, a partire dagli anni Ottanta e nel corso degli anni Novanta, la scuola comportamentista e quella cognitivista si fusero e il merito va anche al successo di trattamenti cognitivo-comportamentali specifici per il disturbo di panico sviluppati dai clinici David Clark nel Regno Unito e David Barlow negli Stati Uniti.

CARATTERISTICHE DELLA TCC

La TCC nasce e si struttura sulla base di due scopi principali: 1) individuare degli interventi specifici e mirati per i vari disturbi psicologici e 2) elaborare degli strumenti (e.g., test, interviste) che potessero indagare la presenza e l’intensità dei sintomi sia prima che dopo la psicoterapia, in modo da verificar l’efficacia del trattamento erogato. Proprio questo approccio clinico ha portato la TCC ad essere, dagli anni Novanta ad oggi, il trattamento d’elezione di svariate psicopatologie (leggi di più su Psicoterapia Scientifica).

Un intervento psicoterapeutico, per essere definito cognitivo-comportamentale, deve avere le seguenti caratteristiche:

• Basarsi sull’assunto che la persona non reagisca automaticamente all’ambiente che lo circonda ma che valuti ciò che accade ed agisca di conseguenza. Da qui, l’importanza di individuare, conoscere ed, eventualmente, ristrutturare i pensieri disfunzionali della persona;

• Prendere in considerazione un sistema triadico in cui sono altrettanto importanti pensieri, emozioni e comportamenti, ognuno dei quali entra in relazione e modifica gli altri due elementi;

• Avere una natura pedagogica, ossia considerare la personalità dell’individuo come un insieme di abilità apprese a partire dall’infanzia e rafforzarle o modificarle attraverso la psicoterapia, in particolare tramite il trasferimento di conoscenze, abilità e tecniche dal terapeuta al paziente. 

TCC IN PRATICA

Quando una persona si rivolge ad un terapeuta cognitivo-comportamentale, il primo intervento che viene fatto consiste nell’assessment, ossia un’ampia valutazione sulla persona e sui suoi problemi personali. L’assessment iniziale consiste in colloqui clinici e nella somministrazione di strumenti psicodiagnostici come test, questionari o interviste

Lo psicoterapeuta raccoglie, dapprima, informazioni sulla storia del problema: chiede al paziente di descrivere il motivo per cui ha deciso – o gli è stato consigliato – di rivolgersi ad un professionista della salute mentale e quali siano i suoi obiettivi di cambiamento. Una volta descritto il problema in termini generali, vengono chiesti degli esempi recenti sul problema, in modo da definirlo ancora più chiaramente. Ad esempio, se il paziente dovesse riportare la frase: “Ho difficoltà a stare con gli altri”, il terapeuta chiederà: “Può farmi un esempio recente in cui ha avuto questa difficoltà?”. Questa e le successive domande di chiarimento permetteranno di approfondire i seguenti elementi:

• Antecedenti: tutte quelle situazioni in cui si manifesta il problema descritto;

• Variabili interne: pensieri, immagini, credenze che si manifestano in determinate situazioni (antecedenti);

• Conseguenze: tutto ciò che accade a seguito delle variabili interne. Ad esempio, il provare un’emozione negativa o il mettere in atto uno specifico comportamento disfunzionale.

Riassumendo, il terapeuta potrebbe riconcettualizzare quanto riportato dal paziente in questi termini: “È possibile che quando lei si trova ad una festa (antecedente), pensi che tutti gli sguardi dei presenti siano rivolti verso di lei perché si sta comportando come un imbranato (variabile interna) e che questo le faccia provare un intenso sentimento di vergogna e la porti a mettersi in un angolo per non essere notato (conseguenze)”.

Dopo aver chiarito la domanda terapeutica, ossia ciò che il paziente vorrebbe modificare, viene presa in esame storia di vita, ad esempio quanto il paziente riesce a funzionale e si sente soddisfatto nelle aree accademica e/o lavorativa, familiare, sentimentale, amicale, ricreativa ecc.. E quanto il problema identificato incida su di esse.

Una volta raccolte tutte le informazioni attraverso colloqui clinici e la somministrazione di test ad ampio spettro e specifici, viene fatto un inquadramento del problema, ossia viene spiegato al paziente il funzionamento del problema stesso. In particolare, viene riportato quanto emerso dall’assessment iniziale, spiegando quali fattori abbiano originato o fatto emergere il problema proprio in questo momento (fattori precipitanti), quali fattori abbiano reso la persona vulnerabile al presentarsi del problema (fattori di rischio) e quali fattori permettano al problema di perdurare (fattori di mantenimento). 

Successivamente, vengono fornite informazioni sul trattamento più efficace per il problema individuato, spiegando tempi e modalità di intervento e valutando la motivazione del paziente ad impegnarsi nel lavoro terapeutico. 

Se il paziente decide di intraprendere una psicoterapia, vengono concordati gli obiettivi terapeuticiche verranno, poi, valutati durante tutta la durata del percorso. 

Infine, inizia il trattamento vero e proprio. Questo si basa, principalmente, sui seguenti elementi:

• Psicoeducazione: un momento formativo presente soprattutto nella prima parte del trattamento ma che ritorna in tutto il percorso. Il terapeuta fornisce informazioni e chiarimenti sul problema individuato, sul modo più efficace di fronteggiarlo e sulle specifiche tecniche che verranno insegnate;

• Apprendimento, utilizzo e valutazione di strumenti cognitivi e comportamentali, ad esempio: tecniche di monitoraggio del problema, di rilassamento, di esposizione, di ristrutturazione cognitiva o appositi training di stress inoculation, abilità sociali e assertività, problem-solving e decision making.

Una volta raggiunti gli obiettivi concordati nella fase iniziale del percorso terapeutico, il trattamento si conclude con delle sedute di controllo che permettono di valutare il grado di autonomia del paziente nel mantenere i risultati raggiunti e nel prevenire, fronteggiare e/o gestire problemi simili a quello trattato.